Cucina politica. Il linguaggio del cibo tra pratiche sociali e rappresentazioni ideologiche.

Progetto: Research project

Description

Il cibo è una forma di linguaggio che carica l’atto nutrizionale di molteplici significati. Questo progetto intende analizzare ladimensione “politica” di questo linguaggio, in due sensi principali. Uno più generale: il cibo come segno di appartenenza auna comunità (l’essere e sentirsi cittadino di una “polis”). Uno più specifico: le azioni messe in opera dai pubblici poteri pergestire e definire il rapporto con i cittadini (o i sudditi).Valorizzando le straordinarie potenzialità interdisciplinari del tema affrontato, il progetto riunisce specialisti di settoriscientifici diversi, configurandosi in modo anomalo rispetto alla tradizionale prassi accademica; si muove infatti tra storia,antropologia, semiotica, filosofia e storia dell’arte con approcci diversi ma complementari.La prospettiva storica prevede campioni d’indagine su una cronologia molto ampia. Montanari metterà a fuoco il valore delcibo come strumento di identità sociale e politica nell’Europa medievale. Campanini analizzerà la natura politica dei banchettisignorili di età moderna. Capuzzo studierà il ruolo della retorica alimentare nel definire, in regimi politici differenti, il rapportotra Stato e cittadini nel periodo delle due guerre mondiali.Anche l’approccio antropologico prevede ampie cronologie. Domenici studierà le pratiche e i discorsi alimentari come forme diespressione politica nell’America coloniale del XVI-XVII secolo, indagando come in una situazione di multiculturalismoconflittuale il cibo sia un lessico utile a esprimere volontà di dominio, resistenza e dialogo. D’Agostino riprenderà il tema delmulticulturalismo nella società attuale, studiando il fenomeno delle migrazioni e il ruolo contraddittorio che in esse hanno ilcibo e la cultura alimentare.Il “linguaggio alimentare” sarà oggetto di analisi semiotica da parte di Marrone e Mangano in due direzioni: il lessico e lagrammatica del cibo. Una metodologia di matrice strutturalista servirà ad analizzare “testi” di natura diversa (pubblicità,trasmissioni televisive, guide, ricettari, blog, film, ecc.) per comprendere come il cibo attivi il meccanismo linguisticorendendosi capace di una precisa azione politica.L’approccio filosofico di Perullo interpreterà la cucina come “arte sociale”, muovendosi sul duplice asse della cucinapubblica/professionale e della cucina privata/domestica e mettendo in luce la natura politica della cucina come questione digenere (la cucina “alta” maschile, la “popolare” femminile).Il ruolo delle immagini nella definizione e nell’utilizzo del “linguaggio del cibo” sarà oggetto di specifica attenzione da parte diDi Natale e Lollini. La presenza di storici dell’arte nel team di ricerca è prevista anche in funzione della mostra che renderàfruibile a un ampio pubblico i risultati della ricerca.Giovani studiosi affiancheranno i docenti in tutta l’attività di ricerca.

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Il “linguaggio del cibo” sarà anche oggetto di un’analisi semiotica, condotta da Gianfranco Marrone, Dario Mangano eFrancesco Mangiapane (M-FIL/05), fra i primi in Italia a sviluppare nell’ambito della loro disciplina un interesse specifico altema del cibo. Ci sono almeno due modi di applicare la semiotica all’universo alimentare e, dunque, di intendere il rapportofra cibo e linguaggio. Il primo fa riferimento al fatto che non soltanto esiste un lessico del cibo (da quello degli strumenti aquello delle preparazioni) ma il cibo stesso si fa portatore di specifici significati. Da un lato quindi si tratta di partire dalleparole per comprendere come esse rappresentino il mondo dell’alimentazione, dall’altro di pensare il cibo stesso, gliingredienti, le vivande, come altrettante “parole”. Il secondo modo costituisce un cambio di prospettiva poiché pensa al cibocome a un discorso sociale specifico, che articola significati con un’efficacia sua propria. La prospettiva non è più il lessico mala grammatica: come il cibo entra in azione con una sua peculiare logica di articolazione, sul duplice piano delle cose e delpensiero, dei gesti e delle idee. In una prospettiva come questa l’obiettivo della ricerca semiotica diventa quello di ricostruirei sistemi di significazione che si associano all’alimentazione ma che non provengono unicamente da ciò che è edibile. Prodotticulturali quanto mai diversi (strumenti di cucina, pubblicità, trasmissioni televisive, guide, ricettari, blog, film, spazi dellaristorazione) potranno essere analizzati come “testi” attraverso una metodologia semiotica di matrice strutturalista, percomprendere come il cibo funzioni, attivando un meccanismo linguistico in quanto forza sociale capace di una precisa azionepolitica. Specifica attenzione, in linea con la cosiddetta “netnography”, sarà riservata ai dialoghi mediatici spesso conflittuali ecomunque polemici all’interno dei social network come Facebook, pieno di ‘pagine’ di comunità più o meno deliranti di amantidella cucina – ovviamente sullo sfondo dei media tradizionali e delle pratiche sociali concomitanti.

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva2/5/172/4/20