Aristocrazia vecchia e nuova nella Sicilia moderna (secc. XVI-XIX)

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Le ricerche più recenti sul tema mettono in evidenza come la classe dirigente siciliana dell'età moderna, pur mantenendo nella nobiltà titolata i suoi modelli diriferimento sociali e culturali, sia un gruppo composito, formato da feudatari - che si vanno gradualmente trasformando in puri grandi proprietari terrieri -,mercanti, ex-gabelloti, professionisti e possidenti. Inoltre, le modalità di accesso a questo eterogeneo gruppo aristocratico sono sempre più legate, specialmente dallafine del XVI secolo, alla grande disponibilità di mezzi finanziari. A causa delle crescenti difficoltà economiche, la monarchia spagnola fece infatti largo uso delconferimento - in pratica, della vendita - di titoli nobiliari, accompagnato, nel corso del secondo e terzo decennio del Seicento, da importanti alienazioni digiurisdizioni e del suo demanio.L'esigenza di un'immagine più articolata dell'aristocrazia siciliana, non più concepita come semplicemente schiacciata su un contesto rurale dominato dalla "anticafeudalità", è un importante risultato delle ricerche svolte degli ultimi decenni in ambito siciliano, che si pone sostanzialmente in linea con le ultime acquisizioni dellastoriografia sull'aristocrazia del Mezzogiorno.Le sollecitazioni che provengono dai nuovi studi sulla nobiltà europea, inoltre, hanno recentemente messo in discussione la categoria di "crisi" del gruppo nobiliarenel corso dell'età moderna; si potrebbe anzi pensare a un'aristocrazia siciliana che sopravvive e si rafforza politicamente e socialmente, al di là dei cambiamentidinastici e fin oltre l'abolizione della feudalità nel 1812, grazie a un continuo e profondo rinnovamento interno e alla grande adattabilità ai mutati scenari storici,fino a potersi collegare alla cosiddetta "aristocrazia del capitale" del tardo secolo XIX.La finalità della ricerca è quella di ricostruire una sorta di mappa della mobilità sociale dell'aristocrazia siciliana - laica ed ecclesiastica, feudale e cittadina - lungoi secoli dell'età moderna, orientando le indagini bibliografiche e archivistiche sui seguenti temi e problemi:a) composizione della feudalità parlamentare (titolari e feudi); in particolare si concentrerà l'attenzione sulla feudalità ecclesiastica per individuare i titolari deibenefici di patronato reale, i loro eventuali legami con la feudalità laica - parentela e comuni interessi politici ed economici - e il loro rapporto con il potere centrale;b) "mercato della nobiltà", ovvero i meccanismi della vendita dei titoli nobiliari - da quelli più prestigiosi, appoggiati su feudi che davano accesso al seggioparlamentare, a quelli meno importanti di "don" - da parte della Corona spagnola, al fine di delinearne l'andamento (quantità di titoli venduti, prezzi, svalutazione,ecc.) e rintracciare le identità e le strategie, sociali ed economiche, degli acquirenti siciliani (burocrati, mercanti, militari, amministratori locali, professionisti,gabelloti, ecc.);c) ricostruzioni prosopografiche su alcune famiglie aristocratiche siciliane che si sono particolarmente distinte per la complessità elle strategie parentali e clientelarie per una tanto rapida, quanto a volte effimera ascesa sociale;d) "processi di nobiltà" - istruiti per i cavalieri isolani dagli ordini militari italiani (in particolare Malta e S. Stefano) e castigliani (Alcantara, Calatrava e Santiago)- specchio fedele di fenomeni di mobilità sociale che coinvolgono la società tutta e di un ceto aristocratico in continua evoluzione;e) l'aristocrazia siciliana dell'800, con le sue continuità/discontinuità rispetto ai secoli precedenti - aristocraz

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La finalità della ricerca, a partire dalle indicazioni storiografiche dello "stato dell'arte", è di ricostruire una sorta di mappa della mobilità sociale dell'aristocrazia siciliana - laica ed ecclesiastica, feudale e cittadina - lungo i secoli dell'età moderna. a) Una prima fase della ricerca avrà quindi come oggetto un censimento della feudalità parlamentare (titolari e feudi), attraverso una schedatura il più possibile puntuale dei parlamenti del Regno (Protonotaro del Regno, Archivio di Stato di Palermo). In particolare si concentrerà poi l'attenzione sulla feudalità ecclesiasticaper individuare i titolari dei benefici di patronato reale, i loro eventuali legami con la feudalità laica - parentela e comuni interessi politici ed economici - e il lororapporto con il potere centrale (viceré, corte, Consejos); a tal fine la fonte indagata sarà soprattutto quella delle Sacre Regie Visite, conservate nel fondo Conservatoria del Real Patrimonio dell'Archivio di Stato di Palermo, e la documentazione presente nel fondo Patronato Real (sezione Real Patronato eclesiastico)dell'Archivo General de Simancas. Ulteriori ricerche archivistiche potranno essere realizzate presso l'Archivio Segreto Vaticano, al fine di chiarire quale fosse ilruolo della Chiesa di Roma nella scelta e/o designazione dei titolari dei benefici siciliani di patronato reale, e per il periodo sabaudo e asburgico presso i fondi Sicilia (presso l'Archivio di Stato di Torino) e Italien-Spanischer Rat (presso l'Haus-Hof-und Staatsarchiv di Vienna).b) Parallelamente, un altro filone della ricerca riguarderà il "mercato della nobiltà", ovvero i meccanismi della vendita dei titoli nobiliari - da quelli più prestigiosi, appoggiati su feudi che davano accesso al seggio parlamentare, a quelli meno importanti di "don" - da parte della Corona spagnola, al fine di delinearne l'andamento (quantità di titoli venduti, prezzi, svalutazione, ecc.) e rintracciare le identità e le strategie, sociali ed economiche, degli acquirenti siciliani (burocrati, mercanti, militari, amministratori locali, professionisti, gabelloti, ecc.). In particolare sarà interessante studiare l'evoluzione delle strategie aristocratiche di ascesa sociale tra '500 e '600: da un attivo impegno nelle campagne contro l'avanzata turca, a un sempre più significativa partecipazione negli investimenti finanziari, tanto a livello centrale (Regno) quanto a livello locale (comunità). A questo proposito le fonti documentarie si possono reperire presso l'Archivo Historico Nacional di Madrid (fondo Estado), l'Archivo General de Simancas (fondi Estado, Secretarias Provinciales, Visitas de Italia), l'Archivio di Stato e l'Archivio Storico Comunale di Palermo.c) I dati reperiti grazie alle ricerche di cui ai punti precedenti verranno poi incrociati con indagini prosopografiche su alcune famiglie aristocratiche siciliane (per esempio i Bologna e i Notarbartolo) che si sono particolarmente distinte per la complessità delle strategie parentali e clientelari e per una tanto rapida, quanto avolte effimera (è il caso dei Di Giovanni di Messina), ascesa sociale; le fonti di riferimento saranno alcuni archivi familiari conservati presso l'Archivio di Stato di Palermo (fra gli altri: Camporeale, Notarbartolo, Alliata e Gravina Cruillas).d) Una visione più onnicomprensiva di tutta l'aristocrazia siciliana (feudale, cittadina, provinciale) sarà poi offerta dai "processi di nobiltà" - istruiti per i cavalieri isolani dagli ordini militari italiani (in particolare Malta e S. Stefano) e castigliani (Alcantara, Calatrava e Santiago) e conservati pres
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva9/22/089/22/10