Governance e governamentalità: genealogia di una teoria politica contemporanea

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La ricerca intende focalizzare il senso acquistato negli ultimi anni del concetto mutuato dall'analisi politica internazionale di governance. L'obiettivo finale è quello di sondare analogie e differenze fra genealogia del pensiero e della pratica dei governi liberali nell'ottocento e agire politico in campo globale a cavallo tra il XX e il XXI secolo.

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La globalizzazione dei processi sociali, articolati nelle dimensioni della politica interna ed estera, dell’economia e della finanza, della comunicazione e delle culture, ha reso sempre più complesse e insicure le società in cui viviamo. L’intreccio tra cause dirette e indirette, la particolare trama di obbligazioni, vincoli e contingenze, l’innesco di dinamiche poco controllabili nei loro esiti e nelle loro linee di tendenza, l’emergenza di nuovi attori sulla scena sociale tanto locale quanto globale, l’affermazione di nuove issues specifiche ai confini di un sapere stabile (dalla biogenetica alla sicurezza alimentare, dai regimi di democrazia locale in sistemi globali alle questioni della pace e della sicurezza geopolitica e geoeconomica), indirizzano le funzioni di governo verso una disseminazione dei soggetti preposti sia in estensione che in profondità, vale a dire investendo numerosi soggetti a vario titolo e obbligando tali soggetti a dotarsi di competenze sia specifiche, in ragione della tecnicizzazione di ciascuna sfera decisionale, sia globali, in ragione della prospettiva d’insieme che è necessario assumere e far propria in senso conoscitivo, onde poter soddisfare la funzione di governance, secondo il lessico di recente introduzione per significare questa trasformazione di prospettiva che intreccia norme e pratiche di livelli differenziati e con forme di legittimazione diversificate.
In questo quadro complesso e dinamico al tempo stesso, si innestano le politica di sicurezza che, in ragione dei campi di applicazione e delle provenienze simboliche e ideologiche in cui si anima, provvedono sia a garantire il rispetto del patto sociale nello scambio indicibile tra libertà e tranquillità, sia a orientarlo in direzione più sicuritaria, smarrendo proprio l’equilibrio con le istanze di libertà presenti in modo trasversale in ogni segmento della società. Le pressioni per una acquisizione proprietaria criminale trovano terreno fertile in tale governance sicuritaria, oltremodo rafforzata dal clima di guerra globale che pone il perimetro di ogni confronto politico sul ciglio della propria dissoluzione, per dare luogo solamente alle ragioni della forza violenta.
In tal senso, proprio per evitare una deriva illiberale delle società, l’indagine sulle forme migliori per governare l’insicurezza attraverserà quattro momenti contestuali: tematizzazione, teorie, norme e tecniche di intervento, che si snoderanno lungo due assi di riflessione, sempre compresenti: il primo geo-socio-politico in senso lato, e il secondo giuridico. Terrorismo internazionale, criminalità organizzata, politiche concrete di sicurezza, ambito della sorveglianza, saranno alcuni degli ambiti reali di analisi e riflessione.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …

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