LA STRUTTURA DEL PAESAGGIO

Progetto: Research project

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Description

Individuare e ‘classificare’ quali siano le strutture e i caratteri minimi che servano a identificare l’oggetto di studio - il paesaggio - da territorio, ambiente e natura; e, di conseguenza, delineare la strumentazione congruente a governare i processi di trasformazione; e, inoltre, di ragionare sulla metodologia didattica volta all’addestramento del paesaggista. Si propone il confronto tra progetti, chiaramente, redatti sotto la dizione di paesaggio, al fine di enuclearne tecniche e criteri; e la costruzione di una tassonomia di riferimento. nella seconda parte de programma di ricerca si studierà, per i singoli progetti esaminati, il tipo di MASTERPLAN entro cui andrebbero inseriti

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Nella Convenzione Europea l’art. 1 lettera (a) recita: “Paesaggio” designa una parte di territorio, così come viene percepita dalla popolazione, il cui carattere è il risultato dell’azione e interazione di fattori naturali e/o umani. Nel Nuovo Codice dei beni culturali e ambientali e del paesaggio così si legge nella parte III, titolo I: 1. Ai fini del presente codice per paesaggio si intendono parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. 2. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili.
In entrambi viene usato il verbo “percepire”. Se il paesaggio è l’esito di una “percezione”, non può che avere natura concettuale; non può che essere il portato di una astrazione: quindi, il paesaggio è la sintesi dell’osservazione descrizione e rappresentazione di un luogo da parte di una popolazione insediata, che, attraverso quella sintesi, si identifica verso sé stessa e verso gli altri; e il “carattere” di quel luogo deriva dalle trasformazioni, operate dalla natura e dall’uomo, e dalle regole a esse sottese. Si potrebbe dire, dunque, che il paesaggio coincide (latu sensu) con sistemi di relazione che possono declinarsi nel tempo, mantenendo la loro specificità, anche se si modificano le strutture fisiche.
In entrambi si parla di una “parte di territorio”. Se si pensa, invece, che il paesaggio debba coincide con un’area fisica, allora si potrebbe redigere una mappa dove sia indicato ciò che è e ciò che non è paesaggio: quindi, il paesaggio è un luogo fisico con confini riconoscibili e descrivibili e con una estensione pre-definibile; e il suo “carattere” è determinato da quegli elementi fisici e da quelle attività giudicate compatibili - e solo quelli - che si trovano all’interno del perimetro individuato, la cui scomparsa comporta la scomparsa del paesaggio. Si potrebbe dire, pertanto, che il paesaggio coincide con un luogo a cui una autorità (politica, intellettuale …), riconosciuta come tale, abbia attribuito un qualche valore a prescindere, anche, da ciò che la popolazione insediata percepisca o sia indotta a percepire.
Dunque: - Se il paesaggio ha una natura concettuale, devono esistere più paesaggi nello stesso luogo: allora, va compresa la dinamica delle strutture fisiche sociali economiche e culturali che ne hanno determinato le origini e le successive configurazioni; e pre-detto e rappresentato come, in ragione di quella dinamica, si costruirà il ventaglio dei nuovi potenziali paesaggi. - Se il paesaggio è una porzione di territorio, si deve ammettere che ci sia un istante in cui un certo luogo abbia assunto una configurazione che qualcuno ha giudicato “perfetta”, a cui qualcuno ha attribuito un valore indipendente dalle trasformazioni sociali economiche e culturali: allora, va individuata quella configurazione perfetta e gli strumenti adatti a fissarla nel tempo e nello spazio.
Da questo breve preambolo si può comprendere come norme e convenzioni abbiano contribuito ad aumentare l’ambiguità che sottende la nozione di paesaggio; e complicato gli studi e le tecniche di intervento.
Ciò posto, è evidente l’esigenza di provare a individuare e ‘classificare’ quali siano le strutture e i caratteri minimi che servano a identificare l’oggetto di studio - il paesaggio - da territorio, ambiente e natura; e, di conseguenza, delineare la strumentazione congruente a governare i processi di trasformazione; e, inoltre, di ragionare sulla metodologia didattica volta all’addestramento del paesaggista. Si propone il confronto tra progetti, chiaramente, redatti sotto la dizione di paesaggio, al fine di enuclearne tecniche e criteri; e la costruzione di una tassonomia di riferimento.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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