EDITORIA E CULTURA DI INTERESSE ISPANICO IN SICILIA TRA RINASCIMENTO E BAROCCO: CATALOGAZIONE E APPROSSIMAZIONE CRITICA

Progetto: Research project

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Si può dire che tutta la storia della Sicilia medievale e moderna, dall’età del Vespro (1282) fino al passaggio ai Savoia (1711), si svolga nell’orbita delle monarchie iberiche, prima aragonese e poi spagnola. Ciò significa che anche la storia culturale (oltre che economica e sociale) di Sicilia va necessariamente letta alla luce del progetto e della storia culturale, catalana e poi spagnola, che con essa convive in posizione egemone. La mappa dettagliata della produzione del libro a stampa, in spagnolo o in traduzione dallo spagnolo, che il progetto intende approntare, si presenta, in quest’ottica, come lo strumento preliminare di verifica della consistenza delle strategie di propaganda politica e culturale messe in atto nel corso della lunga stagione del viceregno.Campo primario di osservazione è la produzione libraria di Palermo, centro “di elezione” della sede vicereale, in competizione con Messina, che la precede nel corso del Quattrocento.L’attività editoriale palermitana ha inizio nel 1503, procede senza grandi risultati fino 1582 quando l’attività di diversi tipografi comincia ad assumer un carattere più assimilabile a quello editoriale. Già alla fine del secolo, e per tutto il successivo, tale attività subisce un forte incremento, anche intensificando i rapporti con altre sedi tipografiche (Napoli e Venezia, soprattutto), e moltiplica via via la produzione in relazione alle esigenze di un pubblico ormai avvezzo a considerare il libro strumento abituale e necessario. Se la tipografia palermitana produce nel Cinquecento almeno 300 opere, allo stato attuale non è ancora quantificabile la produzione del Seicento Numerosi sono i protagonisti dell’editoria palermitana secentesca come è possibile verificare nei repertori esistenti. Fra i libri da loro prodotti non mancano opere spagnole, in prevalenza di soggetto religioso, ma anche encomiastico, storico e politico), e traduzioni dallo spagnolo.Molta parte del patrimonio bibliografico relativo all’attività delineata è collocato nelle Biblioteche palermitane (Biblioteca centrale della regione siciliana, Biblioteca comunale Palermo, Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo e diverse biblioteche minori private e religiose), ma è anche in minor parte disperso in altre biblioteche, italiane e straniere. Premesso che la catalogazione delle cinquecentine italiane, coordinata dall’ICCU, è giunta alla lettera L e che, nel panorama ricco di studi e ricerche condotte negli ultimi anni sulla tipografia italiana del Seicento, la catalogazione delle seicentine di Palermo manca ancora di uno studio soddisfacente, volto a ricostruirne la storia sul piano diacronico e quantitativo, questa Unità di ricerca, in linea con il progetto generale, si propone di creare un catalogo digitalizzato, con la relativa messa in rete nei casi necessari e da pubblicare possibilmente anche a stampa, dei testi editi in lingua spagnola o di interesse spagnolo durante il Cinquecento e il Seicento in Sicilia e conservati nelle Biblioteca Centrale della Regione Siciliana e Biblioteca Comunale di Palermo, e nelle cosiddette biblioteche ‘minori’ solo per la consistenza del loro patrimonio librario La catalogazione realizzata fino ad oggi attraverso i repertori pubblicati, la parziale schedatura informatizzata, e la consultazione dell’imprescindibile catalogo cartaceo danno ragione dell’opportunità di procedere a una ricognizione completa e scientificamente corretta del patrimonio librario dei secoli XVI e XVII esistente nelle biblioteche indicate, da riunire in un solo catalogo tematico e da

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Nella BIBLIOTECA CENTRALE DELLA REGIONE SICILIANA, ex Biblioteca Nazionale di Palermo, la Sezione Fondi antichi è dotata di Catalogo a schede dei manoscritti, libri rari, antichi e di pregio. Sono in corso di realizzazione il catalogo informatizzato dei manoscritti e la banca dati del libro antico palermitano dal XV al XVIII secolo. Le edizioni siciliane del XVI secolo, possedute dalla Biblioteca Centrale della Regione Siciliana, sono 179: 139 palermitane, 35 messinesi, 2 di Monreale, 3 senza note tipografiche, ma certamente impresse in Sicilia. Tra le edizioni possedute non sono molte quelle stampate nella prima meta del Cinquecento, non più di una ventina, che rappresentano comunque una buona metà della produzione tipografica siciliana del periodo. La maggior parte delle cinquecentine esaminate appartengono alla seconda meta del secolo, soprattutto agli ultimi trent'anni. Molte edizioni hanno avuto come unico riferimento bibliografico la Storia tipografico-letteraria del XVI secolo in Sicilia di Filippo Evola, cui oggi si aggiungono i lavori di Resta e di Pastena e le altre ricerche pubblicate nei Quaderni della BCRS citati in Bibliografia.Le cinquecentine siciliane della B. C. R. S. provengono in massima parte dalle biblioteche delle soppresse corporazioni religiose e per pochi altri casi si può desumere la provenienza dall'Abbazia di S. Martino delle Scale per la legatura dei volumi tipica del monastero benedettino.BIBLIOTECA COMUNALE PALERMONel patrimonio librario della Biblioteca Comunale di Palermo, che consta di 330 mila volumi, sono presenti 5.000 manoscritti, 1.038 incunaboli, 6 mila volumi del XVI secolo, 14 mila volumi del XVII secolo. La catalogazione informatica delle cinquecentine è attualmente regolata dai lavori dell’ICCU che sono giunti alla lettera L. Sono numerose le seicentine, oggetto di catalogazioni e studi parziali che ancora non sono stati pubblicati. ABBAZZIA BENEDETTINA DI SAN MARTINO DELLE SCALEAttualmente i volumi del ricco patrimonio librario (44.000 volumi) sono depositati fra la BCRS, la BCP e l’Archivio di Stato. La ricognizione dei testi del ‘500 e ‘600, che non appare facile per i limiti burocratici esistenti, ma che in parte è già stata fatta per i volumi depositati presso le due maggiori biblioteche di Palermo, per la parte restante si annuncia di notevole interesse. FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA DELL’UNIVERSITÀ DI PALERMO Fa parte del suo patrimonio bibliografico il Fondo Castagna che consta di cinquecentine e seicentine, inventariate ma ancora solo parzialmente schedate. È in atto, infatti, a opera della Sovrintendenza ai Beni Culturale e Ambientali della Regione Siciliana, la catalogazione e informatizzazione delle circa 150 cinquecentine in esso contenute.Un patrimonio di libri rari è presente anche presso la BIBLIOTECA DELLA SOCIETÀ SICILIANA DELLA STORIA PATRIA, il fondo La Mantia. Di sicura utilità potranno risultare le biblioteche minori private e religiose.Si premette che la catalogazione delle cinquecentine italiane, coordinata dall’ICCU, è giunta alla lettera L e che, nel panorama ricco di studi e ricerche condotte negli ultimi anni sulla tipografia italiana del Seicento, la catalogazione delle seicentine di Palermo, uno dei più importanti centri editoriali dell’Italia meridionale, manca ancora di uno studio soddisfacente, volto a ricostruirne la storia sul piano diacronico e quantitativo, Questa Unità di ricerca, in linea con il progetto generale, si propone di creare un catalogo digitalizzato, con la relativa messa in rete nei casi necessari e da pubblicare possibilmente anche a stam
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva3/22/103/21/12