INTERAZIONI FRA SEMANTICA E SPAZIO: STUDI COMPORTAMENTALI E CON STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA IN GRUPPI DI SOGGETTI SANI:

Progetto: Research project

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Il linguaggio è in qualche modo connesso alla rappresentazione mentale dello spazio? Alcune evidenze suggeriscono che, malgrado le molteplici differenze relative alla rappresentazione neurale e all'organizzazione mentale del linguaggio e dello spazio, questi due domini interagiscono. Coslett et al. (1999) avanzano l'ipotesi della "registrazione spaziale", secondo la quale la codificazione percettiva degli oggetti e degli eventi avviene utilizzando codici spaziali. Tali effetti spaziali si estenderebbero oltre il livello dell'analisi percettiva e motoria, coinvolgendo anche operazioni cognitive, come il linguaggio, anche a livello semantico-lessicale. Evidenze a favore della interazione tra i domini spaziale e linguistico provengono da studi su pazienti con lesioni cerebrali. Le prestazioni di pazienti afasici dopo lesione parietale sinistra (Chatterjie et al., 1995) e di pazienti con compromissione dei processi di rappresentazione spaziale dopo lesione parietale destra (Baxter e Warrington, 1983; Caramazza e Hillis, 1990; Rinaldi e Pizzamiglio, 2006) ) a compiti linguistici mostrano come l'interazione tra spazio e linguaggio avverrebbe ad un livello astratto di schemi spaziali con risultati compatibili con l'ipotesi della transcodifica spaziale del linguaggio. Un'interessante serie di evidenze su questo argomento proviene infine da studi su soggetti sani che hanno utilizzato il compito di bisezione di linee costituite da stringhe di lettere e parole. Infatti, mentre nel caso della bisezione di linee fisiche (McCourt et al., 2000) o di linee numeriche (Oliveri et al., 2004) i soggetti presentano un bias verso sinistra, indicato come pseudoneglect, un comportamento opposto, con bias verso destra, è stato riportato nel caso della bisezione di linee costituite da sequenze di stimoli linguistici (Lee et al., 2004°,b). Uno studio recente (Mohr et al., 2007) ha riportato che il bias verso destra risulta più evidente nel caso in cui le linee virtuali contengano parole emotigene anziché neutre. Tali risultati suggeriscono la presenza di un legame importante tra informazione semantica e codici di tipo spaziale. Pertanto, il ragionamento alla base degli esperimenti proposti è che se la distanza semantica tra concetti è esprimibile in termini vettoriali e dunque rimanda ad una distanza di tipo spaziale, allora in compiti di giudizio di "bisezione semantica" i soggetti sani dovrebbero presentare un bias verso lo spazio destro. Tale bias dovrebbe risultare inversamente correlato al valore di distanza semantica tra i concetti da giudicare: minore la distanza semantica infatti, più difficile risulta il compito e dunque maggiore l'eventuale bias. Obiettivo del progetto è quello di esplorare se variabili spaziali come la posizione dello spazio (destro vs. sinistro) in cui vengono presentati dei concetti siano in grado di modulare la prestazione dei soggetti sani in compiti che richiedono di esprimere giudizi semantici sui concetti stessi.

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Obiettivo del progetto è quello di esplorare se l'informazione semantico-lessicale possa essere rappresentata secondo codici di tipo spaziale. In particolare, si intende verificare se variabili spaziali come la posizione dello spazio (destro vs. sinistro) in cui vengono presentati dei concetti siano in grado di modulare la prestazione dei soggetti sani in compiti che richiedono di esprimere giudizi semantici sui concetti stessi. A tale scopo, si farà ricorso ad una variabile descritta in letteratura, quella della distanza semantica tra i concetti. L'indice di distanza semantica può essere espresso in termini di caratteristiche co-occorrenti, secondo i dati normativi derivati dallo studio di Zannino et al. (2006). I valori di distanza semantica tra coppie di figure sono espressi in termini vettoriali. A conferma della riproposizione in termini spaziali-vettoriali della distanza semantica tra concetti, i soggetti sani sono più accurati e rapidi nel confrontare concetti semanticamente lontani rispetto a concetti semanticamente vicini (Zannino et al., 2006), un fenomeno paragonabile all'effetto distanza descritto per i numeri (Dehaene, 1998). Pertanto, il ragionamento alla base degli esperimenti proposti è che se la distanza semantica tra concetti è esprimibile in termini vettoriali e dunque rimanda ad una distanza di tipo spaziale, allora in compiti di giudizio di "bisezione semantica" i soggetti sani dovrebbero presentare un bias verso lo spazio destro. Tale bias dovrebbe risultare inversamente correlato al valore di distanza semantica tra i concetti da giudicare: minore la distanza semantica infatti, più difficile risulta il compito e dunque maggiore l'eventuale bias.
Un ulteriore obiettivo del progetto è quello di investigare i correlati neurali dell'interazione tra semantica e spazio in soggetti sani. In particolare, considerato il ruolo della corteccia parietale postero-inferiore in compiti di detezione, esplorazione e rappresentazione spaziale, ci si propone di studiare il ruolo di questa regione cerebrale in entrambi gli emisferi in compiti di giudizio semantico organizzati secondo l'indice di distanza semantica.


Saranno esaminati circa 40 soggetti sani, destrimani. Negli Esperimenti 1 e 2 la relazione tra distanza semantica e spazio verrà indagata sottoponendo un campione di 20 soggetti ad un compito di giudizio del lato dello spazio dove la distanza semantica tra un concetto presentato centralmente e due concetti presentati lateralizzati a dx e a sx appare minore (Esperimento 1) o maggiore (Esperimento 2). L'Esperimento 3 indagherà i correlati neurali dell'interazione tra spazio e semantica esplorata con il compito di giudizio di distanza semantica. 20 soggetti saranno sottoposti a rTMS sulle regioni parietali di entrambi gli emisferi prima dell'esecuzione del compito. Saranno selezionate 64 figure dal test di Snodgrass eVanderwart's (45 items) and dal database di Dell'Acqua, Lotto, e Job (19 items). Le figure saranno quindi ricombinate in modo da ottenere 180 triplette diverse. Ciascuna tripletta sarà composta da una figura centrale e due lateralizzate a dx e a sx con una distanza di 9 cm da quella centrale. Per ciascuna tripletta sarà calcolato un indice che esprime la distanza semantica fra i concetti espressa dalle 3 figure, secondo la procedura descritta nella parte introduttiva (Zannino et al., 2006). Per ciascuna categoria semantica ci sono indici di distanza semantica (da 9.42 a 18.44). L'esperimento presenterà tre condizioni: "Uguale"; "Vicino all'interno della stessa categoria semantica"; "Vicino con diverse categorie semantiche". Nella condizione "Uguale", le triplette saranno costituite da tre concetti della stessa categoria con distanza semantica identica fra il concetto in posizione centrale e i due lateralizzati (ippopotamo, elefante, rinoceronte). Nella condizione "Vicino all'interno della stessa categoria semantica", le triplette saranno costituite
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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