La fruibilità del patrimonio architettonico: analisi delle criticità e criteri di intervento per l’accessibilità da parte dell’utenza ampliata.

Progetto: Research project

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Il presente programma di ricerca si colloca nel più ampio tema della fruizione del patrimonio architettonico identificabile come bene culturale, ovvero come testimonianza materiale avente valore di civiltà (vedi Commissione Franceschini, 1967). Tale tema riguarda una casistica piuttosto varia: spazi chiusi e aperti; spazi urbani ed extraurbani; contesti edificati nelle più diverse epoche storiche, sovente stratificati e con molteplici possibili connotazioni morfologiche, tipologiche e funzionali.
La fruizione del patrimonio architettonico è condizione essenziale innanzitutto per la sua stessa identità (un bene non è tale se non è fruibile; la contemplazione non è categoria critica valida per l’architettura - vedi Bellini, 1988) e non secondariamente per la sua conservazione: fruire del patrimonio architettonico equivale a sottrarlo all’abbandono, a condizione che venga raggiunto un equilibrio virtuoso tra il “conservare usando” e l’”usare conservando” (vedi Sposito, Germanà, 2003; Germanà, 2006).
L’accessibilità può avere diverse accezioni, tra loro interrelate: da un lato, essa può assumere valenze immateriali, collegate alla comprensibilità del contesto antico ed alla possibilità del fruitore di leggerlo consapevolmente e pienamente rispetto alle proprie potenzialità culturali. Dall’altro lato, l’accessibilità assume un significato materiale, con riferimento alla possibilità fisica di poter, appunto, accedere al patrimonio architettonico e di poterlo percorrere in condizioni di sicurezza. Questo aspetto dell’accessibilità è ancora più delicato negli esempi in cui il patrimonio architettonico con valore culturale, come sovente accade, è investito da destinazioni d’uso pubblico che vanno oltre la mera fruizione fine a sé stessa (destinazioni museali, attività culturali, uffici, ecc.).
L’accessibilità è un requisito dell’ambiente costruito che riguarda qualunque utente, ma è ovvio che essa merita ancora maggiori attenzioni se essa viene interpretata come fruibilità non circoscritta ad utenti ideali, ma estesa a quanti hanno difficoltà, temporanee o permanenti, di varia natura. Per la sua rilevanza sociale, l’accessibilità dovrebbe rientrare sempre tra gli obiettivi della progettazione architettonica. Tuttavia, nel riferirsi a costruzioni connotate da valore culturale, tale importante requisito incontra spesso alcuni ostacoli, in quanto esso è intrinsecamente estraneo ai contesti antichi.
Con l’avallo delle normative vigenti, l’esigenza di accessibilità nel patrimonio architettonico è spesso “soddisfatta” con dispositivi precari. Tuttavia le soluzioni provvisorie, per la sommarietà che giustificano e per l’inevitabile trasandatezza che manifestano quando diventano definitive, risultano sempre inopportune, in quanto anche nei contesti storici l’accessibilità dovrebbe essere obiettivo costante e non occasionale (vedi Della Torre, 1998).

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La fruizione del patrimonio architettonico è un argomento in cui convergono temi di varia natura, che richiedono competenze interdisciplinari. Tra questi temi, spicca come conditio sine qua non l’accessibilità, a cui la Tecnologia dell’architettura può dare un contributo fondamentale, riferendosi sia agli aspetti processuali (guida agli interventi sul costruito con valore culturale) sia agli esiti degli interventi (soluzioni progettate e/o realizzate ai fini dell’accessibilità).
La ricerca qui presentata intende compiere un’analisi dello stato dell’arte, riferito prioritariamente al territorio siciliano ma senza escludere esempi di altre regioni italiane o esteri, mirata ad evidenziare i ricorrenti aspetti critici, mediante una valutazione di alcuni parametri formalizzati (tra cui: rispondenza alle normative; integrazione con il preesistente; aspetti gestionali e caratteristiche di manutenibilità). Inoltre la ricerca intende formulare alcuni criteri di intervento, allo scopo di garantire o quantomeno di migliorare l’accessibilità per particolari tipologie di patrimonio architettonico con valore culturale (siti archeologici; centri storici
Il programma prevede attività da svolgere nell’arco di dodici mesi, che saranno articolate come segue.
Fase 1 (di avvio). Ricerca sullo stato dell’arte delle normative sull’argomento e su casi di studio da analizzare.
Fase 2 (di strutturazione dei contenuti). Formulazione di una scheda di rilevamento e analisi sistematica degli esempi individuati.
Fase 3 (di sviluppo e di elaborazione). Elaborazione dei dati; confronto dei casi esaminati ed evidenziazione delle soluzioni ricorrenti, secondo fattori critici.
Fase 4 (di esito). Formulazione di criteri di intervento per l’accessibilità del patrimonio architettonico, per tipologie omogenee di esempi.
Fase 5 (conclusiva). Divulgazione dei risultati conseguiti mediante pubblicazioni e partecipazione a convegni.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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