La risemantizzazione del beneficium. Per un commento tematico al de beneficiis di Seneca (libri I-II)

Progetto: Research project

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Questo programma di ricerca si propone di dotare i primi due libri del de beneficiis di un commento tematico. Esso dovrà in primo luogo configurarsi come strumento utile a migliorare l’intellegibilità del trattato nell’ambito specifico dei contributi critici senecani e degli studi di antichistica in generale, dal momento che l’opera nel tempo è stata oggetto di attenzione discontinua e di interesse incostante. D’altro canto, appare assolutamente necessario che il trattato senecano, proprio per la sua riconosciuta complessità strutturale e argomentativa, riceva finalmente una considerazione adeguata alla sua importanza superando le prospettive parziali o, al contrario, troppo ‘larghe’ e generiche che hanno in passato spesso condizionato ogni tentativo di fornire dell’opera un’interpretazione complessiva. Tale risultato può essere raggiunto ancorando intorno al testo una serie di griglie tematiche che lo rendano pienamente leggibile e interpretabile; l’organizzazione di un commento di tipo tematico sarà infatti funzionale a gettare luce sullo spessore complesso del beneficium nel mondo romano e su permanenze e modificazioni nella relazione fra benefattore e beneficato che il trattato lascia emergere. Molto più che un commento continuo di tipo tradizionale o uno o più saggi interpretativi globali, il commento per temi consente l’adozione di un sistema integrato e convergente di metodologie differenti, da quelle fornite dalla letteratura antropologica a quelle della sociologia, della pragmatica, dell’esegesi storico-letteraria in un senso più tradizionale. La costruzione di un commento tematico potrà utilmente rispondere al bisogno di comprendere meglio un testo letterario qual è il trattato senecano lasciando emergere e convergere insieme, in una prospettiva interpretativa globale ma mobile, le reti di questioni storiche, ideologiche, antropologiche, sociologiche, pragmatico-relazionali che è possibile individuare.

La messa a punto di un commento tematico dei primi due libri viene incontro peraltro all’esigenza di avviare proposte di interpretazioni complessive del trattato da sottoporre a verifica attraverso il contatto costante e ravvicinato con il testo stesso.

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L’attenta riconsiderazione della letteratura secondaria spinge ad affontare un passo necessario per una adeguata valorizzazione del de beneficiis: la realizzazione di un commento tematico al testo, a partire dai primi due libri. Un commento tematico sembra allo stato attuale degli studi la modalità più naturale di raccogliere e riannodare intorno ad un testo assai complesso le ‘reti’ di questioni che attraverso il tempo sono state affrontate, accanto ad altre che invece sono state ignorate, provando ad organizzarle entro il respiro ampio di un’interpretazione globale. Questo progetto intende organizzare i temi del commento entro una linea interpretativa che riconosca al trattato senecano un ruolo centrale nella risemantizzazione e nella ristrutturazione delle categorie usate dalla cultura romana per definire lo scambio di prestazioni. In effetti, il de beneficiis nasce dall’esigenza di individuare e sottoporre a correzione le deviazioni che sono state introdotte nella pratica dello scambio, più o meno surrettiziamente, dall’appiattimento subito dal senso degli “oggetti” e dei “soggetti” che ne fanno parte. Se tale pratica diventa oggetto di analisi teorica, allora, è perché la sua rappresentazione diffusa sembra bisognosa di riappropriarsi di un senso: o perlomeno, questo è il bisogno che spinge Seneca a interrogarsi sull’opportunità di restituire pregnanza al valore culturale di una prassi presente nella vita di molti Romani, eppure percepita ormai come ottusa, riottosa ad ogni possibile univoca classificazione. Alle luce di queste considerazioni, appare praticabile la costruzione di un commento tematico che posizioni il trattato entro coordinate che riconoscano la presenza di una revisione della pratiche di scambio comunemente condivise e provino a decodificarne il senso. La specificità del de beneficiis andrebbe dunque identificata non nell’aver dato voce ad istanze comportamentali diffuse nell’aristocrazia romana d’età imperiale ma nell’aver avviato una revisione delle opinioni comuni, ossia delle rappresentazioni più largamente diffuse e meno eticamente marcate del beneficium. Il primo, più immediato risultato dell'indagine proposta consiste nella possibilità di assumere le variazioni introdotte da Seneca nelle modalità di scambio di benefici come importanti indicazioni sul percorso di trasformazione del senso che queste relazioni avevano subito: perché erano cambiati i soggetti protagonisti dello scambio, o perché tali soggetti avevano una collocazione sociale nuova, o ancora perché, a partire dalla definizione degli oggetti veri dello scambio benefico, sembrava possibile farne una relazione “marcata” che fosse in grado di costruire l’identità dei soggetti coinvolti e il loro ruolo funzionale nel corpo sociale.
Sulla scorta dell'ipotesi esegetica che è alla base del progetto, si intendono seguire le tracce del discorso di autenticazione messo in atto da Seneca rispetto a una pratica reale contemporanea mistificata dagli errores che si erano depositati in essa. In più, il trattato nella sua interezza deve essere riletto e interpretato come il luogo in cui in termini sistematici è possibile trovare le informazioni più complete e attendibili su quello che dare e ricevere benefici significava per i Romani. Il problema che si pone, però, è che il processo di autenticazione delle pratiche dello scambio benefico che Seneca si propone di avviare e di concludere nel trattato è, come d’altro canto accade a tutte le forme di autenticazione, un’interpretazione, anzi, una revisione ideologica che più che realizzare il disvelamento di un senso occultato arriva semmai a rinegoziare il significato culturale del dare e del ricevere benefici. Ecco dunque che il compito dell’interprete del trattato si fa più difficile, stretto com’è tra l’esigenza di recuperare il significato simbolico che la pratica del beneficio rivestiva per i Romani, e
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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