Dall''indigeno ideale' al 'colonizzato reale'

Progetto: Research project

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Si mira ad indagare, attraverso l’analisi delle molteplici espressioni artistiche (letteratura, arti figurative, teatro, musica, etc.) che ne sono germinate, quel fenomeno storico-culturale, ancor oggi di esemplare attualità, costituito dall’incontro/scontro fra le civiltà e le culture.
Altro e altrove, paura e fascino, identità e alienazione, sapere e potere, scoperta dell’America e massacro del Sand Creek, globalizzazione e universalismo: ideologie, interessi politici, sentimenti contrastanti e punti di vista diametralmente distanti sono le facce dicotomiche di una stessa medaglia, da sempre affiancate nella scrittura della Storia. Il confronto tra civiltà diverse, comportando un rapporto di forza e di reazione, ha generato nell’immaginario degli attori implicati una pluralità di voci di sconfinata variegatura.
Comprendere a fondo la storia della colonizzazione implica, però, la necessità di allontanarsi sia dall’ideologia coloniale che dal pensiero anticolonialista che permangono alla base del subcosciente collettivo. Se le ideologie coloniali hanno costruito un’immagine dell’altrove come prolungamento dell’Occidente, i colonizzati hanno spesso declinato soltanto la negazione di tale immagine.
Se in passato l’indigeno è stato dipinto quale attardato erede di una prestigiosa civiltà, egli è progressivamente divenuto uomo privo del tutto di cultura. L’idea di ‘indigeno ideale’ scompare progressivamente, cioè, quando quegli individui non sono più sottomessi e riconoscenti, ma rivendicano i propri diritti, diventando, così, ‘colonizzati reali’.
Elemento importante del discorso ‘sull’Altro’ è, dunque, la sua dipendenza dal concetto di fissità nella costruzione ideologica dell’alterità: fissità come segno di differenza culturale/storica/razziale, che appare come una modalità di rappresentazione paradossale. Per restituire alla Storia la ambivalenza del periodo coloniale, bisognerebbe tentare di non istruire un processo di allontanamento dai principi fondatori ispirati dall’ideologia coloniale o, per converso, dal pensiero anticolonialista: bisognerebbe, insomma, saper mondarsi da miti e pregiudizi che offuscano l’intelligibilità del fenomeno dell’incontro.
Se l’orientalismo è soggetto di apprendimento e di scoperta, esso è anche luogo di sogni, di immagini, di miti e di ossessioni. Gli stereotipi in cui l'Occidente ha ‘incarcerato’ l'Oriente, non assolvono ai pregiudizi culturali che ad esso sono rivolti. L’équipe di ricerca, volutamente interdisciplinare, intende rileggere, attraverso le varie espressioni artistiche, la storia di una complicità culturale in dialogica opposizione tra forza e resistenza, che ha dato vita alla straordinaria ricchezza di culture, ormai ibride e interdipendenti, che hanno prodotto e continuano a produrre un fenomeno oggi storicamente ineludibile: espressioni artistiche cioè che, germinate dalle politiche dell’accoglienza, non è più possibile imbrigliare entro ristretti margini di ‘culture nazionali’.

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Con la realizzazione della ricerca proposta si mira al raggiungimento dei seguenti obiettivi :
• effettuazione di seminari incentrati sul tema di indagine, con la partecipazione di autori e studiosi italiani e stranieri, che si siano distinti nella trattazione dello stesso tema;
• pubblicazione di un volume miscellaneo che raccolga contributi critici mirati alla illustrazione e all’analisi dei prodotti culturali identificati come emblematici esempi del tema indagato.
Fin dall’incontro fra Greci e Persiani prende avvio nella storia delle arti una produzione, via via più fiorente, che, letta in ottica trasversale, può divenire utile testimonianza del processo storico. La rappresentazione dell’Altro, a partire dalle esplorazioni geografiche del secolo XV, ha prodotto nella cultura occidentale la costituzione di un immaginario collettivo destinato a diventare terreno fertile per la produzione artistica.
Il periodo pre-coloniale contribuisce alla creazione di un’immagine mitizzata del ‘buon selvaggio’ che, fin dal Settecento, preannunzia già quel mito romantico che sogna di veder risorgere da quei popoli i retaggi delle antiche culture che avevano saputo creare, ben prima degli Europei, civiltà avanzate. Tale immagine romantica, però, non resiste all’impatto coloniale e si inasprisce allorquando l’indigeno reale sfugge alla definizione di indigeno ideale. E se l’indigeno, sul finire del XIX secolo, vede gli Europei come riprovevoli esempi di barbarie, il XX secolo, per converso, vede insorgere, in difesa della reazione di quei popoli, quei convinti intellettuali a cui tanto deve il percorso di decolonizzazione. L’era post-coloniale, poi, ha dato vita ad un dibattito intellettuale che ha visto schierarsi da una parte, ed in stretta alleanza con quella di artisti ed intellettuali occidentali, la voce dell’intelligencija che ha subito la colonizzazione (clima esistenzialista, brezza freudiana, pizzico di marxismo, una buona dose di fenomenologia sartriana, ideologia fanoniana e foucaultiana, etc.), impegnata a denunciare violenze e soprusi; dall’altra, la voce degli esuli che rivendica sempre di più il diritto all’identità culturale. L’epoca contemporanea ha, infine, sviluppato via via una politica che pone l’accento sull’accettazione e sulla difesa delle specificità culturali: una politica dell’incontro con l’Altro sostenuta da una folta schiera di ‘individui-frontiera’, muniti di biglietto di andata e ritorno tra il mondo coloniale e quello colonizzato, impegnata ad affermare ad ogni costo le ragioni delle culture subalterne; e fino al fenomeno attualissimo di ricche e stimolanti ibridazioni culturali.
Ci si propone di indagare tale complessa problematica attraverso le seguenti tappe successive:
• Documentazione su un corpus bibliografico di base incentrato sulla unificante tematica generale, da effettuarsi da parte di tutti i componenti l’équipe di ricerca;
• arricchimento progressivo di tale corpus sulla base dell’apporto offerto dai singoli ‘saperi disciplinari’;
• discussione comune dei risultati della ricerca attraverso momenti di confronto tra i componenti l’équipe;
• identificazione e approfondimento, in chiave individuale, di problematiche, aspetti o temi e conseguente elaborazione storico-critica di specifici argomenti;
• pubblicazione degli elaborati prodotti;
• presentazione pubblica, con annesso momento di confronto seminariale esteso ad altri studiosi, del volume che raccoglie gli stessi elaborati.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/06 → …

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