Effetti della frequenza e dell'intensità di defogliazione sulla produttività del trifoglio alessandrino in ambiente mediterraneo

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

L’individuazione di modalità gestionali idonee a valorizzare il potenziale quanti-qualitativo delle risorse foraggere non può prescindere dalla conoscenza dei meccanismi fisiologici coinvolti nella risposta delle diverse risorse all’utilizzazione (sfalcio e/o pascolamento). Tuttavia tali informazioni, limitatamente alle principali risorse foraggere tipiche mediterranee, sono complessivamente carenti. La presente ricerca ha lo scopo di ampliare le conoscenze sugli effetti del taglio, realizzato con frequenze ed intensità differenziate, sulla produzione e qualità del trifoglio alessandrino. In particolare verranno studiati i ritmi di ricrescita post-utilizzazione della coltura al variare della disponibilità di sostanze di riserva (che la pianta è in grado di mobilizzare) e della superficie fotosintetizzante residua.

Layman's description

L’attività di ricerca ha lo scopo di individuare modalità gestionali (frequenze e intensità di utilizzazione) in grado di valorizzare le potenzialità produttive del trifoglio alessandrino, risorsa foraggera tipica degli ambienti mediterranei, attraverso l’ampliamento delle conoscenze sui meccanismi fisiologici e sulle strategie coinvolte nel determinismo della capacità di ricaccio della specie. La ricerca verrà condotta in un tipico ambiente dell’interno collinare siciliano. Il trifoglio alessandrino (varietà Lilibeo) verrà coltivato adottando l’agrotecnica ordinaria per l’ambiente di prova. La coltura verrà sottoposta, a partire dall’inizio della primavera, ad utilizzazioni diversificate per intensità (trattamenti 1 e 2) al fine di indurre differenti condizioni di disponibilità di sostanze di riserva da mobilizzare per il ricaccio. Dopo un taglio di azzeramento, eseguito, per entrambe le intensità di utilizzazione alla fine di aprile, verranno monitorati gli effetti dei trattamenti applicati sulla ripresa vegetativa; inoltre al fine di stimare il contributo della superficie fotosintetizzante residua, ciascuna parcella verrà suddivisa in due sub-parcelle le quali verranno rispettivamente defogliate totalmente e non defogliate (controllo). Pertanto verrà adottato uno schema sperimentale a parcella suddivisa con 4 ripetizioni, adottando come fattore principale la modalità di gestione (realizzata in modo da indurre differenti disponibilità di sostanza di riserva da utilizzare per il ricaccio) e come fattore secondario il trattamento di defogliazione. Le parcelle elementari avranno una superficie di 60 m2 nelle quali all’emergenza verranno individuate 7 aree di campionamento di dimensioni pari a 1,25 m2 che verranno sfalciate (rilievi distruttivi) con la seguente cadenza temporale: 0, 2, 4, 8, 16, 24 e 36 giorni dal taglio. Ad ogni taglio verranno condotti i seguenti rilievi; altezza della canopy (con asta metrica e con piatto pesato), numero di piante, numero di steli e di germogli, produzione di biomassa epigeica (e relativa scomposizione nelle singole componenti botaniche: foglie, steli, infiorescenze, etc.) ed ipogeica (strato 0-20), superficie fogliare; sulla biomassa epigeica ed ipogeica (preventivamente congelata e successivamente liofilizzata) verranno condotte analisi per la determinazione della composizione chimica (proteine, fibra e sue componenti, estrattivi inazotati, etc.,) nonché del contenuto in carboidrati solubili in acqua. I dati ottenuti, ampliando le conoscenze su meccanismi e fattori coinvolti nel determinismo della capacità di ricaccio del trifoglio alessandrino, consentiranno di individuare modalità gestionali in grado di valorizzare il potenziale produttivo della specie in ambiente mediterraneo.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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