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Il progetto di ricerca si propone di focalizzare il tema della crisi dello Stato, e del diritto statale, presente oggi, in differenti modi e gradi, in particolare nel diritto pubblico e amministrativo, costituzionale, penale, tributario, comunitario, internazionale e nella teoria e filosofia del diritto. Tale tema non è certamente nuovo, ma sono sicuramente nuove le forme, le ragioni, le cause e gli effetti in cui tale crisi si configura nei nostri tempi.
Una delle novità è sicuramente dettata non solo dalla crescente importanza assunta dalla costituzione nei confronti di tutta la normativa statale – cosa che è ormai acquisita –, ma soprattutto dagli effetti che essa sta producendo nei confronti delle categorie giuridiche tradizionali. La ricerca, dunque, si apre con un interrogativo generale che costituirà lo sfondo dell’indagine: se e in che misura il costituzionalismo nei suoi sviluppi più recenti metta in crisi il ruolo dello Stato e del diritto statale. A quest’interrogativo non devono rispondere soltanto i costituzionalisti, poiché – com’è noto – i princìpi costituzionali hanno assunto un ruolo direttivo nei confronti di tutta l’articolazione del diritto, sicché dagli effetti costituiti dall’evoluzione delle scienze giuridiche settoriali si può inferire la portata effettiva dell’impatto che la costituzione ha avuto.
Accanto alla costituzione e al costituzionalismo come fattore di crisi dello Stato bisogna anche prendere in considerazione la crescente importanza assunta dal diritto comunitario e internazionale. Si sa che lo Stato entra in crisi quando non riesce a rispondere alle pressanti urgenze che provengono dalla società civile, ma queste istanze possono avere differente natura. Santi Romano, nel suo tempo, le individuava nell’associazionismo e nel corporativismo, legati al mondo della produzione, dei mestieri e dell’economia, indifferente nei confronti del carattere territoriale dello Stato; oggi, un secolo dopo, la questione della territorialità e della spazialità del diritto è ancora attuale, ma essa è messa in crisi dall’emergere di “nuovi soggetti”: popoli, minoranze, capacità giuridica internazionale degli individui, della società civile, delle organizzazioni non governative, delle formazioni transnazionali e sovranazionali.
Il contrasto tra alcune prerogative classiche della sovranità statuale e la protezione degli interessi dei nuovi soggetti pone il problema del conflitto tra valori, interessi e principi contrastanti. Si pensi ad esempio – sul piano del diritto internazionale generale - al tradizionale contrasto tra diritto dei popoli all’autodeterminazione, da un lato, e, dall’altro, diritto degli Stati al rispetto della propria integrità territoriale, o al conflitto tra diritti fondamentali degli individui (persone fisiche e giuridiche) ed esigenze di sicurezza degli Stati, o al rispetto del principio di non-discriminazione ed eccezioni dettate da ragioni di carattere interno o di tutela della salute e dell’ambiente. Tali conflitti vengono di solito amministrati attraverso giudizi di bilanciamento o proporzionalità, la cui “tipizzazione” costituisce un problema comune a più ambiti giuridici.
La seconda parte del progetto di ricerca è dedicata in positivo all’individuazione degli aspetti nuovi più rilevanti che la trasformazione e destrutturazione del diritto statale ha prodotto all’interno degli istituti giuridici, delle categorie dogmatiche, dei concetti giuridici propri delle discipline interessate. L’ottica prescelta, che avrà il ruolo di punto di collegamento fra le differenti prospettive, è quella del principio di legalità. Questo di per sé è indipendente dallo Stato e, tuttavia, senza dubbio è stato il diritto statale con l’accentramento delle fonti del diritto ad assicurarne una formulazione e un’applicazione rigorosa. Basti qui solo notare che sul piano strutturale la legalità implica l’esigen

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La ricerca si articolerà in quattro obiettivi.
Il primo sarà quello d’individuare, con l’aiuto degli storici del diritto, alcune delle ragioni per cui oggi lo Stato moderno è in crisi e di saggiare se e in che senso esse siano differenti rispetto a quelle del passato. In particolare ci si soffermerà sul rapporto tra costituzione e Stato e sulla progressiva primazia della costituzione che è divenuta il criterio di legittimazione del diritto interno e dei suoi rapporti con il diritto internazionale e comunitario, tenendo presenti le recenti sentenze della Corte costituzionale.
Il secondo obiettivo riguarda l’indagine sulle connessioni tra la crisi dello Stato e il principio di legalità. La costituzionalizzazione del diritto, nella misura in cui ha introdotto in esso il principio personalistico che è la radice del pluralismo, lo rende sempre meno generalizzabile. Un’eguaglianza configurata come giustificabilità della discriminazione pone il problema della tipicizzazione dei giudizi di ragionevolezza. La ricerca verificherà come operi il principio di legalità nei rapporti fra autorità pubblica e cittadini in tutti i settori del diritto qui interessati (tra l’altro, anche in relazione alle prestazioni patrimoniali imposte ai soggetti che, manifestando una capacità contributiva, sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche). Il rapporto fra costituzione, legge e provvedimento amministrativo consentirà di ricostruire lo svolgimento dell’azione amministrativa in considerazione di quelle riforme che hanno previsto la diffusione dei principi di sussidiarietà (verticale ed orizzontale), adeguatezza e proporzionalità. Una parte apposita sarà dedicata alle connessioni e interdipendenze tra crisi dello Stato e crisi della legalità in materia penale.
Il terzo obiettivo della ricerca è quello di fare un inventario, certamente non esaustivo, delle nuove forme di giuridicità che emergono nel diritto contemporaneo. Accanto all’attenzione nel diritto costituzionale per il ruolo dei princìpi e nel diritto amministrativo per gli influssi provenienti dai sistemi di governance, ci si prefigge di indagare il reale impatto sulla vita giuridica internazionale dei c.d. “nuovi attori”, in particolare per ciò che attiene ai procedimenti di formazione delle norme internazionali. Parallelamente, bisognerà verificare se l’aumentato protagonismo di tali soggetti si accompagni o meno alla riduzione del ruolo tradizionalmente giocato in quest’ambito dagli Stati sovrani.
L’ultimo obiettivo riguarderà una rinnovata riflessione sul compito attuale del giurista e della scienza giuridica stessa. Si parla giustamente di una funzione costituzionale del giurista ed opportunamente Häberle ha richiamato l’attenzione alla cultura costituzionale come nuovo punto di riferimento di comunanza del sapere giuridico. Tuttavia è dubbio quali rapporti quest’opera di cultura giuridica debba avere nei confronti della tradizione della dogmatica giuridica.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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