Influenza della diversa gestione di due cover crops sui bioindicatori della qualità di un suolo a vigneto

Progetto: Research project

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La sostenibilità e la produttività di un agrosistema sono strettamente dipendenti dalla qualità del suolo, per cui adottare o migliorare le tecniche colturali in grado di salvaguardare la capacità del suolo a produrre nel tempo risulta fondamentale. In passato, i processi produttivi che intervenivano nell’agrosistema miravano a modificare l’ambiente di coltivazione per renderlo il più possibile favorevole alla coltura, ignorando le ripercussioni che tali interventi spesso comportavano: piante d’elevato vigore, produzioni abbondanti, ma qualitativamente non soddisfacenti, elevati input energetici, perdita di fertilità e potenzialità agronomica del suolo, erosione e degrado ambientale. La moderna agricoltura invece mira a realizzare un “ecosistema” capace di consentire la massima espressione quali-quantitativa del genotipo nel rispetto dell’ambiente, contenendo gli input energetici alla coltura con conseguenze positive sui costi di produzione e sull’impatto ambientale. Il recente interesse verso tecniche alternative di gestione del suolo è legato alla possibilità do attenuare i problemi tipici della monocoltura, quali la riduzione della sostanza organica, della biomassa microbica, la perdita di potenzialità agronomica e la fertilità del suolo. In Sicilia, a tutt’oggi, la gestione del vigneto prevede un eccessivo uso di macchine agricole, fertilizzanti inorganici e diserbanti, che mal si conciliano con la sostenibilità di un agrosistema ed il rispetto dell’ambiente. Negli ultimi anni, spinti anche dalla necessità di diminuire i costi di produzione e di migliorare la qualità dei prodotti agricoli, ma anche a causa del sempre più evidente degrado del suolo, si sta assistendo ad un mutamento nella gestione delle colture arboree, tra cui il vigneto. L’introduzione delle colture di copertura (cover crops) rappresenta un valido mezzo di difesa del suolo dall’erosione e dalle infestanti, ed un valido sostitutivo della concimazione azotata inorganica. L’uso delle cover crops, rispetto alla tecnica tradizionale, presenta notevoli vantaggi legati al continuo rilascio di essudati radicali (miglioramento dello stato di aggregazione delle particelle di suolo e del suo potenziale biologico) ed alla sua presenza sulla superficie del suolo (riduzione dello scorrimento superficiale delle acque piovane e aumento dell’infiltrazione). Qualora le cover crops siano anche delle azotofissatrici, si ha anche un notevole apporto di biomassa verde ricca in elementi nutritivi, specialmente di azoto. L’uso delle cover crops, determinante per una agricoltura sostenibile e di qualità, è testimoniato dalla larghissima diffusione di questa pratica in aree caratterizzate da buona disponibilità idrica. Lo scetticismo, al contrario, negli ambienti semiaridi con sempre più frequenti inverni poco piovosi, determinato probabilmente dal rischio per la competizione idrica con la coltura arborea (Janzen, 1990; Foster, 1990; Gristina, 2005), si sta stemperando negli ultimi anni.

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Influenza della diversa gestione di due cover crops sui bioindicatori della qualità di un suolo a vigneto
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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