Dall'architettura alla scenografia

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Sino ad alcuni anni addietro le incursioni in teatro da parte degli architetti erano sporadiche, oggi sono molto frequenti. In teatro si progetta una architettura senza fondamenta ma con forti fondamenti specifici.
Oggi infatti si impone la invenzione di una architettura mobile, per meglio dire, di una architettura dotata di 'fondamenta mobili'.
La scenografia ha sempre avuto uno stretto rapporto con l'architettura, già nell'etimo si collega all'arte del costruire. Basta ricordare le scene di Sebastiano Serlio, in modo particolare la scena della commedia o della tragedia (perché la scena della satira è una scena agreste), dove la concezione dello spazio prospettico, illusionistico, ripropone una scena urbana.
Sino ad alcuni decenni fa non era l'architettura reale ad esercitare la sua influenza sulla scenografia, ma la pittura, anzi per essere più precisi, l'immagine pittorica dell'architettura.
Architettura e scenografia hanno tutte e due lo stesso obiettivo: la creazione di uno spazio; lo spazio scenografico è lo spazio illusorio della rappresentazione, uno spazio che simula un altro spazio; uno spazio che viene costruito secondo regole compositive. Il progetto scenografico è sempre un progetto di spazio, non è semplicemente un progetto di arredo, un decoro.
Questo rapporto tra architettura e scenografia esiste non solo perché sul palcoscenico vengono riproposti elementi tradizionali appartenenti al linguaggio architettonico, ma soprattutto perché questi elementi vengono utilizzati in modo da comporre e scomporre lo spazio scenico.
La messa in scena di un testo, in musica, in parole o in danza, impone la progettazione di uno spazio scenico e rappresenta una conoscenza specializzata ma non separata dalla più generale scienza architettonica. Il progetto della scena è tornato ad assumere in maniera sempre più evidente i caratteri della progettazione architettonica.
Questo rapporto con l'architettura oggi è ancora più forte, infatti la scenografia, materia riservata in passato ad una stretta cerchia di specialisti, soprattutto pittori, da alcuni decenni è caratterizzata da interessi molteplici di altre discipline, coinvolge infatti non solo l'architetto, ma anche fotografi, designer e artisti multimediali.

Layman's description

Obiettivo della ricerca è l’esplorazione, nei progetti scenografici degli ultimi anni, di tutti quegli elementi che, anche se in scala diversa, vengono presi a prestito dall’ARCHITETTURA e re-interpetrati in TEATRO.
Aulenti, Botta, Rossi, Calatrava, Nouvel, Hadid, Perrault, Piano, Hollein, … , principali esponenti oggi della scena architettonica, tendono ad una nuova concezione dell’arte teatrale, attraverso una metodologia che parte da tematiche spaziali e formali da loro già affrontate nei progetti architettonici.
La scenografia può essere considerata una mediazione tra l'architettura disegnata e l'architettura reale. La metodologia progettuale è identica, diversi sono i materiali costruttivi; ogni materiale ha delle potenzialità tutte sue che vanno sfruttate al meglio. Il progetto scenografico ha, rispetto alla progettazione dello spazio architettonico, minore o nessun condizionamento tipologico, tecnologico, contestuale.
Si tratta di comporre e scomporre lo spazio recitativo sia attraverso la riproposizione di elementi tradizionalmente appartenenti al linguaggio dell'architettura (la scatola, la scala, il muro, la passerella), ma anche attraverso la luce e il colore.
John Pawson, che ha appena completato per la Royal Opera House di Londra le scenografie per il balletto Chroma, conferma una non comune sensibilità nel trattare lo spazio: “L’architettura, nel suo complesso, si interessa soprattutto di come le persone usano e si muovono nello spazio, ma queste dinamiche sono elevate all’ennesima potenza soprattutto in un balletto. Parte della sfida sta nel modo in cui certamente inconsueto per un architetto- questo tipo di lavoro separa come lo spazio sarà fisicamente vissuto da come sarà percepito dal pubblico”.
La progettazione di una scena oggi è affine alla progettazione architettonica: gli strumenti sono uguali, piante, alzati, sezioni, dettagli architettonici e tecnici, disegni di elementi di arredo e oggetti di scena.
La ricerca, come primo step prevede di fare un censimento delle scenografie realizzate negli ultimi cinquanta anni, non tanto per una mera descrizione, ma al fine di evidenziare gli elementi utilizzati dallo scenografo progettista (non esclusivamente architetto) presi a prestito dall’architettura.
Si prevede quindi:
- analisi di progetti,
- individuazione di casi studio significativi per la qualità innovativa,
- confronto metodologico tra le diverse messe in scena (prosa, lirica, danza),
- seminari e/o incontri con scenografi,
- mostra.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

Fingerprint

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