Identità regionali, nazionali ed integrazione europea: fattori psicosociali che influenzano la possibilità di nuove forme di governance

Progetto: Research project

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Obiettivo generale della ricerca è stato quello di studiare le modalità attraverso cui lo sviluppo dell’identità nazionale e regionale influisce sul sentimento di appartenenza europea di bambini italiani. Più in particolare, la ricerca intendeva indagare: 1) le modalità di categorizzazione di sé come membro di una nazione (identità nazionale), di una città (identità locale urbana), di una regione (identità regionale) e dell’Europa (identità sopranazionale) in bambini da 6 a 12 anni e, allo stesso tempo, valutare se cambia l’importanza soggettiva relativa attribuita a tali forme di identificazione. 2) Come l’età, il genere e la classe sociale influiscano sul grado di identificazione nazionale, locale urbano, regionale e sopranazionale dei bambini. 3) L’andamento evolutivo degli atteggiamenti verso il proprio e gli altri gruppi nazionali (e locali, regionali e sopranazionali). 4) Le relazioni tra queste forme di identificazione nazionale e le valutazioni affettive degli in-group. Hanno partecipato alla ricerca 150 bambini italiani, equipartiti per sesso, di 6, 9 e 12 anni di età. I bambini sono stati intervistati individualmente nelle scuole di appartenenza dai ricercatori che hanno chiesto di rispondere a delle domande inerenti a vari gruppi nazionali: (1) il gruppo degli italiani; (2) quattro gruppi nazionali appartenenti all’Unione Europea (Francesi, Inglesi, Tedeschi e Spagnoli); (3) sei gruppi regionali, rappresentativi dell’intero territorio italiano (Sicilia, Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia); (4) un quinto gruppo sovraordinato, il gruppo degli europei, che comprende tutti gli altri gruppi nazionali. I risultati hanno mostrato che: (a) i bambini di tutte le età si categorizzano sia come palermitani che come italiani, ma a 6 anni solo una minoranza si categorizza come siciliano e praticamente nessuno come europeo; (b) Tra 6 e 9 anni c’è un significativo incremento in queste 2 auto-categorizzazioni poichè quasi tutti iniziano a definirsi siciliani e la maggioranza come europei; (c)a 12 anni, tutte le categorizzazioni vengono scelte contemporaneamente. L’importanza dell’identità europea, come previsto, cresce nel corso dello sviluppo. Rispetto alle altre identità, a 6 anni quella locale prevale nell’importanza su quella nazionale, regionale ed europea; a 9 e a 12 anni è, invece, l’identità nazionale a prevalere sulle altre, con quella europea sempre ultima. Relativamente al secondo obiettivo, c’è un effetto significativo dell’età sul grado di identificazione nazionale, locale, regionale ed europea. I bambini, fin da 6 anni, mostrano un’identificazione locale e nazionale molto forte che si mantengono stabili nel tempo. Il grado di identificazione regionale, invece, sembra subire un incremento significativo tra 6 e 9 anni, come quello europeo, il quale tuttavia cresce ancora tra 9 e 12 anni raggiungendo una media prossima a quelle delle altre identità. Per quanto riguarda il terzo obiettivo, la previsione secondo la quale dovrebbero esserci cambiamenti negli atteggiamenti intergruppo tra 6 e 12 anni, viene confermata in maniera limitata dai risultati dello studio. Relativamente all’attribuzione di aggettivi positivi e negativi, i soli cambiamenti riguardano un maggior livello di aggettivi negativi attribuiti al gruppo nazionale ed a quello locale, dai bambini di 9 e 12 anni rispetto a quelli di 6 anni di età, ed un maggior numero di aggettivi positivi attribuiti agli americani dai bambini di 12 anni rispetto alle età precedenti. Per quello che riguarda le valutazioni affettive nei confronti degli in-group e degli ou

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I cittadini degli stati europei si trovano impegnati in uno sforzo di ridefinizione delle proprie appartenenze sociali. Tale processo obbliga gli individui ad un confronto delle tradizionali identità nazionali o regionali, localistiche e circoscritte al territorio, con un’identità europea, generale e sovraordinata. L’esito di questo processo può influenzare notevolmente gli atteggiamenti che gli individui mostrano verso il proprio e gli altri gruppi e lo sviluppo di forme di governance. A questo riguardo, la Teoria dell’Identità Sociale (Tajfel e Fraser, 1978; Tajfel, 1981) postula che ogni individuo percepisce di appartenere a dei gruppi sociali - che possono essere definiti in base all’etnia, alla nazione, al genere o ad altre categorie sociali - e si identifica con questi; ciò comporta l’interiorizzazione di un insieme di credenze, di atteggiamenti e valori socialmente condivisi con i membri del proprio gruppo, che guidano il comportamento individuale in situazioni in cui l’appartenenza ad un determinato gruppo diventa saliente. Focalizzando l’attenzione sulle modalità di costruzione dell’identità sociale sembra oggi fondamentale rivolgere l’attenzione allo studio di questi processi nel corso dello sviluppo; è infatti nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza che l’individuo inizia il percorso che porta a sviluppare la consapevolezza di appartenere a gruppi sociali. Molte ricerche hanno già esplorato il processo di sviluppo dell’identità nazionale, mostrando che sin dalla prima infanzia si possono osservare alcuni precursori (Barrett e Short, 1992; Bennett et al., 1998). In età scolare, si sviluppa la componente cognitiva dell’identità nazionale, legata alla conoscenza della propria nazione e del proprio gruppo nazionale; tra i 9 e i 10 anni, questi concetti acquistano una valenza affettiva, come testimoniato dalla comparsa di sentimenti, come l’orgoglio nazionale (Barrett et al. 1997). Questo processo continua fino alla tarda adolescenza e, generalmente, porta alla formazione di un’identità nazionale flessibile, caratterizzata da un moderato favoritismo verso il proprio gruppo. L’identità europea, invece, si inizia a sviluppare dai 6 ai 10 anni e, sin dall’età di 10 anni, sembra coesistere con il sentimento di appartenenza ad un gruppo nazionale. Alla luce di queste considerazioni, obiettivo generale della ricerca è stato quello di studiare le modalità attraverso cui lo sviluppo dell’identità nazionale e regionale influisce sul sentimento di appartenenza europea di bambini italiani. Più in particolare, la ricerca intendeva indagare: 1) le modalità di categorizzazione di sé come membro di una nazione (identità nazionale), di una città (identità locale urbana), di una regione (identità regionale) e dell’Europa (identità sopranazionale) in bambini da 6 a 12 anni e, allo stesso tempo, valutare se cambia l’importanza soggettiva relativa attribuita a tali forme di identificazione. A questo proposito ci si aspettava che: (a) sin dai 6 anni i bambini riuscissero a concepirsi come membri della propria nazione; (b) le forme di auto-categorizzazione meno generali (locale urbana e nazionale) comparissero nel corso dello sviluppo prima di quelle più generali e astratte (regionale ed europea); (c) l’importanza soggettiva attribuita all’identità nazionale crescesse nel corso del tempo (anche in confronto ad altre forme di identificazione come il genere, l’età e l’identità religiosa); (d) con il passare del tempo i bambini utilizzassero in misura maggiore la categoria “europeo” per definirsi. 2) Come l’età, il genere e la classe sociale influi
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Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …