Il paesaggio agricolo nel parco archeologico della Valle dei templi di Agrigento: piani e interventi per uno sviluppo locale autosostenibile

Progetto: Research project

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La riflessione che si vuole proporre è quella sul ruolo che il parco può avere in un sistema molto più ampio, quello dei beni culturali
sia naturali che antropici, che si stende, in un'ottica reticolare e senza soluzione di continuità, su tutto il territorio dell'isola. Dei
parchi, infatti, si può dire che «possono essere così pensati come nodi, diversamente caratterizzati e perciò con diverso orientamento
gestionale, delle reti regionali e interregionali. In generale si può pensare che essi occupino una posizione d'eccellenza all'interno di
tali reti, in ragione della ricchezza e rarità delle loro risorse, ma ciò non esclude che altri nodi non meno importanti possano essere
costituiti da spazi naturali attualmente non soggetti a forme speciali di protezione. (…) Analogamente, i parchi possono essere pensati
come nodi, diversamente caratterizzati, delle reti di fruizione sociale del territorio: delle reti di loisir, di godimento e
contemplazione e scoperta della natura, di ricreazione all'area a aperta, di educazione ambientale e di ispirazione
spirituale»(Gambino, 1997). È facile capire come anche una tipologia di parco come quella di Agrigento possa, anzi debba, entrare
tra gli elementi costituenti il disegno reticolare come uno dei nodi dell'intero sistema.
Lo studio della Rete ecologica, all'interno delle pratiche di pianificazione, non è ancora un obbligo legislativo. Ciò non toglie che
molte regioni si sono mosse affinché tra gli studi da effettuare per la pianificazione territoriale, a tutte le scale, vi fosse anche quello
della rete.
La Sicilia, seppur con ritardo rispetto alle altre regioni italiane, ha avviato i primi passi per la costruzione della Rete Ecologica
Regionale Siciliana, sottolineando come non sono solo le aree naturali che debbono essere prese in considerazione nel disegno.
L'oggetto della ricerca dell'unità locale, il territorio della valle archeologica di Agrigento, mostra una storia recente segnata da
differenti obbiettivi e processi. Interessanti spunti di riflessione possono nascere proprio dalla dizione del parco, che viene chiamato non solo archeologico, ma
anche paesaggistico. Le teorie sulla tutela hanno ormai fatto dei notevoli passi avanti rispetto ad una semplice nozione di protezione
chiusa. Il bene da sottoporre a tutela viene visto nel suo complesso e nel paesaggio dove esso è inserito: l'oggetto della tutela si
amplia e, più recentemente, si comincia a ragionare anche per sistemi nel territorio, e non solo per singoli punti da proteggere.
Applicando queste riflessioni al caso di Agrigento e della sua valle, ci si rende conto che non si può tenere fuori dalla tutela il
paesaggio naturale ed agricolo, tanto importante per chi, secoli fa, arrivò in Sicilia e lo scelse tra tanti come il più adatto a fare da
scenario e a completare un luogo così sacro.
In questi ultimi anni, e non solo per quel che riguarda il caso di Agrigento, è ripresa l'iniziativa per superare la pura e necessaria
azione di repressione degli abusi con la promozione della formazione di un parco archeologico, che preveda una forma di gestione
attiva del patrimonio vincolato. futuro diverso da quello della appropriazione privatistica e della trasformazione distruttiva delle risorse territoriali.
2. Descrizione delle immagini strategiche del territorio e del rapporto con il patrimonio territoriale, culturale e ambientale;
3. Analisi e identificazione dei nodi critici sia dal punto di vista teorico-concettuale che da quello fisico-territoriale. Tali analisi
saranno finalizzate sia a misurare il grado di partecipazione e di condivisione degli orientamenti strategici presso le comunità
locali, sia a verificare la compatibilità tra sistemi insediativi e ambientali e interventi infrastrutturali derivanti dai piani e dai
programmi.
4. Elaborazione di indirizzi di gestione corretti e innovativi, finalizzati anche alla costruzione di un quadro normativo
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva1/30/063/3/08

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