La guerra nel Mediterraneo nei secoli dell’età moderna

Progetto: Research project

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Il presente progetto intende indagare su una realtà che condizionò fortemente la vita dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo, lo stato di conflittualità permanente tra le potenze che dominarono in quei secoli la scena internazionale. La guerra mediterranea assunse delle sfaccetture tali da sfuggire a ogni possibile definizione: guerra di religioni, di culture, politica, commerciale, di supremazia. Una guerra che ai duri e violenti scontri alternava punti di incontro e di contatto, che si trasformava in uno scambio osmotico fra tecniche ed esperienze differenti, con conseguenti imitazioni ed emulazione di modelli. I due fronti contapposti, l’uno asburgico e l’altro ottomano, furono impegnati in una estenuante quanto logorante corsa al cambiamento, alla mobilitazione, al reperimento di uomini e denaro. L’obiettivo primario era la costruzione di frontiere, luoghi fortificati, che alla rigidità e alla solidità architettonica avrebbero contrapposto la mobilità dei passaggi, degli scambi tanto culturali quanto commerciali; luoghi emblematici di interessi contrapposti, trasversali, investiti da profondi mutamenti di carattere sociale, di priorità e gerarchie politiche, di organizzazione militare. Più di qualsiasi altra attività di governo, la guerra cominciava a esigere un’amplissima gamma di tecniche amministrative e la compartecipazione di differenti tipi di imprese, finanziamenti, crediti, costruzioni e trasporti; una “spesa prodigiosa” che rendeva indispensabile la capacità di reperire e gestire le risorse necessarie, di porre rimedio ai ripetuti ritardi nel pagamento del soldo e agli armamenti insufficienti. La Sicilia,in particolare,per collocazione geografica e opportunità logistica dovette trasformarsi in antemuralla dell’impero, assumendo il ruolo di “base logistica”, dove galere e contingenti militari provenienti dalle altre province, si sarebbero riuniti prima di partire per un'impresa. La Sicilia sarebbe dunque dovuta diventare una “fortezza galleggiante”, investendo per il raggiungimento dell’obiettivo ingenti capitali finanziari, soprattutto perché l’architettura militare dell’isola appariva del tutto inadeguata, fatiscente e logisticamente poco funzionale al nuovo assetto politico. I confini fra sfera militare, politica e finanza saranno così sempre più labili e inscindibili, e il “pericolo turco” diventerà il tema dominante delle sedute del parlamento siciliano.

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Distante dal punto di vista ideologico di Samuel Huntington, teorico dello scontro di civiltà, questo progetto vuole dare un contributo a una più attenta valutazione del rapporto tra Oriente e Occidente, tra Europa e Islam al di là delle polemiche ideologiche spesso sterili e di scarso respiro intellettuale, che hanno condizionato il comune sentire negli ultimi anni. L’angolo di visuale scelto è quello della guerra, intesa però non come scontro di civiltà, ma come scontro tra le potenze che dominarono nei secoli dell’età moderna la scena internazionale. Con questo progetto si intende perciò far luce su una realtà che condizionò fortemente la vita dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. Studiare la guerra nel Mediterraneo nell’età moderna significa tenere presenti aspetti diversi, che interessarono i diversi protagonisti in campo: allestimento degli eserciti e delle flotte, fortificazioni, relazioni diplomatiche e politica estera, controllo e sfruttamento delle risorse finanziarie, corsa e pirateria, scambi di merci e di uomini.La guerra riveste nel nostro progetto il ruolo di osservatorio privilegiato della realtà problematica e articolata di antico regime, e diviene una possibile chiave di lettura della “forma del vivere” della società fra Cinque e Settecento, reintegrando in tale forma la parte che la militarità contribuiva a svolgervi nella creazione di reti personali e di carriere, nell’applicazione di scambi sociali e politici praticati in primo luogo dalle élites, per affermare o ribadire il proprio status. Ci interessano i diversi contesti, ma uno sguardo particolare sarà rivolto al ruolo della Sicilia nel quadro del sistema imperiale spagnolo. Intendiamo inoltre stimolare il dibattito storiografico su queste tematiche attraverso l’organizzazione e la partecipazione a seminari e incontri di studio al fine di consentire un ulteriore confronto tra le diverse realtà geopolitiche, con il duplice obiettivo di individuare all’interno del “sistema imperiale spagnolo” un’unità progettuale che potesse consentire - seppur in aree profondamente differenti per tradizioni politiche e peculiarità geografiche – lo sviluppo di una strategia di opposizione al dilagare della potenza ottomana, e di indagare le problematiche relative all’area ottomana, ancora poco note alla storiografia occidentale. La ricerca tiene presente la vastissima letteratura sulla guerra, che da alcuni anni a questa parte è particolarmente prolifica di saggi. Il dibattito storiografico sul tema dei rapporti tra Oriente e Occidente, tra Europa e Islam ha rimesso in discussione una lunga serie di luoghi comuni e di stereotipi, che nel tempo hanno contribuito considerevolmente a innalzare steccati e costruire barriere funzionali solo a polemiche ideologiche spesso di scarso respiro intellettuale. Il progetto ha già coinvolto numerosi studiosi dell’area mediterranea, che da anni lavorano su tali tematiche: questa proficua collaborazione ha consentito la preparazione di un Quaderno di «Mediterranea. Ricerche storiche» (n. 4)dal titolo «Mediterraneo in armi (secc. XV-XVIII)», sotto la direzione di Rossella Cancila. L’organizzazione di seminari e incontri di studio permetterà un ulteriore confronto tra le diverse realtà geopolitiche, stimolando così il dibattito storiografico, e una più avanzata conoscenza delle problematiche inerenti soprattutto all’area ottomana. Intendiamo inoltre collegarci a un progetto internazionale promosso dall’Università di Murcia, «Columnaria. Ultraque unum. Red Temática de investigación sobre las fronteras de las Monarquías Ibéricas en los siglos XVI al XVIII», cui già partecipiamo con un gruppo di ricerca dedicato alla Sicilia e alla sua proiezione nel Mediterraneo.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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