Effetti della gestione selvicolturale sulla biodiversità e sul paesaggio

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

I superstiti boschi autoctoni siciliani al pari dei boschi di buona parte del territorio
nazionale, sono stati utilizzati da secoli e sono diffusi nelle sommità delle,
Madonie, Nebrodi, Peloritani e dell’Etna, ma anche in misura minore i Sicani e gli
Iblei. L’estrema variabilità ambientale ha determinato la formazione di tipologie
forestali notevolmente differenti e indotto altresì una forte variabilità genetica.
L’importate ruolo giocato da questi popolamenti forestali, cioè da quelli autoctoni,
nel caratterizzare il paesaggio dell’Isola è spesso sottovalutata a causa della
distribuzione dei boschi superstiti, che sono relegati in una fascia altimetrica
elevata dei complessi montuosi prima riportati. Oggi le superfici forestali e
preforestali siciliane autoctone sono in larga parte incluse all’interno delle aree
protette. La protezione delle risorse naturali ha visto come momento centrale
l’apposizione di vincoli finalizzati a garantire una effettiva tutela di queste
formazioni altrimenti soggette ad utilizzi impropri e fattori di degrado molteplici.
L’azione di tutela, tuttavia, si è posta a volte in contrasto con le utilizzazioni
tradizionali del territorio. In particolare, ciò ha riguardato la ceduazione per
l’ottenimento di carbone e l’utilizzazione del sughero, pratiche secolari che hanno
determinato la formazione di una significativa cultura materiale. Le norme attuali
in qualche caso stanno determinando la contrazione di questa cultura e la perdita
di biodiversità.
Anche le formazioni agroforestali, che sono in molti casi il risultato di forme di
gestione proprie dei sistemi agrari ma anche forestali, hanno visto ma per altre
ragioni una perdita della loro importanza ma certamente non del loro interesse in
termini paesaggistici e di conservazione della biodiversità.
Le superfici forestali realizzate attraverso l’imponente opera di rimboschimento dei
decenni passati per motivi idrogeologici, hanno invece contribuito enormemente a
modificare il paesaggio dell’Isola e hanno avuto effetti contrastanti sulla
biodiversità. Si pone quindi spesso per queste formazioni la necessità di
intervenire per consentire alle stesse di svolgere appieno le funzioni per le quali
erano stati realizzati.

Layman's description

Obiettivi
Obiettivi della ricerca sono la valutazione delle forme di gestione selvicolturale del
passato che hanno contribuito a salvaguardare le formazioni forestali e
agroforestali dell’Isola e l’individuazione di forme di gestione oggi attuabili atte a
conservare il patrimonio biologico ma anche gli aspetti culturali e paesaggistici
anche delle formazioni artificiali.
Metodi
Verranno scelte per i sistemi individuati (popolamenti naturali e agroforestali e
rimboschimenti) diverse aree dove valutare attraverso metodologie di rilievo
ampliamente consolidate in selvicoltura gli effetti dei trattamenti selvicolturali
pregressi in termini di biodiversità e gli effetti che gli stessi hanno avuto sul
paesaggio.
I sistemi potenzialmente da indagare sono numerosi a motivo della complessa
storia geologica e ambientale. La Sicilia rappresenta infatti, per molte specie
arboree, il limite meridionale dell’areale di distribuzione e nel contempo la zona
rifugio di specie relitte, relegate ormai sulla sommità dei monti; il loro ruolo e le
funzioni esplicate sono quindi numerose e determinanti per la conservazione della
biodiversità anche delle popolazioni animali ad esse legate. Questa ricchezza viene
implementata da popolamenti e specie che se pur soggette a forti fenomeni di
regressione per cause antropiche, contribuiscono a mantenere elevata la ricchezza
e la diversità del paesaggio. Si pensi ad esempio alle formazioni a pini
mediterranei di Pantelleria e Pineta di Vittoria o al probabilmente alloctono
castagno.
Più complesso appare valutare gli effetti sul paesaggio. I sistemi naturali e
agroforestali , infatti, sono stati gestiti per secoli secondo sistemi selvicolturali e
agroforestali tradizionali conservando il loro carattere di naturalità e le loro
funzioni paesaggistiche e naturalistiche.
Le aree scelte ricadranno in zone come il parco della Madonie e i Nebrodi dove
possono già essere valutati gli effetti del cambiamento di gestione dai sistemi
tradizionali a quelli odierni.
Differente è il caso dei rimboschimenti realizzati essenzialmente dall’Azienda
Foreste Demaniali della Regione Siciliana nonché dai Consorzi di Bonifica e
dall’ESA (Ente di Sviluppo Agricolo). L’influenza sul paesaggio e sulla biodiversità
dei sistemi forestali di recente impianto non può prescindere dalle specie
impiantate e dipende fortemente dal loro sviluppo (rinaturalizzazione o degrado),
nonché da alcuni parametri (densità) e dagli interventi attuati (lavori di ripulitura
del sottobosco, spalcature, etc.). Certamente l’influenza sul paesaggio che questi
sistemi forestati avranno anche in futuro dipende fortemente dalle loro condizioni.
Al di là di specifiche valutazioni comunque si può affermare che ad esclusione
delle aree dove si è verificata una espansione delle colture arboree, in questo
secolo, l’elemento che ha determinato una variazione del paesaggio in Sicilia,
come in molte regioni temperate, è stata l’opera di rimboschimento.
Verranno scelti dei popolamenti in grado di rappresentare le più diffuse tipologie:
rimboschimenti degradati (si pensi ai Monti di Palermo, dove i ripetuti incendi
hanno trasformato quasi tutti i rimboschimenti in ampelodesmeti degradati);
rimboschimenti con processi evoluti non avviati; rimboschimenti con processi di
rinaturalizzazione in corso.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

Fingerprint

Esplora i temi di ricerca toccati da questo progetto. Queste etichette sono generate sulla base dei riconoscimenti/sovvenzioni sottostanti. Insieme formano una fingerprint unica.