Il ruolo delle Aree Marine Protette nella conservazione della biodiversità: i popolamenti a Cystoseira nell'A.M.P. "Capo Gallo-Isola delle Femmine".

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Sebbene il termine biodiversità includa in sé numerosi aspetti tra loro correlati, dalla genetica e biologia molecolare alla struttura di comunità e eterogeneità dell’habitat, lo si fa in genere coincidere con la ricchezza specifica; oggi la biodiversità è universalmente considerata un indicatore della salute dell’ambiente e del funzionamento degli ecosistemi. Sin dalla sua comparsa, l’uomo ha rappresentato una minaccia per la biodiversità del pianeta, alterandola con diverse modalità di intervento: dal sovrasfruttamento delle risorse biologiche e modificazione degli habitats alla continua introduzione, involontaria o volontaria, di specie aliene. Un ecosistema quanto più è diversificato tanto più risulta resistente agli stress ambientali, mentre la perdita anche di una sola specie può ridurre la capacità del sistema di mantenersi o di recuperare in caso di degrado. L’influenza esercitata sulle proprietà degli ecosistemi da parte delle caratteristiche funzionali delle specie presenti è estremamente forte (ad esempio per la presenza di specie dominanti, specie chiave, specie strutturanti o per effetto delle interazioni tra specie). In Mediterraneo le Cistoseire “ecosystem engineers” svolgono un ruolo chiave nel definire struttura e diversità dei popolamenti dell’infralitorale e del circalitorale superiore. E’ stato accertato che le variazioni delle condizioni ambientali (es. inquinamento, aumento della torbidità e della temperatura), unitamente all’introduzione di specie aliene, possono essere responsabili di modificazioni, riduzioni o addirittura della scomparsa delle comunità a Cystoseira “canopy-forming algae”. Una delle strade più efficaci per preservare la biodiversità è rappresentata certamente dall’istituzione di A.M.P., che raggiungono l’obiettivo della conservazione attraverso: protezione delle specie minacciate, mantenimento delle specie native e della diversità genetica, esclusione delle specie introdotte involontariamente o volontariamente dall’uomo.
Considerato il ruolo guida che le specie appartenenti al genere Cystoseira svolgono lungo le coste rocciose del Mediterraneo, e che la scomparsa di queste “canopy-forming alghe” porta ad una modificazione dei popolamenti ad esse associate e ad una complessiva riduzione della diversità degli habitat, obiettivo di questo Progetto è quello di verificare il successo/efficacia delle A.M.P. nel proteggere l’ecosistema marino e nel conservare la biodiversità, attraverso l’analisi dello stato di salute dei popolamenti a Cystoseira.

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OBIETTIVI
La successione batimetrica dei paesaggi marini sulle coste rocciose del Mediterraneo è evidenziata nell'ambiente sommerso da formazioni vegetali, caratterizzate nello strato elevato da specie del genere Cystoseira. In Mediterraneo le alghe appartenenti al genere Cystoseira svolgono un ruolo chiave nel definire e mantenere la struttura, le caratteristiche e la diversità dei popolamenti (Specie a Morfologia Complessa, SMC), influenzando le caratteristiche sia fisiche che biologiche dell’habitat. Poiché un ecosistema più è diversificato più è resistente agli stress ambientali, alterazioni, riduzioni o addirittura scomparsa delle Cistoseire, considerate specie strutturanti, possono provocare un calo nell'abilità del sistema di mantenersi o di recuperare in caso di degrado.
La ricerca si propone quindi come obiettivo di verificare il successo/efficacia di una A.M.P. nella conservazione della biodiversità, attraverso la verifica dello stato di salute dei popolamenti a Cystoseira. Si procederà quindi ad analizzare composizione e grado di strutturazione delle comunità presenti nella Frangia infralitorale e nell’Infralitorale della riserva di Capo Gallo-Isola delle Femmine, accertando contestualmente l’eventuale presenza di specie alloctone e/o di grazers (ricci) – potenziali minacce nell’evoluzione naturale di questi popolamenti. Composizione e strutturazione dei popolamenti verranno inoltre confrontati con i dati storici (1964-1990) relativi all’area oggetto d’indagine.
I risultati della ricerca forniranno una conoscenza di base per l’elaborazione di opportune strategie gestionali ed adeguate azioni d’intervento, mirate ad una maggiore efficacia dell’A.M.P. I dati ottenuti costituiranno inoltre un supporto fondamentale per futuri programmi di monitoraggio da realizzare nell’area. Inoltre poiché le Cistoseire costituiscono un gruppo tassonomico complesso e l'identificazione a livello di specie è difficile e riservata generalmente a specialisti, il Progetto prevederà anche la realizzazione di una chiave elettronica di identificazione. La chiave, con l’ausilio di una completa documentazione fotografica consentirà anche ai non specialisti di poter giungere, sulla base di caratteristiche macroscopiche e microscopiche - rilevabili mediante l'ausilio di un semplice microscopio ottico, ad una corretta diagnosi.
METODI
La ricerca prevederà l’analisi delle comunità presenti nella Frangia infralitorale e nell’Infralitorale (0-20 m) di stazioni chiave all’interno della riserva (Zone A, B e C, all’interno di ogni Zona saranno scelti due SITI), che verranno individuate grazie ad osservazioni preliminari effettuate nell’area. Saranno inoltre individuati due SITI di controllo.
I campionamenti verranno realizzati nella stagione primaverile (periodo di piena maturità dei talli), con A.R.A. e utilizzando una imbarcazione di appoggio. Sui talli di Cystoseira verranno effettuate osservazioni morfo-anatomiche (al Microscopio ottico e al Microscopio elettronico a scansione), finalizzate all’identificazione tassonomica dei taxa. Le osservazioni in campo ed in laboratorio saranno corredate da una completa documentazione fotografica e verrà contestualmente realizzato un algario secco. La chiave verrà realizzata con l’ausilio di software specifici.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

Fingerprint

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