Le indagini finanziarie nell'accertamento tributario

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La ricerca, previa individuazione delle disposizioni in tema di indagini finanziarie che sono state emanate dal 1973 ad oggi, mira a ricostruire lo stato della legislazione vigente, fornendo altresì un quadro degli orientamenti della dottrina e della giurisprudenza con riferimento alle questioni di maggiore complessità, al fine di consentire una ricostruzione sistematica delle diverse tematiche. Lo studio dovrà preliminarmente individuare la natura del segreto bancario, inteso come l’obbligo di riservatezza che è strettamente connaturato allo svolgimento delle attività finanziarie. Individuata la natura del segreto bancario, si cercherà di comprendere la ratio sottesa alle numerose disposizioni che consentono all’Amministrazione finanziaria, intesa in senso lato come l’insieme degli organi che partecipano all’attività di accertamento e di riscossione dei tributi, di superare tale obbligo al fine di garantire l’interesse pubblico alla percezione dei tributi. Analizzate le singole norme che disciplinano i vari istituti riconducibili alle indagini finanziarie, si affronteranno le numerose problematiche, oggetto di molteplici interventi della dottrina e della giurisprudenza, che scaturiscono dalla possibilità per l’Amministrazione finanziaria di utilizzare le presunzioni previste dagli articoli 32 del D.P.R. n. 600/73 e 51 del D.P.R. n. 633/72. Per completezza di analisi, si valuterà la rilevanza delle indagini finanziarie per finalità diverse da quelle fiscali (l’antiriciclaggio, di cui al recentissimo D. Lgs. n. 231/07, il contrasto al finanziamento del terrorismo, l’utilizzazione a scopi penali delle risultanze delle indagini finanziarie). Si analizzerà, infine, la compatibilità della disciplina relativa alle indagini finanziarie con la tutela della riservatezza, a presidio della quale è posto il D. Lgs. n. 196/03.

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Il primo obiettivo è quello di ricondurre a sistema le numerose norme che disciplinano le indagini finanziarie e l’anagrafe dei rapporti finanziari, che delle prime costituisce un corollario. Invero, sebbene il nucleo centrale della disciplina sia contenuto negli articoli 32 del D.P.R. n. 600/73 e 51 del D.P.R. n. 633/72, oltre che nel D.P.R. n. 605/73, è innegabile che numerose disposizioni, previste in altri testi di legge, alcuni di natura non prettamente tributaria (si pensi alle disposizioni contenute nelle leggi antiriciclaggio), concorrono ad agevolare o, comunque, a rendere più proficua l’attività di indagine da parte dell’Amministrazione, estendendone l’ambito di applicazione. E’ altresì innegabile che in materia di indagini finanziarie non sia possibile prescindere dall’analisi dei provvedimenti, di natura non regolamentare, che danno concreta attuazione alle previsioni legislative, quali i vari provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che si sono succeduti dal 2005 ad oggi. Altro obiettivo fondamentale della ricerca, in presenza di diverse presunzioni previste espressamente dal legislatore, è quello di individuare la loro natura (cioè, se esse costituiscano presunzioni legali, seppur relative, o semplici) e la loro refluenza sull’onere probatorio e sul diritto di difesa. Il raggiungimento di tale obiettivo, data la cripticità delle locuzioni utilizzate dal legislatore, necessita dell’analisi degli orientamenti emersi sia in dottrina sia in giurisprudenza. Infine, posto che la giurisprudenza della Corte di Cassazione più volte ha privilegiato gli interessi della parte pubblica, scopo ultimo che si prefigge la ricerca è quello di individuare possibili linee interpretative alternative atte a contemperare, sia con riguardo alla fase del procedimento istruttorio, sia con riferimento alla successiva valutazione dei dati e delle informazioni acquisite, l’ineludibile interesse pubblico alla percezione dei tributi con il rispetto degli insopprimibili diritti del contribuente, tra cui il diritto di difesa che rischia di essere particolarmente compresso. Il metodo adottato nella ricerca è quello strettamente giuridico, legato all’interpretazione del dato normativo attraverso i criteri ermeneutici propri di qualsiasi ramo del diritto. In sede di analisi si terrà ovviamente conto dei principi generali dell’ordinamento tributario desunti dalla Costituzione e dallo Statuto dei diritti del contribuente (L. n. 212/2000) le cui norme costituiscono attuazione dei principi costituzionali. Altro profilo metodologico è quello della interdisciplinarietà: una ricerca in tema di indagini finanziarie non può non tenere conto delle ricadute in ambiti diversi da quello fiscale che la normativa in materia può produrre. In particolare occorre tenere conto del legame esistente tra le disposizioni fiscali che disciplinano le indagini finanziarie e la normativa in materia civilistica, penale e amministrativa. Si pensi, ad esempio, alla normativa antiriciclaggio, di cui al recente D.Lgs. n. 231/07, all’utilizzazione a scopi penali delle risultanze delle indagini finanziarie e alla tutela della riservatezza, disciplinata dal D. Lgs. n. 196/03. Altro aspetto da non trascurare, sotto il profilo metodologico, è costituito dalla evoluzione nel tempo della normativa in materia di segreto bancario. La progressiva tendenza verso la piena trasparenza delle operazioni bancarie e quindi verso l’irrilevanza del segreto bancario in sede di contrasto all’evasione fiscale segnala l’esigenza, sempre crescente, di tutelare l’interesse pubblico alla percezione dei tributi. Una problematica singolare è poi quella legata alla verifica della legittimità delle fonti normative primarie e secondarie, da cui scaturiscono significativi obblighi per i contribuenti e poteri, anche particolarmente invasivi, per l’amministrazione finanziaria. Si trat
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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