I nuovi modelli di commercializzazione e consumo in relazione alla diffusione delle certificazioni ambientali, etiche e di Responsabilità Sociale d’Impresa nel sistema agroalimentare, con particolare riferimento alla filiera corta e alle relazioni tra produttori e consumatori.

Progetto: Research project

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La ricerca prenderà in considerazione le nuove dinamiche che caratterizzano il consumo e la vendita di prodotti agroalimentari con particolare riferimento alle modalità di commercializzazione e consumo attraverso la filiera corta (vendita diretta) e il k0, e all’utilizzo di certificazioni anche di tipo volontario, volte a rafforzare i rapporti di fiducia tra consumatori e produttori. La filiera corta, che si sta negli ultimi anni diffondendo rapidamente anche grazie ad appositi interventi legislativi nazionali e regionali, è infatti percepita dai consumatori come una forma di commercializzazione in grado di soddisfare le esigenze di sicurezza e sostenibilità alimentare, ambientale ed etica (Nygård e Storstad, 1998; Hughner et al, 2007, Schifani e Migliore, 2011), che in questi anni si sono affermate quali elementi significativi della domanda di prodotti agroalimentari. Tra le modalità di commercializzazione riconducibili alla filiera corta risultano di grande interesse le iniziative volte alla organizzazione e diffusione dei Farmers market, e i Gruppi di Acquisto Solidale, questi ultimi nati in un primo momento dalla volontà dei consumatori di costruire legami di conoscenza diretta e di fiducia con i produttori locali per soddisfare le esigenze di consumo critico. I GAS, inoltre, sono forme autorganizzate di consumatori che, molto spesso, tendono ad evolvere verso “sistemi relazionali” più grandi e più complessi, che si contraddistinguono per la partecipazione ed interazione di una molteplicità di soggetti eterogenei: produttori, agricoltori, associazioni, botteghe del commercio equo e solidale, istituzioni ed altri GAS. Tali sistemi complessi, definiti Reti Agroalimentari Alternative, o Community Supported Agriculture (Cone, Myhre, 2000), si concretizzano quando gruppi organizzati di consumatori, produttori ed eventualmente altri soggetti anche istituzionali, interagiscono in maniera organica creando nuove “nicchie” di mercato che possono avere dimensione locale ma anche regionale, come sta avvenendo in Sicilia negli ultimi anni. I Network alternativi del cibo tendono a ricontestualizzare il consumo, la produzione e la distribuzione, all’interno di nuove relazioni economiche e sociali (Brunori, 2010; Cembalo et al 2010; Schifani e Migliore 2011, Schifani et al, 2009) nell’ambito delle quali i partecipanti sviluppano, definiscono e attuano, programmi collettivi che incorporano principi etici e solidali. L’idea di base è che le relazioni economiche debbano promuovere la solidarietà tra gli attori economici, offrendo un modello istituzionale (Cembalo et al, 2010), derivato in buona parte dai principi dell’Economia Partecipativa, che persegue obiettivi di equità, solidarietà, autogestione ed equilibrio ambientale (Albet, 2003). Oltre a contemplare aspetti etici ed ambientali, questi processi racchiudono criteri “relazionali” particolarmente importanti, funzionali alla definizione di un percorso orientato allo sviluppo sostenibile che incorpori innovazione e bisogno identitario. In particolare, le modalità in cui si estrinseca l’interazione tra consumatore e produttore, sono in grado di dare luogo a processi virtuosi di adattamento e di crescita, che spesso si traducono nella riorganizzazione strategica di alcuni segmenti della filiera e nella generazione e diffusione di innovazioni socio-tecniche. Nell’approccio allo sviluppo sostenibile, la Teoria di gestione delle transizioni, proposta da Seyfang e Smith (2006), sposta infatti il campo di osservazione delle innovazioni dalla tecnologia ai sistemi socio-tecnici. In particolare, la teoria individua le nicchie come spazi all’interno dei quali si sperimentano nuovi paradigmi legati al consumo. Le nicchie offrono una chiave di lettura particolarmente potente per la comprensione del potenziale innovativo delle azioni bottom-up finalizzate allo sviluppo sostenibile; infatti, le dinamiche socio-economiche (pratiche alternative) c
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/12 → …

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