La validazione degli strumenti di misurazione dei fenomeni sociali

Progetto: Research project

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Per valutare la performance dei servizi e delle attività offerte da un'organizzazione complessa o per monitorare politiche di sviluppo, è divenuta prassi diffusa e consolidata in letteratura, ricorrere a un sistema di indicatori o item, al fine di concettualizzare il fenomeno, definendone le dimensioni, rendendo quindi osservabile l’evoluzione spazio-temporale dello stesso, nonchè l'individuazione di eventuali carenze, che segnalino la necessità di un intervento. Dal punto di vista più strettamente statistico, saranno affrontati i temi della validazione dello strumento di misurazione e della misura finale risultante dalla sintesi di indicatori semplici o item in indicatori compositi. Il problema della validazione risulta essenziale, in quanto il processo di costruzione di uno strumento di misurazione comporta delle scelte (dimensioni e relativi indicatori semplici o item, sistema di trasformazione, ponderazione e aggregazione dei dati originari) caratterizzate da ampi margini di arbitrarietà, che possono condurre a risultati molto incerti e distorti. A tale scopo si intende indagare sulle ripercussioni che tali scelte causano sulla misura finale, analizzando la struttura relazionale risultante dall’analisi congiunta delle variabili in esame, attraverso l’ausilio di metodologie statistiche che permettano di validare sia lo strumento di rilevazione o gli indicatori semplici scelti, sia i sistemi di ponderazione e aggregazione: modelli di analisi fattoriale basati sull'analisi della covarianza, Item response models e tra questi, in particolare, i modelli di Rasch , tecniche di sensitivity and uncertainty analysis. Ciò vale per entrambi gli ambiti di applicazione scelti: la misurazione della valutazione della didattica e della qualità della vita e la costruzione di un insieme condiviso di indicatori per confrontare realtà territoriali disomogenee e per valutare l'impatto delle politiche locali sullo sviluppo.

Layman's description

Questa ricerca nasce dalla necessità di una riflessione critica in merito alla provvisorietà dell' apparato metodologico esistente, che, spesso, in nome della “praticità”, sacrifica il rispetto dei costrutti teorici della misurazione. L’obiettivo del progetto è l’analisi dei processi di valutazione per la costruzione e la validazione/verifica di strumenti di misura. Da un punto di vista metodologico ci si soffermerà in particolare sui seguenti aspetti: A1) Metodi per la validazione dello strumento di misurazione predisposto per la rilevazione del fenomeno. L’unità di ricerca intende avvalersi di modelli statistici di analisi multivariata e modelli di tipo regressivo (Item response models, modelli log lineari, ecc.) nelle fasi di validazione degli strumenti di misurazione. L’inserimento di una modellistica appropriata alle esigenze dello studio permette, inoltre, di tenere sotto controllo fattori che hanno scarso potere discriminante o che possono condurre ad una distorta interpretazione dei risultati. A2) Utilizzo di metodologie statistiche per il controllo della Misura Prodotta. In questo contesto, si intende fare ricorso a tecniche che permettano di valutare “la bontà” delle scelte effettuate durante la fase di costruzione dell’indicatore. L’impiego congiunto e iterativo di tali strumenti è ritenuto un utile mezzo per rendere più “trasparente” le fasi del processo di costruzione degli indicatori compositi, al fine di evitare, o almeno limitare, le possibilità di trasmettere risultati ingannevoli. Il contesto applicativo affronterà due problematiche: una legata agli strumenti di misurazione più idonei nel campo della valutazione della didattica e della qualità della vita, un'altra legata alla individuazione di opportuni indicatori di sviluppo territoriale. L'ultimo aspetto diventa particolarmente rilevante se lo si inquadra nel contesto più ampio del Quadro Comunitario di Sostegno 2007-2013 che attualmente mira allo sviluppo dell'interazione fra unita' decisionali centrali e locali.In Italia cio' si traduce in una piu' stretta collaborazione fra il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero del Tesoro e le Regioni interessate (quelle dell'obiettivo 1 in particolare). Il problema non e' tanto quello di costruire indicatori di performance, quanto quello di organizzare un insieme di indicatori che sia utilizzabile come riferimento comune in modo semplice e proficuo. Che il problema non sia del tutto banale si intuisce dal fatto che il Dipartimento per le Politiche di Sviluppo summenzionato ha elaborato in collaborazione con l'ISTAT un insieme di circa 120 indicatori di contesto, che di fatto ha prodotto una lista di variabili sulle quali e' difficile confrontarsi, per il motivo semplice che la loro rilevanza ai fini dello sviluppo economico e' altamente disomogenea. Obiettivo,quindi, è trovare un insieme condiviso di indicatori per operare confronti e valutare l'impatto delle politiche locali ai fini dello sviluppo. Le questioni relative alla validità di uno strumento di misurazione sono legate alla capacità che esso ha di cogliere gli aspetti rilevanti del fenomeno da misurare e di esprimerli in forma quantitativa, nonché di riflettere la struttura relazionale qualitativa da cui ha origine la manifestazione del fenomeno. Tale considerazione deriva dai fondamenti della teoria della misurazione, in un’ottica di rappresentazione, ed occupa un ruolo ancora più importante nell’ambito della misurazione dei fenomeni socio-economici, in cui si trovano spesso, come referenti semantici, concetti non direttamente osservabili e misurabili. Il programma di ricerca prevede l’utilizzo di metodologie di costruzione di indicatori orientate al rispetto di auspicate proprietà statistico-matematiche. La costruzione di indicatori compositi comporta una serie di scelte, che possono essere più o meno soggettive e, pertant
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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