Il funzionamento del lessico numerico nei bambini con difficoltà specifiche di calcolo: deficit di immagazzinamento o di accesso?

Progetto: Research project

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Da alcuni anni gli sforzi degli studiosi mirano all’individuazione dei fattori cognitivi disfunzionali sottesi alla discalculia evolutiva. Una delle ipotesi più attuali è che gli individui discalculici “soffrano” di un deficit di recupero delle informazioni numeriche dalla memoria a lungo termine, che inficerebbe da una parte la loro abilità nel riconoscere e manipolare i simboli numerici, e dall’altra la loro capacità di apprendimento e memorizzazione delle abilità numeriche di base, come ad esempio i fatti aritmetici. Per tali ragioni, scopo della presente ricerca è lo studio della rappresentazione a lungo termine dei numeri, da una parte, e del materiale linguistico, dall’altra, in un gruppo di bambini con difficoltà specifiche del calcolo confrontati ad un gruppo di soggetti con abilità di calcolo nella norma, appaiati ai primi per genere, età e livello cognitivo.
In particolare, attraverso l’utilizzo di una serie di prove sperimentali di naming di numeri, lettere e nomi di figure, nonché attraverso lo studio del priming nella preattivazione del lessico numerico, si vuole indagare se i soggetti con difficoltà di calcolo presentino problemi nell’immagazzinamento dell’informazione numerica, e siano pertanto caratterizzati da una maggiore povertà del lessico numerico rispetto ai controlli, o se le loro difficoltà riguardino piuttosto l’accesso alle informazioni numeriche presenti.

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Base di partenza scientifica
Diversi studi hanno evidenziato che i bambini discalculici manifestano adeguate capacità di mantenere a breve termine materiale linguistico (parole e non parole) mentre la loro prestazione di memoria risulta sistematicamente al di sotto della norma quando si utilizza materiale numerico (Bull e Johnston, 1997; Mclean e Hitch, 1999; Passolunghi e Siegel, 2001; D’Amico e Guarnera, in press). L’ipotesi generale che si delinea negli studi sopra citati è che, poiché la probabilità di recuperare correttamente un’informazione dalla memoria lungo termine dipende dalla “forza” con cui l’informazione stessa è stata immagazzinata, i bambini con disturbo del calcolo soffrono di un’alterazione della rappresentazione a lungo termine dei numeri ma non delle lettere o delle parole. Tale ipotesi trova riscontro nell’evidenza che i bambini con difficoltà di calcolo sono particolarmente lenti in compiti di denominazione di cifre ma non nella denominazione di lettere o nomi di colori (Geary, 1993; Bull e Johnston, 1997; Geary, Hamson e Hoard, 2000; Landerl, Bevan, Buttherworth, 2004). D’altra parte, gli studi neuropsicologici hanno ampiamente dimostrato che il lessico delle parole e il lessico dei numeri costituiscono due sistemi indipendenti con correlati neuroanatomici distinti; per quello che riguarda i numeri, in particolare, Buttherworth (1999) sostiene che essi siano rappresentati a livello corticale in un “modulo numerico” nel lobo parietale, sistema che probabilmente presenta una qualche disfunzione nei soggetti discalculici.
Gli studiosi che sostengono la tesi di una disfunzione del lessico numerico, hanno tentato di individuare l’esatta natura di tale disfunzione chiamando in causa un deficit ora di immagazzinamento delle informazioni numeriche, ora di accesso al lessico numerico, non pervenendo tuttavia allo stato attuale ad una risposta univoca.

Obiettivo
Obiettivo della presente ricerca è lo studio delle caratteristiche del lessico numerico nei soggetti discalculici. In particolare, mediante lo studio della velocità di denominazione (naming) di materiale linguistico e numerico, e mediante lo studio della prattivazione (priming) del lessico numerico, si vuole indagare se i soggetti con difficoltà di calcolo presentino difficoltà di immagazzinamento a lungo termine delle informazioni numeriche, o se le difficoltà riguardino piuttosto l’accesso alle informazioni numeriche immagazzinate.

Metodo
Soggetti
Saranno coinvolti nella ricerca circa 100 bambini del secondo ciclo della scuola primaria, ai quali si prevede di somministrare le seguenti prove: PM47 per la misurazione delle abilità non verbali; Vocabolario (WISC-R) per la misurazione delle abilità verbali; AC-MT (Lucangeli, Cornoldi e Bellina, 2002) per la valutazione delle abilità di calcolo; Lettura di non parole (Sartori, Job e Tressoldi, 1995) e Comprensione di lettura MT (Cornoldi e Colpo, 1981) per l’analisi dei processi di decodifica e comprensione del testo. Tale procedura consentirà l’individuazione di un sottogruppo di soggetti che presentano Difficoltà Specifiche di Calcolo (DSC), ma con abilità verbali e non verbali nella norma ed adeguate capacità di lettura. Mediante procedura di appaiamento, si procederà alla formazione di un Gruppo di Controllo (GC) formato da bambini con abilità di calcolo, di lettura, verbali e non verbali nella norma, della stessa età e dello stesso sesso dei DSC.

Materiali e procedure
I due gruppi di soggetti saranno sottoposti alla seguente batteria sperimentale di prove:
Naming di numeri, lettere e figure. Verrano presentati al bambino numeri, lettere o figure relative ad oggetti familiari, uno alla volta e in ordine casuale, con la consegna di denominarli quanto più velocemente ed accuratamente possibile. Per ogni soggetto esaminato verrà registrata l’accuratezza ed i tempi nella denominazione. Att
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

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