La guerra nel Mediterraneo nei secoli dell’età moderna

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Il presente progetto intende indagare su una realtà che condizionò fortemente la vita dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo, lo stato di conflittualità permanente tra le potenze che dominarono in quei secoli la scena internazionale. La ricostruzione storica dimostra che «le difficoltà e i contrasti non si riducono a essenziali antitesi di civiltà ma a scontri di tendenze espansive e di divergenti interessi, che si sono accompagnati e strettamente connessi con intrecci di scambi, di influenza, di complicità, di intese, di mescolanze e comunanze» (Bono). Non lo scontro di civiltà, ma il confronto di potenze. Ci interessano le scelte politiche, i problemi finanziari, le relazioni diplomatiche, l’allestimento degli eserciti e delle flotte, la difesa e l’attacco, le conquiste e le perdite. Con una espressione, la permeabilità della frontiera. È chiaro che in nessun caso la conflittualità esaurì la gamma delle relazioni commerciali culturali diplomatiche tra questi due mondi. Il progetto ha già coivolto numerosi studiosi dell’area mediterranea,appartenenti a Università italiane e straniere, che da anni lavorano su tali tematiche: questa proficua collaborazione ha consentito la preparazione di un Quaderno di «Mediterranea. Ricerche storiche» (n. 4)dal titolo «Mediterraneo in armi (secc. XV-XVIII)» (pp. 714), sotto la mia direzione, con contributi di Luciano Pezzolo, Ruthy Gertwagen, Maria Pia Pedani, Nadia Zeldes, Antonino Giuffrida, Valentina Favarò, Carlos Belloso Martín, Giulio Fenicia, Luca Lo Basso, José Javier Ruiz Ibáñez e Juan Francisco Pardo Molero, Mario Rizzo,Orhan Kologlu, Onur Yildirim, Phillip Williams, Gaetano Sabatini, Mirella Mafrici, Carmen Depasquale. Intendiamo adesso stimolare il dibattito storiografico su queste tematiche attraverso l’organizzazione e la partecipazione a seminari e incontri di studio al fine di consentire un ulteriore confronto tra le diverse realtà geopolitiche e una più avanzata conoscenza delle problematiche inerenti soprattutto all’area ottomana. In particolare siamo inseriti in un progetto internazionale promosso dall’Università di Murcia, «Columnaria. Ultraque unum. Red Temática de investigación sobre las fronteras de las Monarquías Ibéricas en los siglos XVI al XVIII»,con un gruppo di ricerca dedicato alla Sicilia e alla sua proiezione nel Mediterraneo.

Layman's description

Distante dal punto di vista ideologico di Samuel Huntington, teorico dello scontro di civiltà, questo progetto vuole dare un contributo a una più attenta valutazione del rapporto tra Oriente e Occidente, tra Europa e Islam al di là delle polemiche ideologiche spesso sterili e di scarso respiro intellettuale, che hanno condizionato il comune sentire negli ultimi anni. L’angolo di visuale scelto è quello della guerra, intesa però non come scontro di civiltà, ma come scontro tra le potenze che dominarono nei secoli dell’età moderna la scena internazionale. Con questo progetto si intende perciò far luce su una realtà che condizionò fortemente la vita dei popoli che si affacciavano sul Mediterraneo. Studiare la guerra nel Mediterraneo nell’età moderna significa tenere presenti aspetti diversi, che interessarono i diversi protagonisti in campo: allestimento degli eserciti e delle flotte, fortificazioni, relazioni diplomatiche e politica estera, controllo e sfruttamento delle risorse finanziarie, corsa e pirateria, scambi di merci e di uomini. Ci interessano i diversi contesti, ma uno sguardo particolare sarà rivolto al ruolo della Sicilia nel quadro del sistema imperiale spagnolo. L’isola, che nel corso del XVI secolo ebbe una notevole importanza strategica e divenne un valido supporto per la politica offensiva di Carlo V e di Filippo II, era elemento integrante di un sistema imperiale in cui tutti dovevano partecipare alla difesa di un regno, «poiché difendendone uno si proteggono tutti gli altri». Ripetutamente chiamata a concorrere alla difesa dell’unità cattolica, il regno dovette condurre ogni sforzo per fronteggiare le continue richieste di uomini e risorse finanziarie e materiali provenienti dalla Corona: la necessità di costruire un maggior numero di fortezze e una fitta rete di torri di avvistamento, di armare e approvvigionare la flotta, le truppe locali e i tercios di fanteria spagnola, ponevano, infatti, ingenti problemi amministrativi e logistici. A partire dagli anni Ottanta del Cinquecento, quando la grande guerra abbandonò il Mediterraneo per lasciare spazio alla corsa e alla pirateria, in un mutato scenario internazionale l’isola finì invece col trasferire capitali all’esterno dei suoi confini là dove le necessità del sistema imperiale lo richiedevano, malgrado il pericolo di un’invasione turca non fosse stato completamente rimosso e la pirateria barbaresca continuasse a imperversare. La ricerca tiene presente la vastissima letteratura sulla guerra, che da alcuni anni a questa parte è particolarmente prolifica di saggi. Il dibattito storiografico sul tema dei rapporti tra Oriente e Occidente, tra Europa e Islam ha rimesso in discussione una lunga serie di luoghi comuni e di stereotipi, che nel tempo hanno contribuito considerevolmente a innalzare steccati e costruire barriere funzionali solo a polemiche ideologiche spesso di scarso respiro intellettuale. Il progetto ha già coivolto numerosi studiosi dell’area mediterranea, che da anni lavorano su tali tematiche: questa proficua collaborazione ha consentito la preparazione di un Quaderno di «Mediterranea. Ricerche storiche» (n. 4)dal titolo «Mediterraneo in armi (secc. XV-XVIII)», sotto la mia direzione. L’organizzazione di seminari e incontri di studio permetterà un ulteriore confronto tra le diverse realtà geopolitiche, stimolando così il dibattito storiografico, e una più avanzata conoscenza delle problematiche inerenti soprattutto all’area ottomana. Intendiamo inoltre collegarci a un progetto internazionale promosso dall’Università di Murcia, «Columnaria. Ultraque unum. Red Temática de investigación sobre las fronteras de las Monarquías Ibéricas en los siglos XVI al XVIII», cui già partecipiamo con un gruppo di ricerca dedicato alla Sicilia e alla sua proiezione nel Mediterraneo.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

Fingerprint

Esplora i temi di ricerca toccati da questo progetto. Queste etichette sono generate sulla base dei riconoscimenti/sovvenzioni sottostanti. Insieme formano una fingerprint unica.