Arte e aisthesis: forme dell'esperienza

Progetto: Research project

Description

Il dibattito estetologico contemporaneo muove dalla presa d'atto della messa in crisi generale degli assetti entro i quali, nella modernità, l'estetica si è costituita come disciplina filosofica. Tale crisi riguarda anzitutto il progressivo esaurimento della funzione svolta dal sistema delle arti, cioè da quel sistema di relazioni fra le pratiche artistiche e i loro fondamenti teorici costituitosi nel corso del Settecento, e progressivamente entrato in crisi fra Otto e Novecento nel corso di una serie di tappe teoriche cui l'unità di ricerca intende dedicare specifica attenzione. La crisi dell'impianto moderno dell'estetica si è inoltre consumata sul versante dell'esemplarità dell'arte quale referente prioritario della riflessione estetica - e si tratta di una storia in parte connessa alla precedente, segnata dai contributi di grandi protagonisti del pensiero moderno, da Kant, a Hegel, da Schopenhauer a Nietzsche - e riguarda, ancora, i nessi fra “aisthesis” ed esperienza. Anche di questa vicenda teorica occorrerà seguire alcuni passaggi, dall'originaria fondazione baumgarteniana dell'estetica in quanto scienza della conoscenza sensibile, sino alle prospettive novecentesche dell'esperienza estetica, per il tramite della congiunzione (Mendelssohn, le estetiche romantico-idealistiche) fra sistema dell'arte e teoria estetica.Su queste basi occorrerà ritornare a interrogarsi su alcune figure centrali dell'estetica del Novecento (ad es. Dewey e la congiunzione fra arte ed esperienza, oppure i modelli di configurazione dell'esperienza che emergono già a partire dai primi decenni del Novecento tanto nel dibattito psicologico che nell'antropologia filosofica), per approdare ad alcune delle esperienze salienti della contemporaneità, tanto nel campo delle “nuove” pratiche estetiche, quanto nel campo dell'indagine teorica. L'unità di ricerca palermitana intende sviluppare le proprie indagini tanto sul versante che riguarda le nuove pratiche estetiche dei mass media, il design, la moda, la performance, il ripensamento contemporaneo dei modi della fruizione museale, quanto sul versante del gradiente teorico della riflessione, mirando a far oggetto di analisi sia le riflessioni teoriche che si sono sviluppate a contatto con le pratiche artistiche e che prioritariamente gravitano nel campo del ripensamento dello statuto e delle funzioni dell'immagine, che i tentativi di configurazione di una “nuova estetica” (bioestetica, estetica ambientale ed estetica delle atmosfere, riproposizione dei temi dell'esperienza e del piacere estetico).Si prospetta dunque un’articolazione del progetto che preveda:1) Ricognizione e ricostruzione critica dei presupposti storiografici del progetto: tale aspetto della ricerca intende valorizzare i risultati della ricerca italiana degli ultimi anni e al tempo stesso potenziare le interazioni con il dibattito internazionale; 2) Una linea di ricerca che, a partire dalle origini dell’estetica funzionalista, rintracciabili nelle riflessioni dell’architetto Louis H. Sullivan e della Scuola di Chicago, indaghi il dibattito funzione/ornamento, sviluppatosi tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento tra Stati Uniti ed Europa sia in campo architettonico che nel design;3) Una messa a punto delle questioni teoriche che gravitano intorno alle pratiche artistiche contemporanee (video-arte, net-art, arte elettronica, computer-art), le quali, segnando il passaggio dalla “contemplazione” all’“interazione estetica”, rendono più labili i confini tra la figura del “creatore” e quella del fruitore, sempre più coinvolto a coadiuva

Layman's description

L'unità locale palermitana si propone un lavoro di raccordo e valorizzazione organica fra le indagini svolte dalla comunità scientifica italiana ed europea sui principali gradienti storici del complesso problematico oggetto del progetto di ricerca, approfondendo e valorizzando in tal senso le analisi relative ad alcuni aspetti dell'assetto storico e teorico fra Sette e Ottocento; saranno inoltre oggetto della ricerca alcune configurazioni novecentesche del problema, in modo specifico in relazione alla scienza dell'arte, all'antropologia filosofica, alla definizione del paradigma gestaltista in psicologia. Tale attività di raccordo, inoltre, si svilupperà tenendo conto dell’importanza attribuita dall’unità locale alla ricostruzione delle teorie psicologiche che orientano impostazione, definizione, analisi delle questioni riguardanti l’arte e l’estetica sia per come esse si sono presentate nella storia delle idee sia nella contemporaneità.In tal senso l’unità palermitana intende promuovere iniziative di coordinamento fra gli studiosi di tutte le unità locali del presente progetto di ricerca e figure di primo piano del dibattito estetologico contemporaneo, tanto nell’ambito europeo che in quello analitico statunitense; si procederà quindi all’organizzazione di seminari e giornate di studio tematiche, alla pubblicazione di testi rappresentativi del dibattito internazionale, all’organizzazione di un convegno internazionale.Contestualmente alle indagini storiche, occorrerà ripensare in funzione dell'attuale ridefinizione disciplinare dell'estetica il contributo di alcune figure centrali dell'estetica del Novecento (referenti per questo aspetto della ricerca: Russo, Crescimanno). Così ad esempio a partire dall'opera di Dewey occorrerà sperimentare le implicazioni e le ricadute sull'impianto disciplinare complessivo dell'estetica della congiunzione fra arte ed esperienza, e ciò varrà anche a proposito dei modelli di configurazione dell'esperienza che emergono già a partire dai primi decenni del Novecento tanto nel dibattito psicologico che nell'antropologia filosofica. E ciò varrà sia per la considerazione in cui la psicologia scientifica ha tenuto quegli aspetti della sensibilità attribuiti dalla filosofia all’esperienza estetica ai fini della formulazione di modelli scientifici dell’esperienza, sia per l’analisi critica della esperienza uomo-ambiente promossa, più tardi, dagli esponenti dell’antropologia filosofica. Per quanto riguarda l'ambito della contemporaneità, la ricerca si orienterà tanto in direzione delle nuove pratiche estetiche, quanto nel campo dell'indagine teorica. A partire dal saggio di Benjamin, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica (1936), prende le mosse una linea di ricerca (Russo, Di Stefano) volta a individuare le trasformazioni dell’arte nell’epoca attuale, in cui il digitale ha trasformato il modi di “creare” e di fruire l’opera d’arte. La figura tradizionale del genio, di ascendenza romantica, entra in crisi e lascia il posto ad attività collettive in cui intervengono competenze diverse che l’autore si limita a coordinare. Oggi si assiste al declino della techne, della perizia manuale, l’artista opera su immagini già esistenti, modificandole e trasformandole – anche con strumenti informatici. Infine anche il ruolo del fruitore subisce drastici mutamenti, sempre più spesso chiamato ad intervenire, attivamente, sull’opera d’arte che da forma statica e definita si trasforma in una immagine reattiva ai gesti del pubblico. In questo senso l’estetica come “scienza della conoscenza sensibile” nell’ac

Key findings

Scienze socioeconomiche e umane
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/09 → …