La narrazione breve in Sicilia e in Italia centrale fra Settecento e Novecento

Progetto: Research project

Layman's description

L'unità di ricerca di Palermo, nel solco del progetto nazionale di mappatura regionalizzata e di realizzazione di una banca dati e di un portale telematico relativi alla narrazione breve dal secondo Settecento alla fine del millennio, intende esplorare il variegato orizzonte di forme narrative brevi in Sicilia e nell'Italia meridionale, orientando l'attenzione sull'analisi delle modalità formali e stilistiche che qualificano la narrazione breve. Genere letterario composito e di problematica definizione, dato il confluire in esso di modalità eterogenee quali le vidas provenzali, forme omiletiche,tessere della novellistica orientale,il romanzo cavalleresco di armi(carolingio) e di amori (arturiano),tradizioni orali di motti arguti e codificazioni di comportamenti esemplari in senso morale o di ludico intrattenimento. Si vuole designare una mappa che tenga conto di tipologie e modalità differenti in un arco di tempo che si distende dal Settecento al Novecento. Consapevoli che tale disegno non può non considerare le forme caratterizzanti del narrare breve nel secolo XIV,l'unità di ricerca intende approfondire tale sviluppo prendendo le mosse dall'età umanistica . E' nel corso del Quattrocento che il genere novella,già affermatosi con Boccaccio, acquista forza e consapevolezza letteraria di possibilità sperimentali in continua trasformazione. Sono le pagine di Sermini, Gherardi da Prato, Masuccio Salernitano a mostrarci la flessibilità sintattica della narrazione breve e la sua metamorfosi storica.Il genere,dotato di una fertile mobilità di forme ed esiti narrativi, raggiunge il suo momento di pieno splendore durante il Rinascimento;tende poi a dilatarsi in segmenti ipertrofici,spia della nuova civiltà del manierismo, nel corso degli ultimi decenni del Cinquecento,per cedere il passo all'esplosione del romanzo barocco. La novella torna ad affermarsi in età illuministica come spazio idoneo a divagazioni fantastiche ma controllate,a interventi critici in forma di paradosso sui sistemi culturali e politici del tempo. Con questo studio, inoltre, si intende focalizzare l'attenzione su alcune espressioni letterarie in età romantica non numerose ma significativamente presenti in area siciliana e strettamenete collegate sul piano formale e tematico alla produzione molto più ampia del primo '800 isolano. Un ambito poco indagato, che giunge comunque fino alla metà del secolo e oltre, collegandosi alla stagione verista e offrendo un ampio reticolato di testi narrativi in volume o su riviste. Ancor meno studiato, per altro, è il repertorio di scritture che, per la contaminazione di forme orali e letterarie, compone un particolare segmento del più ampio orizzonte di forme narrative che si pensa di sondare.Si pensi,per il primo Ottocento a Navarro, Linares e nel primo Novecento a Paolo Giudici o Savarese.Altrettanto ricca e articolata la produzione di lavori critici relativi ai grandi interpreti della stagione verista siciliana e al contesto del naturalismo, ormai patrimonio acquisito dagli studi letterari.Particolarmente significativa e rilevante la produzione di novelle,racconti e short-stories nel corso del Novecento fino ai giorni nostri. Già all'inizio del secolo, con Pirandello, Rosso di San Secondo, Borgese la forma breve del narrare si carica di intenti destrutturanti l'ordine lineare e la fiducia naturalista di un ordine mimetico e totalizzante nei confronti del reale. Alla novella gli scrittori siciliani affidano una nuova prospettiva ,un diaframma straniante,ora simbolico ora umoristico, ora fantastico o surreale in grado di figurare discorsi
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …