La valutazione di personalità nei disturbi alimentari: un confronto tra strumenti self-report e clinician- report.

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La pratica clinica e la ricerca empirica hanno messo in evidenza come le variabili di personalità possano essere molto rilevanti per la comprensione dei disturbi alimentari (ED). Di conseguenza, molte ricerche hanno studiato in modo approfondito la presenza di disturbi di personalità nei pazienti con disturbi alimentari, riportando generalmente un elevato tasso di comorbilità. Esiste inoltre una crescente evidenza sul dato che la classificazione di personalità dei disturbi alimentari basata su gruppi di tratti derivati empiricamente possa avere una buona validità diagnostica, supportata dalla presenza di diversi sottotipi di personalità negli ED. Il presente studio è di tipo naturalistico e cross-sectional. Obiettivo di questa unità di ricerca è di studiare l’associazione tra tratti e disturbi di personalità e disturbi alimentari, da una prospettiva multidimensionale che includa diverse fonti e tipologie di osservazione (self-report e clinician-report). Lo studio inoltre mira ad analizzare l’ampiezza delle correlazioni tra valutazione del paziente e del clinico dei disturbi di personalità, e l’associazione tra tre tipologie di personalità caratteristiche degli ED e la gravità sintomatica alimentare, i problemi interpersonali, il livello di autostima e le credenze patogene dei pazienti. Lo studio coinvolgerà duecento pazienti con una diagnosi, in base ai criteri del DSM-IV, di anoressia nervosa (AN), bulimia nervosa (BN) e Binge Eating Disorder (BED), con un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, selezionati da due centri clinici ambulatoriali pubblici specializzati nel trattamento dei disturbi alimentari a Palermo e Catania. I criteri di esclusione sono: attuale utilizzo di stupefacenti, disturbi psicotici, e attuali tendenze suicidarie. I partecipanti verranno valutati da due psicologi della clinica nella fase di assessment iniziale, che somministreranno una batteria di strumenti self-report che comprende: l’Eating Disorder Inventory 2 (EDI-2, Garner, 1995); il Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI III, Millon, 1997; Zennaro, Ferracuti, Lang, Sanavio, 2008), il Rosenberg Self-Esteem (RSES, Rosenberg, 1965), e l’Inventory of Interpersonal Problems (IIP-32, Horowitz et al., 2000). Tutti i pazienti del campione saranno inoltre classificati dallo psicologo in uno dei tre differenti pattern di personalità (alto funzionamento; emozionalmente disregolato; contratto-ossessivo) rilevati utilizzando la descrizione prototipica come messa a punto da Thompson-Brenner e Westen (2005). Su un sottocampione di 100 protocolli, oltre alla valutazione self-report del paziente, verrà effettuata una doppia valutazione in cieco, da parte di clinici esperti e di raters esterni, che verranno appositamente addestrati all’utilizzo degli strumenti clinican-report, tramite la compilazione delle seguenti misure: la Shedler-Westen Assessment Procedure-200 (SWAP-200, Westen Shedler, Lingiardi, 2003), la checklist per la valutazione dimensionale dei disturbi di personalità dell’Asse P del PDM (PDP), un questionario sulle tensioni/preoccupazioni centrali (QPC, Lingiardi, Gazzillo, 2007), ed un questionario sulle credenze patogene caratteristiche relative a se stessi e agli altri (QCP, Lingiardi, Gazzillo, 2007). Verranno inclusi cinque clinici esperti afferenti ai servizi clinici coinvolti nello studio, e tre raters indipendenti del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Palermo. I risultati di questa unità di ricerca potranno favorire una valutazione diagnostica multidimensionale dei disturbi alimentari che possa rivelarsi di concreta utilità per clinici e

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Obiettivi generaliObiettivo generale dell’unità di ricerca è di valutare la congruenza tra diagnosi di personalità nei pazienti con DCA, come rilevate dal clinico e dal paziente. In accordo con gli assunti teorici del progetto di ricerca, l’unità lavorerà sia per una valutazione diagnostica multidimensionale dei disturbi alimentari, che tenga conto non soltanto della presenza dei comportamenti alimentari sintomatici, ma che includa anche una valutazione dei disturbi di personalità, e la loro associazione con gli stili cognitivi, le modalità relazionali specifiche, il livello e le caratteristiche delle tensioni/preoccupazioni centrali e delle credenze patogene dei pazienti; sia per una valutazione diagnostica multidimensionale da parte del clinico che possa rivelarsi di concreta utilità per gli psicoterapeuti che devono decidere il tipo di trattamento indicato per uno specifico paziente.MetodoIl disegno della ricerca è di tipo naturalistico e cross-sectional. L’unità di ricerca si prefigge il compito di reclutare un campione di 200 soggetti (di cui almeno 50 AN e 50 BN) con età compresa tra i 18 e i 35 anni, reclutati da 2 servizi clinici ambulatoriali specializzati nel trattamento dei DCA delle AUSL di Palermo e Catania. Verrà adottato come criterio di inclusione la presenza di uno dei seguenti tipi di disturbo dell’alimentazione: Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Binge Eating Disorder, valutata secondo i criteri del DSM-IV-R. I criteri di esclusione sono: attuale utilizzo di stupefacenti, disturbi psicotici, e attuali tendenze suicidarie. Ogni partecipante firmerà un modulo di consenso informato prima di prendere parte allo studio.L’assessment iniziale dei pazienti avverrà al termine del primo colloquio presso la struttura clinica tramite la somministrazione dei seguenti questionari self-report: una scala sulla diagnosi di personalità (Millon Clinical Multiaxial Inventory; MCMI III, Millon, 1997;), un questionario sulle caratteristiche sintomatiche del disturbo alimentare (Eating Disorders Inventory 2 ; EDI-2, Garner, 1995); una scala di autovalutazione dell’autostima (Rosenberg self-esteem; RSES, Rosenberg, 1965); e un questionario di autovalutazione delle relazioni interpersonali (Inventory of Interpersonal Problems; IIP-32, Horowitz et al., 2000). Inoltre tutti i pazienti del campione saranno classificati da un clinico in uno dei tre differenti pattern di personalità (alto funzionamento, emotivamente di sregolato, contratto-ossessivo), rilevati utilizzando la descrizione prototipica di ciascuna categoria, costituita da 15 item, come messa a punto da Thompson-Brenner e Westen (2005). Per ottenere anche una misura dimensionale, per ciascun paziente verrà valutata su una scala likert a 5 punti il grado di aderenza alla descrizione di ciascuno dei tre patterns di personalità. Dal suddetto campione complessivo verrà estratto un sottocampione di 100 protocolli sui quali verrà effettuata una doppia valutazione in cieco, da parte dei clinici e da parte di raters indipendenti. Nello studio saranno coinvolti 5 psicologi dei centri clinici e 3 giudici indipendenti esperti, che verranno appositamente addestrati all’utilizzo degli strumenti diagnostici inclusi nello studio. Tale valutazione prevede la compilazione dei seguenti strumenti: la Shedler-Westen Assessment Procedure-200 (SWAP-200, Westen, Shedler, Lingiardi, 2003), la checklist per la valutazione dimensionale dei disturbi di personalità dell’Asse P del PDM (PDP; Gazzillo, Cordero di Montezemolo, Lingiardi, 2008), un questionario sulle tensioni/preoccupazioni centrali (QPC, Lingiard
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva3/22/103/21/12