BANCHE E MEZZOGIORNO: UN PROBLEMA APERTO E UNA POSSIBILE SOLUZIONE PER LO SVILUPPO ECONOMICO

    Progetto: Research project

    Dettagli progetto

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    In questo progetto di ricerca si vuole affrontare l’argomento riguardante il sistema bancario più adatto a sostenere lo sviluppo economico del Mezzogiorno. Allo stato vi sono fondamentalmente due orientamenti di ricerca. Uno fa capo a M. Messori dell’Università di Roma Tor Vergata e l’altro è guidato da P. Alessandrini dell’Università di Ancona (tra gli altri c'è A. Giannola dell'Università di Napoli). Per Messori ed altri per lo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno occorre una banca che sappia svolgere funzioni di corporate finance e di investiment banking, nella sostanza occorre una banca per il Sud, che potrà avere sede legale anche nel Nord. Ciò che conta è soprattutto un’offerta di servizi di finanza innovativa (corporate finance e investiment banking) che manca nel Sud; più che di nuove banche il Sud ha bisogno di nuovi banchieri. Secondo gli economisti di Ancona, guidati da P. Alessandrini è necessaria una banca nel Sud, cioè che abbia l’alta direzione e le funzioni più qualificate nel Mezzogiorno. Le linee orientative della ricerca propendono per l’impostazione del gruppo di studiosi dell’Università di Ancona (ed A. Giannola) che, focalizzando l’interesse per la banca locale, in considerazione del fatto che la modernizzazione del sistema bancario, indica una banca che, oltre a raccogliere depositi ed erogare prestiti, sappia promuovere lo sviluppo in modo innovativo, cioè con spirito e impegno, pertanto è necessario che il ceto bancario sia radicato nel territorio e sia espressione della classe imprenditoriale locale ed in grado di attuare una politica selettiva del credito che rilanci lo sviluppo nel Mezzogiorno. Il territorio è assunto come chiave interpretativa dell’evoluzione del sistema bancario. La crisi del sistema bancario meridionale, manifestatasi alla fine degli anni ottanta, ha determinato, nel tempo, l’ingresso di banche del Centro-Nord nelle regioni del Mezzogiorno. L’ingresso delle imprese bancarie del Centro-Nord aveva anche l’intento di realizzare un forte coinvolgimento del sistema bancario nei sistemi produttivi regionali di questa area, tuttavia ben poco è stato realizzato di quanto sperato. Si è assistito ad un assorbimento da parte del sistema bancario del Centro-Nord del sistema bancario meridionale, determinando un sistema finanziario più solido, ma non ha dato un contributo soddisfacente per il finanziamento delle imprese del meridionali. Si è constatata spesso una riluttanza delle banche esterne di incidere sui nodi strutturali, a svolgere un ruolo innovativo e di rilancio dell’area, a causa in parte delle accentuate asimmetrie informative, che penalizzano il mercato del credito. Si può affermare pertanto che non è sufficiente stimolare il mercato per conseguire risultati di equilibrio soddisfacente.

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    Obiettivi Modelli di crescita recenti hanno posto in rilievo che il sistema finanziario di una determinata area è uno dei principali fattori di propulsione dell'economia. In modo specifico l'intermediario finanziario bancario svolge le seguenti funzioni tipiche che sono : la selezione, il finanziamento e il monitoraggio dei progetti di investimento e delle attività socialmente efficienti, l'offerta di un'ampia gamma di servizi volti a razionalizzare la gestione finanziaria delle imprese. L’intento di questo contributo è quello di sostenere che lo sviluppo del Mezzogiorno passa attraverso le banche meridionali cosiddette “Locali”, non nel senso giuridico e statistico, ma nel senso di banche di “riferimento”, cioè che dovranno avere il ruolo da protagoniste, d’agente locale di sviluppo, di organismi che abbiano una forte relazione di interdipendenza con l’economia dell’area di riferimento. Le linee di intervento indicate dovrebbero promuovere delle relazioni di clientela che riducano il rischio, il razionamento del credito e le asimmetrie informative tra aziende, industrie, sane e banche efficacemente orientate allo sviluppo del territorio. Si tratta di un Istituto di credito che, indipendentemente dalla dimensione, sappia giocare un ruolo attivo a livello di area di insediamento, ponendo un legame preferenziale e non un rapporto prigioniero della banca o dell’impresa. Si tratta di promuovere un modello di relationship banking (R. B.) che in passato è stato scarsamente seguito dalle banche meridionali e italiane in genere. Si tratta di linee di intervento che costituiscono aspetti tra loro complementari e fondamentali per promuovere delle relazioni di clientela che riducono il rischio, il razionamento del credito e le asimmetrie informative tra aziende, industrie, sane e banche efficacemente orientate allo sviluppo del territorio. A fronte di questi eventi, le esigenze da salvaguardare sono fondamentalmente due: 1) offrire maggiori opportunità al risparmio meridionale di finanziare lo sviluppo locale, 2) fare in modo che l’impiego di tale risparmio abbia una reale efficacia nel promuovere lo sviluppo nel Mezzogiorno e così usufruire di ritorni sufficienti per alimentare con continuità il finanziamento del sistema. In sostanza in questo progetto di ricerca si vuole dimostrare l’esistenza di una relazione biunivoca tra una intermediazione finanziaria realizzata tramite una banca “Locale” di matrice schumpeteriana e sviluppo economico nel Mezzogiorno collegato all'esistenza di iniziative imprenditoriali di successo. Metodi Il territorio è assunto come chiave interpretativa dell’evoluzione del sistema bancario. L’attività bancaria nelle aree più economiche sviluppate non è la stessa che in quelle a ritardo di sviluppo. Nel Mezzogiorno è molto importante la vicinanza dei centri decisionali della banca al territorio che serve a migliorarne la performance. La vicinanza al territorio della direzione è fondamentale, consentendo di conoscere il contesto sociale particolarmente complesso, migliorando le capacità allocative, riducendo le sofferenze bancarie, aumentando l’efficienza di costo e di ricavo per il tasso di crescita degli impieghi alla clientela e stimolando lo sviluppo. Si tratta di promuovere un modello di relationship banking (R. B.) che in passato è stato scarsamente seguito dalle banche meridionali e italiane in genere. Si tratta di linee di intervento che costituiscono aspetti tra loro complementari e fondamentali per promuovere delle relazioni di clientela che riducono il rischio, il razionamento del credito e le asimmetrie informative tra aziende, industrie, sane e banche efficacemente orientate allo sviluppo del territorio. Nell’ambito della letteratura economica vi è un orientamento per il quale le banche popolari e cooperative soddisfano il requisito di banche locali (anche se inserite in reti più ampie).
    StatoAttivo
    Data di inizio/fine effettiva1/1/04 → …

    Fingerprint

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