Impiego della Prostaciclina in Microchirugia

Progetto: Research project

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L'impiego di lembi liberi è divenuto una pratica di routine in chirurgia ricostruttiva. Vaste aree anatomiche interessate da neoplasie possono essere ampiamente demolite e ricostruite mediante il trasferimento di lembi microchirurgici.
Nell'ambito della microchirurgia ricostruttiva nonostante la maggiore esperienza e le migliori e più raffinate tecniche microchirugiche abbiano portato il tasso di successo a percentuali elevatissime (comprese tra il 90 e il 99% nelle diverse casistiche pubblicate in letteratura) la riesplorazione chirurgica delle anastomosi vascolari viene effettuata in una percentuale che varia dal 6 al 25% e la percentuale di fallimento completo della ricostruzione per trombosi delle anastomosi rimane sempre del 5-10%. La formazione di un trombo vascolare nelle microanastomosi arteriosa o venosa di un segmento rivascolarizzato o di un lembo libero, comporta la necrosi dei tessuti vascolarizzati da quei vasi vanificando l'intervento ricostruttivo con grave aumento della morbidità, allungamento dell'ospedalizzazione ed aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
In chirurgia della mano, nelle amputazioni digitali ad esempio, il buon risultato dell'intervento di rivascolarizzazione è strettamnente dipendente dal tempo intercorso tra l'incidente e l'intervento chirurgico stesso. Se la rivascolarizzazione del segmento anatomico amputato viene effettuata dopo 1 o 2 ore dal trauma, l'attivazione di processi catabolici tessutali altera il microcircolo compromettendo irreversibilmente il risultato dell'intervento chirurgico.
Le lesioni tissutali sono riconducibili al processo noto come "Ischaemia/reperfusion (I/R) injury" caratterizzate da un potente stress ossidativo tessutale.
Ad oggi non ci sono protocolli farmacologici o linee guida internazionali che consentano di prevenire queste complicanze. Farmaci come ASA, Eparina,Diprosone, urokinase, streptokinase ect vengono impiegati in maniera empirica. Nella letteratura scientifica internazionale relativa a questo argomento non esiste alcuna pubblicazione, review o report in cui viene impiegata la prostaciclina in microchirurgia. I ricercatori propongono l'impiego in microchirurgia dell'Iloprost, un analogo stabile della prostaciclina.
La prostaciclina è una prostaglandina naturale prodotta dalle cellule endoteliali, in risposta ad uno stimolo biochimico e meccanico, a partire dall'acido arachidonico.
Già impiegata nel trattamento dell’ischemia critica degli arti, la prostaciclina agisce come agente antitrombotico con differenti meccanismi:
1) potente vasodilatatore
2) antiaggregante piastrinico
3) effetto antiossidante citoprotettivo.

L’ipotesi da verificare è la seguente:
La somministrazione continua intravenosa di iloprost , per le sue proprietà farmacologiche, può ridurre il tasso di fallimento in microchirurgia? (da trombosi del peduncolo vascolare o danni ossidativi da ischemia-riperfusione).
Gli obiettivi sono:
1) dimostrare l’efficacia del farmaco anche in ambito microchirurgico
2) identificare la via di somministrazione più semplice e gli eventuali effetti collaterali
3) elaborare un protocollo farmacologico

Lo studio prevede la sperimentazione del farmaco su modello animale. In conigli di medie dimensioni, immunocompetenti, si scolpisce un lembo inguinale (uno per lato)e si somministra il farmaco. (vedi sez. metodologia primo anno)
Il progetto si articola in 4 fasi.
La prima è la fase chirurgica, che consiste nell’allestimento del lembo libero inguinale nel coniglio e nella somministrazione in alcuni gruppi di iloprost.
La seconda fase consiste nell’accurato monitoraggio post operatorio nelle 96 ore successive all'intervento (prevede anche l’impiego di dispositivi come un flussometro laser doppler) .
La terza fase prevede la valutazione istologica dei tessuti e l’analisi biochimica (dosaggio dei livelli tissutali di malonaldeide e ossido nitrico, spie d
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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