LA SOCIETA' DEL TEMPO LIBERO. PRATICHE E FORME DI COSTRUZIONE SOCIALE DEL TEMPO LIBERO NELL'ITALIA CONTEMPORANEA

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Negli ultimi trent’anni la riflessione riguardante gli stili di vita ha assunto notevole rilevanza generando una serie di specificazioni delle sociologie applicate all’interno della più generale riflessione riguardante i criteri e gli effetti della differenziazione sociale sulle diverse forme di integrazione sociale. Si è sostenuto da più parti che la sua recente centralità nel dibattito pubblico sia attribuibile una conseguenza della perdita di attrattività di una “semantica della classe” che ha orientato buona parte delle ricerche sulle differenze sociali e sulle disuguaglianze, nonché sulla stratificazione e sulla mobilità sociale a favore di una più complessa forma di classificazione la cui centralità diviene il “corso di vita” dei diversi gruppi sociali, classificati a partire da altri cluster di variabili. Fra queste – oltre alla categoria professionale e il titolo di studio – l’età, il genere, l’etnia, la nazionalità, gli orientamenti politici e valoriali e le scelte di consumo nonché il modo di trascorrere il tempo libero (Bögenhold, 2001, p. 829) E d’altra parte, la pluralità di percorsi biografici, coeva al processo di individualizzazione e frammentazione sociale in atto nelle società contemporanee (Cesareo 2005), sembrerebbe rendere meno facilmente aggregabili i gruppi sociali esclusivamente a partire da variabili strutturali In riferimento al superamento di tali modelli e più specificamente al peso che ha assunto il modo in cui si consuma il tempo libero è stato sostenuto che “[…] la logica che sottostà ai criteri attraverso i quali le persone organizzano il loro tempo libero (leisure time) e come spendono il proprio reddito non è semplicemente il riflesso del livello di reddito ma deve essere visto come inserito nel comportamento sociale” (Bögenhold, cit., p. 830. Cfr anche DiMaggio 1994; Clark, Lipset, 1991; Rempel 1993) BIBLIOGRAFIA Bögenhold, D. (2001), Social Inequality and the Sociology of Life Style: Material and Cultural Aspects of Social Stratification, in «American Journal of Economics and Sociology, vol. 60, n. 4, pp. 829-847. Tarozzi F., Varni A. (a cura di) , (1992), Il tempo libero nell'Italia unita, Clueb, Bologna. Corbin A. (a cura di) (1996), L’invenzione del tempo libero. 1850-1960, Laterza, Roma-Bari. Goodale, T., & Godbey, G. (1988). The evolution of leisure: Historical and philosophical perspectives. State College, PA: Venture. Haworth J., Veal A. J. (EDS) (2004), Work and Leisure, Routledge, London Studiare le forme in cui - e le pratiche attraverso le quali - si “consuma” il tempo libero in termini quali-quantitativi per analizzare i diversi modi in cui cluster di individui, non più aggregabili esclusivamente in base a variabili quali il reddito o la relazione prezzo/bisogno, ma in funzione di più variabili concomitanti non strutturali – cioè oltre a quelle “dure” – “costruiscono” un significato sociale del loro tempo libero che ne connota lo stile di vita.

Layman's description

Il consumo del tempo libero, in particolare, inteso sia come quantità complessiva di tempo non destinata ad un impegno lavorativo istituzionale e comunque dotato di senso in una accezione connotabile come “svago”, sia come qualità di tempo non lavorativo destinato a pratiche lontane dalla “necessità”, è uno degli ambiti che, ad avviso di chi scrive, più di altri connota oggi più che nel passato le disparità di accesso alle risorse in termini distribuitivi e relazionali. La prima fase prevede una ricognizione bibliografica dello studio del tempo libero come pratica sociale. Obiettivo di questa fase è quello di individuare attraverso la letteratura scientifica teorico empirica esistente sul tempo libero, come il processo di deistituzionalizzazione delle agenzie sociali sia stato causa ed effetto insieme di quel processo di individualizzazione delle pratiche che connota la postmodernità Obiettivo della prima fase, che si concentra nel primo anno di attività, è dunque quello di analizzare lo stato dell’arte riguardante la sociologia del tempo libero, la cui centralità tematica sembra essersi esaurita in Italia alla metà degli anni ’80 per giungere ad una sua classificazione sulla base degli interessi presenti nella domanda conoscitiva esplicitata., nonché una ricognizione delle iniziative di ricerca empirica presenti attualmente in Europa. Quest’ultima è finalizzata ad una classificazione dei “tipi” di tematiche inerenti il tempo libero risultati da ricerche empiriche. Verranno infine interrogate le banche dati esistenti che censiscono le diverse pratiche solitamente classificate entro una più generale - e spesso male definita - voce quale quella di “tempo libero” (Eurosat, Istat, ecc.). L’ipotesi è costruita sull’idea che che fasi diversa del processo di deistituzionalizzazione delle agenzie caratteristico delle differenze di sviluppo territoriale italiano connotino il diverso uso del tempo libero. Il confronto fra stili “moderni” e “postmoderni” di consumo del tempo libero è dunque ipotizzato e in base a ciò si ipotizza anche l’esistenza di un diverso modo di “fare società” da parte di attori che si muovono, per un verso, entro una logica “postmoderna” di consumo del tempo libero, al di fuori delle istituzioni della modernità societaria e in termini e con obiettivi sempre più individuali e individualizzanti; e di attori, per altro verso, che si muovono entro una logica “moderna” di consumo del tempo libero all’interno delle istituzioni della modernità societaria, in cui si tende a produrre gli spazi societari e i tempi sociali ancora secondo sincronie e approssimazioni di tipo moderno. Nella prima annualità del secondo biennio si procederà alla costruzione degli strumenti di ricerca per la rilevazione di stili di consumo del tempo libero in due aree metropolitane italiane (una città del Sud e una del Nord Italia). Unità di analisi saranno adulti giovani in età compresa fra i 20 e i 40 anni intervistati attraverso questionario strutturato. Volendo utilizzare le reti neurali per la costruzione dei cluster di consumatori, l’uso di un campione non probabilistico per quote consentirà di utilizzare un numero di casi sufficientemente elevato ma via via estendibile nel corso del tempo, tale da potere essere alimentato attraverso nuovi casi. L’uso di tale tecnica di analisi è dunque il primo passo verso la costruzione di un sistema di “monitoraggio” degli stili di consumo del tempo libero. A tale fase si affiancherà una seconda fase in cui si utilizzeranno tecniche di analisi etnografica dei delle forme e delle pratiche del tempo libero (40 casi)
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

Fingerprint

Esplora i temi di ricerca toccati da questo progetto. Queste etichette sono generate sulla base dei riconoscimenti/sovvenzioni sottostanti. Insieme formano una fingerprint unica.