LA FUNZIONE DEL TUTOR NELLA SCUOLA. AUTOVALUTAZIONE DELLE COMPETENZE

Progetto: Research project

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Description

Le innovazioni contenute nella legge delega (n. 53 del 28 marzo 2003),e nel decreto di attuazione n. 59/2004, tendono al fine comune della valorizzazione e della crescita della persona umana, attraverso un maggiore coinvolgimento delle famiglie nell’educazione e con il riconoscimento del principio del life long learning (apprendimento in tutto l’arco della vita). Tra le molteplici innovazioni introdotte dalla riforma, la “funzione tutoriale” rappresenta certamente una nuova dimensione che connota e caratterizza il sistema dell’istruzione e della formazione. Nello specifico, la funzione tutoriale tende a ridefinire gli assetti organizzativi, le competenze, le responsabilità dei docenti, l’organizzazione dell’attività didattica, le modalità di documentazione e le relazioni con le famiglie degli alunni. L’insegnante-tutor è stato introdotto normativamente per i risultati positivi ottenuti nelle scuole di vari Paesi europei, dove questa figura è presente da circa 30 anni, nella lotta alla dispersione scolastica. L’operazione già di per sé difficile, perché non era partita dalla base del corpo docente, si è complicata perché a questo insegnante, oltre il compito di tutor, si è assegnato anche quello di coordinatore del team-docente senza prevedere una riduzione significativa delle sue ore di lezioni in classe. Tutto ciò ha innescato il sospetto di voler rompere il difficile equilibrio faticosamente trovato fra i tre insegnanti del modulo nella scuola primaria e ha alimentato le lamentele di quanti temono di vedersi attribuire, in aggiunta a quanto già fanno, un ingrato lavoro che consisterebbe prevalentemente nella compilazione di moduli e nell’aggiornamento di portfolio. Focalizzeremo l’attenzione sulla figura del tutor, sulla necessità della sua formazione, per rilanciarne le motivazioni e per sottolineare l’importanza del nuovo compito.

Layman's description

1. Descrivere la funzione tutoriale a scuola confrontando le diverse esperienze presenti in Europa 2. Progettazione di un piano formativo che permetta agli insegnanti - tutor: a) di padroneggiare le teorie, gli strumenti e i metodi qualitativi e quantitativi che consentono di ascoltare, osservare e comprendere gli allievi (compresi quelli in situazione di handicap e provenienti da altre culture), tenendo conto degli ambienti in cui essi vivono e con i quali sono in relazione, a partire dalla famiglia; b) di assumere, poi, consapevolmente e criticamente i loro bisogni educativi, mediandoli con i contenuti culturali da trasmettere; c) di elaborare con i colleghi una comune e condivisa progettazione dell’azione educativa e didattica che, tenendo conto della complessità dei fattori in gioco, promuova il pieno sviluppo dell’identità personale e l’auto orientamento nelle pratiche della convivenza civile. 3. Aiutare i docenti- tutor a prendere coscienza dell’importanza che alcune competenze e convinzioni rivestono per svolgere con efficacia la funzione tutoriale 4. Costruire un questionario di autovalutazione delle competenze e convinzioni del docente –tutor Si vuole verificare se, attraverso l’uso di un questionario di autovalutazione è possibile rilevare le convinzioni e le competenze dell’agire professionale del docente con funzioni tutoriali che, come ogni agire umano, è caratterizzato fondamentalmente da alcune dimensioni interne che ne esplicitano i caratteri dinamici: a) affettivo-emozionale: senso di insicurezza, senso di inadeguatezza; b) cognitiva: competenze elaborative, competenza comunicativa; c) volitiva: autoregolazione e perseveranza nel lavoro d) motivazionale: percezione di competenza, attribuzioni causali (locus of control interno). 5. Validare lo strumento di autovalutazione precedentemente costruito. Metodologie Inizialmente si analizzeranno le caratteristiche che definiscono la qualità dell’insegnante-tutor e che vanno dalla motivazione alle competenze specifiche. Sarà esaminata criticamente la letteratura in lingua italiana, inglese e spagnola degli ultimi cinque anni e le buone pratiche del tutorato a scuola Partendo dall’esperienza degli insegnanti-tutor di alcune scuole dove già la figura dell’insegnante-tutor esiste da alcuni anni, si verificherà in che modo l’insegnante-tutor, per non trasformarsi esclusivamente in un compilatore di moduli, di schede e di documenti, può sviluppare le sue competenze (disciplinari, pedagogico-didattiche, relazionali e organizzative, riflessive sulla prassi, deontologiche). I risultati della ricerca e gli strumenti di valutazione validati saranno messi a disposizione degli insegnanti siciliani
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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