Entomocenosi di ecosistemi agrari e forestali

Progetto: Research project

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Description

Saranno effettuati campionamenti nelle aree che sono state individuate nel corso di precedenti ricerche. I campionamenti interesseranno piante spontanee con evidente presenza di fitofagi, allo scopo di conoscere la relazione pianta-fitofago, identificare la specie di fitofago e stabilire se essa può essere ritenuta “indifferente” alle colture o no. Dall’allevamento dei campioni raccolti saranno ottenuti, oltre ai fitofagi, anche i predatori o i parassitoidi, che rappresentano il 2° livello trofico. Anche questi verranno identificati e ne verrà stabilita la loro posizione (generalisti o specialisti). Si avrà in tal modo un quadro delle interazioni.

Layman's description

La presenza della vegetazione spontanea negli agroecosistemi è stata tradizionalmente considerata dannosa in quanto fonte di specie nocive o vettore di patogeni, attraverso i suoi fitofagi. L'Ohio Agricultural Research and Development Centre citava, tra il 1934 ed il 1963, 442 casi in cui tali specie botaniche ospitavano insetti nocivi alle colture, mentre, più recentemente, più di 70 famiglie di Artropodi nocivi sono state stimate essere associate alle infestanti (Altieri, 1991). Parallelamente, l'uso di fitofarmaci è cresciuto drasticamente tra gli anni '50 e '80 (Waage, 1997), fino a quando le nuove concezioni di gestione integrata degli agroecosistemi (IPM) si sono via via affermate promovendone un ridotto utilizzo. Ultimamente l'Unione Europea si è impegnata a ridurre del 50% l'uso di pesticidi entro l'inizio del nuovo millennio (Matteson, 1995). Entro lo stesso tempo le autorità americane si sono proposte come obiettivo di portare alla gestione integrata almeno il 75% dei coltivi esistenti (Ehler, 1998). In questa nuova ottica l'impiego di agenti biologici, quali predatori e parassitoidi, nel controllo delle specie nocive svolge un ruolo fondamentale. La ricerca si è inizialmente orientata verso lo studio delle caratteristiche biologiche ed ecologiche delle specie utili al fine di sfruttarle al meglio nella lotta biologica classica. In seguito, la prospettiva si è allargata alle strategie di potenziamento del controllo biologico naturale tramite la gestione delle aree di vegetazione spontanea, che degli organismi utili sono il serbatoio (Barbosa e Benrey, 1998). Numerosi studi hanno recentemente dimostrato il ruolo della vegetazione spontanea (infestanti, siepi, bordure, fasce vegetali di transizione) nel fornire rifugio, ospiti, e cibo alternativi agli organismi che contribuiscono al controllo delle popolazioni di insetti nocivi (McMurtry e Johnson, 1965; Powell, 1986; Cerutti et al., 1989; Altieri, 1991; Tremblay, 1994; Lo Verde et al., 1997; Tsolakis et al., 1997; Bribosia et al., 1998; Massa e Rizzo, 2000b). Questa risorsa potenziale si è rivelata particolarmente preziosa quando fitofagi alloctoni sono stati fortuitamente introdotti in aree diverse da quelle di origine. In tali casi, infatti, insetti parassitoidi appartenenti al complesso di antagonisti dei fitofagi della flora spontanea si sono spostati sui fitofagi esotici, instaurando nuove relazioni ospite-parassitoide e contribuendo in tal modo al controllo biologico di questi ultimi (Altieri, 1991; LaSalle, 1993; Massa e Rizzo, 2000b). Attualmente uno degli obiettivi prioritari della ricerca entomologica è pertanto quello di comprendere la struttura e le dinamiche delle comunità di Artropodi della vegetazione spontanea al fine di poterle meglio sfruttare nella gestione integrata degli agroecosistemi.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …

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