L'autorità delle parole. Le forme del discorso precettivo romano tra conservazione e mutamento

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Testo italianoLa collaborazione scientifica tra i componenti dell'unità di ricerca mira a rendere possibile uno studio, in una pluralità di prospettive interdisciplinari, della dimensione precettiva del discorso giurisprudenziale (dalla media età repubblicana al III secolo d.C.) tra regolamentazione della pratica giuridica e costruzione di categorie e sistemazioni generali. In particolare, un filone di ricerca sarà costituito dall’esame delle peculiarità del discorso giuridico utilizzato in ambito didattico (con particolare riguardo alla produzione gaiana), alla ricerca dei possibili collegamenti tra l'esigenza di provvedere a fornire 'istruzioni' per il compimento di atti giuridici e cistruzione di categorie e di un sistema. In particolare, si studierà l'incontro fra le modalità espressive di stampo precettivo della giurisprudenza medio- tardo repubblicana e classica e l'adozione dei moduli tipici dell’ars dialectica, nello sfondo del rapporto, da un lato, con la penetrazione della cultura filosofica greca, dall'altro, con l'incidenza della retorica. In stretto coordinamento con questo filone di ricerca, si studieranno i possibili nessi tra le specificità della lingua dei giuristi, la formazione e le ascendenze culturali degli stessi e la lingua e la cultura ad essi coeve; l'influsso di saperi extragiuridici sulla formulazione, da parte dei giuristi, di definitiones, significationes verborum, etimologie, pretese corrispondenze con vocaboli greci; il fenomeno del ricorso, con varie finalità e strategie, a moduli stilistico-terminologici e concettuali propri del discorso giuridico precettivo da parte degli autori non giuristi. Un altro filone di ricerca concernente la mediazione del discorso giurisprudenziale tra regolamentazione e costruzione teorica verte sui collegamenti tra impostazione precettiva del discorso giurisprudenziale - esaminato alla luce delle predette prospettive di indagine - e dettati normativi imperiali, da un lato, e tra lessico dei documenti della prassi e linguaggio precettivo (giurisprudenziale e edittale), dall'altro. Testo ingleseThe scientific collaboration among the components of the research is intended to allow a study in a variety of interdisciplinary perspectives, the size of the preceptive jurists'discourse (from the middle Republic to III Century A.D) between practice rule and construction of general categories and system.In particular, a line of research will consist of an examination of the peculiarities of juristic discourse in the teaching field (with special consideration for the works of Gaius), in search of possible connections between the need to provide instructions for carrying out legal acts and the need to develop categories and to establish a system. In particular, it will be studied the combination between expression's modes of prescriptive nature used by the mid-late republican and classical Jurists and the adoption of the ars dialectica in the background of a relation, on the one hand, with the penetration of the Greek philosophical culture , on the other, with the influence of the rhetorical elaboration. In close coordination with this strand of research they will be studied the possible links between some specificities of the jurists' language, their education and cultural lines and the contemporary language and culture; the influence of extralegal knowledgeon the jurisprudential formulation of definitions, significationes verborum, etymologies, alleged correspondences with Greek words; the phenomenon of the use (with different aims and strategies) of terminological, stylistic and con

Layman's description

Testo italianoLa collaborazione scientifica tra i componenti dell'unità di ricerca mira a rendere possibile uno studio, in una pluralità di prospettive interdisciplinari, della dimensione precettiva del discorso giurisprudenziale (dalla media età repubblicana al III secolo d.C.) tra regolamentazione pratica e costruzione di categorie e sistemazioni generali. In questa prospettiva, un primo filone di ricerca sarà costituito dall’esame delle specificità del discorso giurisprudenziale utilizzato in ambito isagogico, rispetto al quale sia la combinazione tra le due predette esigenze sia la duplice interazione fra conservazione e mutamento e fra tradizione romana e influssi della cultura greca sono particolarmente rilevanti: esse si concretizzano nell’incontro tra le forme prescrittive della giurisprudenza medio- e tardo repubblicana (non soltanto pontificale), rispondenti ad una concezione 'strumentale' del ius che pone in primo piano gli atti e le operazioni da compiere, e l’introduzione dei moduli tipici dell’ars dialectica (distinzione in genera e species; definitiones), che si prestano ad assecondare la costruzione di categorie e di un sistema. Da questo punto di vista, naturalmente, un’attenzione speciale sarà dedicata alle Istituzioni di Gaio: la ricerca mirerà ad accertare se e in quale misura la peculiare impostazione del manuale, massimamente incentrato sugli schemi negoziali e processuali, si riflette nell'adozione di particolari moduli terminologici e concettuali, funzionali ad esprimere la fissazione di regole e operazioni da osservare per la corretta ed efficace realizzazione di atti giuridicamente rilevanti; e d'altra parte, si esaminerà il modo con cui questa impostazione e questa struttura del discorso si combina con esigenze di creazione di un sistema, attraverso il caratteristico ricorso alle 'divisiones', a particolari definitiones e ad espedienti comunicativi diretti ad agevolare l'apprendimento. Ci si propone, inoltre, di verificare, attraverso uno studio del rapporto con la scrittura delle Res cottidianae e del manuale istituzionale giustinianeo, come l’utilizzazione di differenti forme del discorso rifletta e assecondi il passaggio ad una diversa impostazione e ad una diversa funzione della trasmissione del sapere giuridico; e nella stessa ottica si procederà ad un confronto con le opere di Gaio riguardanti l'edictum provinciale e l'edictum del praetor urbanus. Evidentemente, in questo sfondo tematico, si presterà apposita attenzione, in chiave interdisciplinare, a questioni quali il confronto con precedenti forme di fissazione e di trasmissione di saperi, giuridici e non; all’influsso della filosofia greca sulle forme del discorso e del ragionamento giurisprudenziali a partire dalla tarda repubblica; ai rapporti tra retorica e giurisprudenza; nonché, su un piano diacronico, alle importanti notazioni teoriche che hanno accompagnato il recupero dell’ars dialectica nell’insegnamento del diritto da parte dei giuristi dei secoli XV-XVI. D'altra parte, allo scopo di valutare adeguatamente il predetto rapporto tra dimensione prescrittiva e elaborazione di dottrine e categorie, si rende necessario considerare appositamente e da una pluralita' di punti di vista i rapporti tra discorso giurisprudenziale ed elementi culturali esterni al diritto: si approfondira' pertanto il fenomeno dei collegamenti tra le scelte terminologico-concettuali del discorso dei giuristi e la formazione e le ascendenze culturali degli stessi, nonché il rapporto tra le specificità della lingua dei giuristi e la lingua e la cultura ad essi coeve. In q

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatoNon avviato