LE MODALITÀ DEL MOSTRUOSO NEL POEMA ANGLOSASSONE ANDREAS E IN ALTRI TESTI A SFONDO TERATOLOGICO

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La letteratura anglosassone è ricca di una messe di testi di carattere odeporico e/o teratologico che riflettono la curiosità del mondo medievale per l’alterità, intesa nel senso spaziale e culturale, originatasi anche (ma non solo) dagli accenni biblici alle missioni evangelizzatrici degli apostoli. Tra tali testi figurano sia opere in prosa che in poesia, tra cui il poema Andreas, che narra le vicende degli apostoli Andrea e Matteo nel paese dei cannibali Mermedoni. Le modalità del mostruoso nell’Andreas, la loro genesi, e le loro implicazioni culturali non sono state ancora chiarite del tutto, e necessitano di ulteriori approfondimenti, specie per quanto concerne i rapporti di filiazione, diretta o indiretta, tra il poema e le opere enciclopediche, geografiche e teratologiche coeve o anteriori, e che sembrano essere ad esso strettamente collegate. La presente ricerca si propone di approfondire lo studio, iniziato l’anno scorso, degli aspetti teratologici del poema, riconducendoli al contesto culturale dal quale derivano. Nello specifico, in questa seconda fase della ricerca verrà studiata la relazione che intercorre tra le modalità mostruose dei personaggi del poema e la figura dell’“artabatita” – che si ritrova, p. es., in Plinio, Solino e Isidoro di Siviglia – al fine di verificarne e valutarne il grado di affinità con i prigionieri dei Mermedoni e individuare eventuali possibili canali (e modi) di trasmissione. Si mirerà, inoltre, ad investigare anche il concetto spaziale di “alterità”, che sta alla base non solo dell’Andreas, ma di tutta la letteratura odeporica e teratologica medievale, attraverso l’analisi dei mappaemundi anglosassoni (rappresentazioni concettuali del creato, spesso comprendenti informazioni su animali e razze mostruosi tratte da opere enciclopediche classiche e patristiche) e del loro schema concettuale (e letterario) di riferimento (Isidoro, Macrobio, Orosio, etc.). Si tenterà, infine, lo studio delle versioni degli Atti di Andrea e Matteo nel paese degli antropofagi generalmente ignorate dagli studiosi occidentali (armena, etiope, siriaca e coptica), individuandone edizioni e traduzioni, al fine di mettere in luce, là dove possibile, eventuali differenze significative nella caratterizzazione della mostruosità dei personaggi del testo, riconducibili alle differenti tradizioni.

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L’Andreas è un poema anglosassone di 1722 versi che narra le vicende degli apostoli Andrea e Matteo in Mermedonia. Si trova in un ms della Biblioteca Capitolare di Vercelli, redatto in Inghilterra nella seconda metà del X sec. Si tratta di un componimento apocrifo di coloritura esotica e ricco di elementi favolistici e miracolosi, legato a quei testi che narrano delle missioni evangelizzatrici degli apostoli e delle popolazioni esotiche con cui vennero a contatto – e di cui non si narra nella Bibbia – e che si ricollegano a una vasta tradizione di testi enciclopedici, odeporici o geografici non solo medievali, ma anche della latinità classica e oltre, che narrano di terre lontane e di popolazioni dalle fattezze straordinarie (Plinio, Solino, Mela, Isidoro, etc.). Il poema ags costituisce un rifacimento abbastanza fedele di un testo apocrifo di larga circolazione che va sotto il nome di Atti di Andrea e Matteo (o Mattia) nel paese degli antropofagi e di cui esistono versioni anche in latino, in greco, in armeno, in etiopico, in coptico e in siriaco (nessuna delle versioni esistenti costituisce, tuttavia, la fonte diretta del poema). La presente ricerca, al suo secondo anno, si propone di studiare gli aspetti teratologici dell’Andreas, riconducendoli al contesto culturale dal quale derivano, e seguendone, dove possibile, i canali di trasmissione. Nel primo anno della ricerca si sono studiate le modalità mostruose dei personaggi del poema - da un lato i Mermedoni stessi, maghi-cannibali crudelissimi che si cibano dei loro nemici accecandoli prima con le punte delle lance, e dall’altro le loro vittime, trasformate da una speciale pozione in quadrupedi che si nutrono di erba e fieno come le bestie, dalle fattezze ancora umane ma dal comportamento animale e dalla mente ‘stravolta’ – le quali riecheggiano elementi tratti da una varietà di opere di grande diffusione, tra cui l’Odissea e Le mille e una notte. Si sono notati, inoltre, dei collegamenti con una tipologia teratologica specifica – l’artabatita – citata da Plinio, Solino e Isidoro di Siviglia, e che figura in una messe di mss coevi, e la cui correlazione con il poema si intende approfondire nel secondo anno. Si mirerà, inoltre, ad investigare anche il concetto spaziale di “alterità”, che sta alla base non solo del poema in questione, ma di tutta la letteratura odeporica e teratologica medievale, anche alla luce delle rappresentazioni geografiche della terra del tempo (i mappaemundi, rappresentazioni concettuali del creato, talvolta comprendenti, oltre ad elementi squisitamente cartografici, anche “saperi” di carattere enciclopedico su animali e razze – spesso mostruosi – e luoghi biblici e storici, derivati da varie fonti). Si tenterà, infine, una ricognizione delle versioni degli Atti generalmente ignorate dagli studiosi (armena, etiope, siriaca, e coptica) al fine di mettere in luce eventuali differenze significative nella caratterizzazione della mostruosità dei personaggi del testo.

Il lavoro di ricerca procederà in molteplici direzioni. Parte del lavoro sarà dedicato alla ricognizione e alla comparazione delle opere che contengono una descrizione degli artabatiti, o di esseri con caratteristiche simili, e delle loro raffigurazioni esistenti nei mss anglosassoni e del mondo germanico in generale, al fine di verificarne e valutarne il grado di affinità con i prigionieri dei Mermedoni e individuare eventuali possibili canali (e modi) di trasmissione. Allo stesso tempo si procederà allo studio, su base comparativa, della relazione intercorrente tra i mappaemundi anglosassoni e le opere geografiche ed enciclopediche a disposizione degli anglosassoni. Infine, si procederà alla ricognizione delle edizioni – e delle eventuali traduzioni – delle versioni orientali degli Atti di Andrea e Matteo nel paese degli antropofagi e allo studio comparativo, ove possibile, dei brani che de
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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