Impatto dei parassitoidi oofagi della processionaria del pino in Sicilia in relazione alla espansione dell'areale e alla presenza di ospiti alternativi

Progetto: Research project

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La processionaria del pino Thaumetopoea pityocampa (Denis et Schiffmüller) è uno dei più dannosi defogliatori dei pini nelle regioni circum-mediterranee, sia in pinete naturali che artificiali. In Sicilia è presente sull'Etna, in altre aree della Sicilia orientale, nell'isola di Pantelleria, ed è in lenta espansione. Le popolazioni di processionaria del pino sono fortemente limitate da numerosi parassitoidi oofagi, fra cui in particolare Anastatus bifasciatus (Geoffroy) (Eupelmidae), Ooencyrtus pityocampae (Mercet) (Encyrtidae), e Baryscapus servadeii (Domenichini) (Eulophidae). Al riguardo, le due specie più abbondanti nell’areale di distribuzione del lepidottero sono O. pityocampae e B. servadeii.Alcuni coreidi sono noti come ospiti alternativi di O. pityocampae e A.bifasciatus. Nelle pinete italiane si è recentemente insediato un eterottero coreide, Leptoglossus occidentalis Heidemann, originario dell'area occidentale del Nord America, che si nutre prevalentemente di semi di pinacee. L. occidentalis è presente in Sicilia, almeno dal 2003, anche in pinete infestate da T. pityocampa. Il coreide sverna da adulto; il ritrovamento di neanidi di prima età dalla primavera alla fine dell'estate fa ritenere che le uova siano presenti in campo per un lungo periodo. Tra i parassitoidi oofagi di L. occidentalis sono stati individuati Ooencyrtus sp. ed Anastatus pearsalli Ashmead in Canada, ed A. bifasciatus in Italia. La ricerca sarà condotta sulla seguente associazione piante- fitofagi- parassitoidi: Pinus spp. - Thaumetopoea pityocampa, Leptoglossus occidentalis – ooparassitoidi, e si propone di investigare in laboratorio gli stimoli chimici e fisici che possono agire sulle interazioni tra femmine di B. servadeii and O. pityocampae, nonché di valutare attraverso indagini di campo il potenziale ruolo di L. occidentalis come serbatoio naturale di A. bifasciatus e di O. pityocampae, per un migliore controllo naturale della processionaria del pino nelle aree in cui siano presenti entrambi i fitofagi.Saranno perseguiti i seguenti obiettivi principali:1) Studio dell’espansione dell'areale della processionaria del pino in Sicilia, e in particolare dell'espansione altitudinale nell'area etnea.2) Studio dell’impatto dei parassitoidi oofagi sulle popolazioni di processionaria del pino in diverse aree della Sicilia. Saranno anche raccolti alcuni campioni di uova da utilizzare in collaborazione con l’U.O. I e IV per le analisi relative alla caratterizzazione genetica e morfologica delle popolazioni di ospite ed antagonisti.3) Studio della diffusione di Leptoglossus occidentalis nelle pinete in cui è presente la processionaria del pino, monitoraggio dei suoi parassitoidi oofagi e valutazione dell’adattamento di questi ultimi alle uova di processionaria del pino. 4) Valutazione dell'effetto delle dimensioni delle uova in ovature di processionaria del pino come fattore di regolazione della coesistenza di B. servadeii e O. pityocampae. 5) Studio dell’effetto del feromone sintetico della processionaria e delle squame delle femmine del lepidottero che ricoprono le ovature sul comportamento di localizzazione e accettazione dell’ospite da parte dei parassitoidi oofagi Baryscapus servadeii and Ooencyrtus pityocampae.

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La ricerca sarà condotta sulla seguente associazione piante- fitofagi- parassitoidi: Pinus spp. - Thaumetopoea pityocampa, Leptoglossus occidentalis – ooparassitoidi, perseguendo i seguenti obiettivi principali:1) Studio dell’espansione dell'areale della processionaria del pino in Sicilia, e in particolare dell'espansione altitudinale nell'area etnea.Protocollo generale: la presenza del lepidottero sarà individuata effettuando dei campionamenti da dicembre a gennaio, volti all’individuazione dei nidi di svernamento, nelle pinete della Sicilia orientale in cui è già stata segnalata la sua presenza, in altre pinete distanti alcuni chilometri da queste, ed in aree più ad ovest, in quest’ultimo caso, avvalendosi anche di segnalazioni provenienti dall’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana.In alcune pinete in cui sono stati ritrovati i nidi invernali, si effettuerà un monitoraggio primaverile dei danni apportati alla chioma percorrendo un transetto all’interno delle pinete infestate. Inoltre in tre aree della Sicilia orientale (Etna, Monte Sambughetti, Monti Iblei) in cui la processionaria del pino è presente da alcuni anni, verrà effettuato il monitoraggio dei voli dei maschi con trappole contenenti il componente principale del feromone sessuale femminile. I dati raccolti saranno poi confrontati con quelli disponibili in bibliografia, e messi in relazione con i dati climatici.2) Studio dell’impatto dei parassitoidi oofagi sulle popolazioni di processionaria del pino in diverse aree della Sicilia. Protocollo generale: nelle stesse pinete in cui si rinverranno i nidi di svernamento descritte nell’obiettivo 1, a partire dal mese di luglio si effettueranno le raccolte di ovature della processionaria dele pino. Tali ovature ovature saranno poste in laboratorio fino alla schiusura delle larve o allo sfarfallamento dei parassitoidi; quest’ultimo evento, che può avvenire anche nella primavera successiva, verrà registrato settimanalmente. Dopo lo sfarfallamento dei parassitoidi le squame del lepidottero che ricoprono l’ovatura saranno asportate, le dimensioni delle uova registrate e l’ovatura sarà suddivisa in tre parti (apicale, centrale e basale). I parassitoidi saranno identificati e, sulla base delle caratteristiche del foro di sfarfallamento e del meconio presente all’interno dei chorion, attribuiti a ciascun uovo.Saranno anche raccolti alcuni campioni di uova da utilizzare in collaborazione con l’U.O. I e IV per le analisi relative alla caratterizzazione genetica e morfologica delle popolazioni di ospite ed antagonisti.3) Studio della diffusione di Leptoglossus occidentalis nelle pinete in cui è presente la processionaria del pino, monitoraggio dei suoi parassitoidi oofagi e valutazione dell’adattamento di questi ultimi alle uova di processionaria del pino.Protocollo generale: nelle stesse aree in cui saranno riscontrate infestazioni di processionaria del pino, si ricercherà la presenza di L. occidentalis. Tali campionamenti, da effettuare dalla primavera all’inizio dell’autunno, riguaderanno principalmente le pigne contenenti semi, e i pini con altezza non superiore ai due metri in cui le raccolte di adulti e stadi giovanili del coreide sono più semplici e quindi più probabili. Data la difficoltà nel ritrovamento di ovature del coreide in campo, si esporranno le ovature appena deposte in laboratorio insieme ad adulti dei due sessi, nel tentativo di attrarre gli ooparassitoidi ed ottenere la parassitizzazione. Ulteriori raccolte di adulti saranno effettuate nei luoghi di svernamento, dove questi coreidi tendono ad aggregarsi in gr
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva9/22/089/21/10