Interventi tecnici per produzione di frumento duro in regime biologico in ambiente mediterraneo

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Nei sistemi biologici, l’individuazione di idonee strategie di fertilizzazione e di controllo delle avversità biotiche appare fondamentale al fine di realizzare rese soddisfacenti e di buona qualità. Sulle colture a ciclo autunno-vernino appare indispensabile, specie con riguardo all’azoto, integrare gli effetti di fertilità residua con quelli di apporti diretti di fertilizzanti (organici od organo-minerali), per i quali tuttavia, considerata la complessità dei fattori coinvolti sulle dinamiche di rilascio dei nutrienti in condizioni di campo, non è facile razionalizzarne l’impiego (tipologia, dosi ed epoca di applicazione); infatti, sovente si può verificare un rilascio dell’elemento fertilizzante non sincronizzato con i momenti di massima asportazione della coltura con conseguenze negative sulle rese e sulla qualità della granella. Pertanto non deve stupire che, in ambiente mediterraneo, le produzioni cerealicole gestite con metodo biologico presentino in genere una scadente qualità tecnologica della granella. Una delle soluzioni applicative alternative potrebbe essere rappresentata dal sovescio di una leguminosa nelle prime fasi del ciclo biologico del cereale autunno-vernino; la biomassa interrata, caratterizzata da un favorevole rapporto C:N, andando incontro a rapidi processi di degradazione renderebbe disponibile azoto al cereale consociato, garantendo il soddisfacimento delle sue esigenze nutritive. Tale soluzione può consentire, inoltre, un miglior controllo della flora infestante grazie sia all’azione sinergica delle due componenti sullo sviluppo delle malerbe che all’effetto della sarchiatura dell’interfila. Considerata l’importanza del frumento duro biologico per gli ambienti dell’area interna siciliana si è ritenuto opportuno condurre una ricerca con la finalità di verificare la validità di tale soluzione applicativa, utilizzando il favino come specie da consociare al cereale.Adottando uno schema sperimentale a blocco randomizzato con 4 ripetizioni, sono stati valutati gli effetti sulla coltura del frumento dei seguenti trattamenti: concimazione (minerale, organica, nessuna); consociazione temporanea con leguminosa (con sovescio precoce o tardivo)I risultati ottenuti hanno confermato come la nutrizione azotata rappresenti uno dei fattori maggiormente critici nella coltivazione del frumento in biologico. Le differenze quanti-qualitative delle produzioni di granella, rispetto al convenzionale, sono risultate spesso di notevole entità nonostante l’intervento di fertilizzazione organica realizzato. La consociazione temporanea frumento-favino con interramento della fitomassa della leguminosa in coincidenza della fase di pieno accestimento del cereale ha determinato, rispetto alla tecnica usualmente applicata in regime biologico, incrementi significativi della resa in granella, che tuttavia sono apparsi riconducibili prevalentemente ai vantaggi offerti dalla fresatura dell’interfilare. Infine, va evidenziato che un giudizio complessivo su tale tecnica non può prescindere da un’attenta valutazione degli effetti di contenimento delle malerbe determinati sia per l’azione sinergica delle due componenti (cereale-leguminosa) sullo sviluppo delle infestanti sia per l’effetto della sarchiatura dell’interfila, aspetti questi non indagati nella presente ricerca.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …