Effetti della riabilitazione cognitiva della demenza in corso di Malattia di Parkinson. Uno studio genetico e di risonanza magnetica funzionale e morfologica

Progetto: Research project

Description

motoria si associa declino delle funzioni cognitive. Il deterioramento delle funzioni cognitive si manifesta con un alta variabilità con perdita della capacità diconcentrazione, difficoltà di ragionamento logico, disturbi della memoria a lungo termine e della memoria procedurale, nonché deficit visuo-spaziali. La presenza ditali deficit può influire pesantemente sulla qualità della vita dei pazienti con MP. Le terapie farmacologiche e chirurgica attualmente disponibili per la MP sonorivolte principalmente al fine di migliorare i sintomi motori della patologia. Recentemente, alcuni studi hanno dimostrato come approcci multi-disciplinari possonoesercitare effetti positivi su alcuni domini cognitivi dopo training intensivi anche di breve durata. Và tuttavia segnalata una variabilità soggettiva di risposta a talitrattamenti in quanto non in tutti i pazienti si registrano effetti positivi dopo la riabilitazione cognitiva.L'eterogeneità sia in termini di risposta alla riabilitazione che come percentuale di casi con declino cognitivo, può essere attribuita sia ad una differentepredisposizione genetica dei singoli individui, che ai differenti effetti di specifici trattamenti instaurati. Numerose mutazioni e polimorfismi genetici sono statiassociati a manifestazioni cliniche ed a specifiche modalità di risposta farmacologica nella MP. Tra i geni indagati, quello codificante per l'enzimacatecol-O-metiltransferasi (COMT) ha ricevuto particolare interesse. Tale enzima assume un ruolo chiave nella regolazione dei livelli dopaminergici cerebrali,essendo responsabile del catabolismo della dopamina a livello dei terminali sinaptici. Il gene che lo codifica presenta un polimorfismo consistente in una sostituzioneaminoacidica della Metionina (Met) in Valina (Val) nella posizione 108/158 della sequenza peptidica. Questa alterazione causa un significativo incrementonell'attività enzimatica catabolica della dopamina soprattutto a livello della corteccia prefrontale. In particolare, i portatori della variante in omozigosi Val108Valinattivano più velocemente la dopamina (inattivatori rapidi), mentre gli omozigoti per l'allele Met, catabolizzano la dopamina meno rapidamente (inattivatori lenti),con maggiore disponibilità del neurotrasmettitore a livello sinaptico. Di conseguenza, i portatori del genotipo Met108Met presentano una più elevata concentrazioneextra-cellulare di dopamina rispetto ai portatori del genotipo Val108Val. Numerosi studi hanno dimostrato come questo genotipo provochi una serie di eventineurobiologici così forti da produrre alterazioni non solo a livello neurofisiologico ma anche comportamentale. Studi di risonanza magnetica funzionale (fMRI)hanno dimostrato come soggetti sani omozigoti Met108Met hanno una miglior performance cognitiva durante compiti attentivi e mnestici associata ad una piùefficiente risposta funzionale delle aree prefrontali rispetto ai portatori del genotipo Val108Val. L'effetto di questo polimorfismo non si lega solo alla rispostafunzionale ma si manifesta anche a livello morfologico influenzando la quantità di materia grigia di aree critiche come la corteccia prefrontale. Inoltre, recentievidenze hanno dimostrato un effetto fenotipico di questo polimorfismo anche nei pazienti con MP, dove si rileva una significativa associazione sia a livellocomportamentale che neurofunzionale durante compiti attentivi e mnestici.

Layman's description

Scopo di questo progetto di ricerca è di: i) acquisire nuove conoscenze sulle modificazioni funzionali e strutturali di specifiche aree cerebrali nei pazienti affetti daMP e deterioramento cognitivo, anche in relazione a diversi assetti genotipici (COMT: Val/Val o Met/Met); ii) investigare gli effetti di tecniche di riabilitazionecognitiva in pazienti affetti da MP utilizzando tre parametri di valutazione oggettiva: misurazioni psicometriche comportamentali, risposta funzionale (mediante fRM)e quantificazione volumetrica di specifiche aree cerebrali attraverso il calcolo dello spessore corticale (cortical thickness); iii) valutare l'influenza dello specificoassetto genotipico (COMT: Val/Val vs Met/Met) sugli effetti dell'intervento riabilitativo. Questo progetto di ricerca si prefigge, dunque, di acquisire notevoliavanzamenti nella comprensione dei processi strutturali e funzionali che si verificano a livello cerebrale nei pazienti affetti da MP con deterioramento cognitivo e diaprire nuove frontiere sull'importanza della definizione dell'assetto genetico per l'identificazione dei pazienti con MP e deterioramento cognitivo da sottoporre atrattamenti riabilitativi.

Key findings

Salute
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/08 → …