Appartenenza, cittadinanza sovranazionale, diritti

Progetto: Research project

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La ricerca intende affrontare un nodo problematico presente nella ormai ampia pubblicistica circa la cittadinanza europea. È possibile una forma di cittadinanza sovranazionale? In che senso tale forma di appartenenza all'Unione Europea integra, ma non sostituisce, la cittadinanza nazionale? È possibile costruire un popolo europeo soltanto attraverso un processo di integrazione di ordinamenti giuridici, senza una forte partecipazione democratica? In generale, la ricerca vorrebbe analizzare diverse questioni. In primo luogo, come diverse teorie della politica, liberalismo, nazionalismo liberale, cosmopolitismo, federalismo, hanno interpretato il processo di costruzione, incompleto come sappiamo, di una cittadinanza sovranazionale. In secondo luogo, si intende analizzare diverse nozioni di appartenenza politica, una nozione naturalistica, una nozione giuridica, una nozione costruttivista, così come le diverse concezioni del termine “popolo”. Le due questioni affrontano il tema della cittadinanza europea da una prospettiva teorica, ma vorremmo integrare la ricerca con due altre analisi. La prima è un’analisi normativa del progetto di costruzione di una cittadinanza europea, in particolare quanto tale progetto sia coerente, o non soffra della presenza di diversi modelli di giustificazione dell’impresa di integrazione degli ordinamenti nazionali. In particolare vorremmo analizzare le diverse giustificazioni, e critiche, degli istituti della cittadinanza europea all’interno del dibattito circa forme di legittimazione tramite diritti, e forme di legittimazione tramite strumenti di democrazia rappresentativa. La seconda è una disamina della dialettica tra “chiusura” e “apertura” della cittadinanza europea rispetto agli stranieri extracomunitari. La cittadinanza come istituto giuridico implica sempre una forma di esclusione nei confronti dei non cittadini. Cercheremo però di focalizzare i termini della discussione tra sostenitori di una versione chiusa della cittadinanza europea, sia a livello di ingressi sia a livello di riconoscimento di diritti anche ai non cittadini, e sostenitori di una forma aperta di cittadinanza in cui l’appartenenza ad un popolo non costituisca un dato di fatto, ma una decisione politica che può essere messa in discussione anche a partire dai valori caratteristici dell’impresa di costruzione di una entità politica sopranazionale come l’Unione Europea: la non-discriminazione tra i cittadini comunitari e la tutela delle pluralità delle culture

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Con questa ricerca si intende in primo luogo presentare una ricostruzione del dibattito sulla natura della cittadinanza europea a partire dalla chiarificazione di concetti “essenzialmente contestati” come popolo, cittadinanza, appartenenza, partecipazione politica. In secondo luogo si vuole presentare una ricostruzione del processo di codificazione dei diritti del cittadino europeo attraverso lo studio delle direttive e delle comunicazioni della Commissione, e l’analisi di alcune sentenze della Corte di Giustizia che secondo una certa dottrina hanno contribuito alla formazione di una cittadinanza sovranazionale nonostante un certo affanno nel processo di modifica dei Trattati. In questo modo si intende rispondere alla domanda se con l’Unione Europea si stia assistendo ad una nuova forma di costruzione di unità politiche attraverso specifiche forme di integrazione tra gli ordinamenti. In ultimo, si vorrebbe analizzare se, e se sì come, le politiche comunitarie abbiano influenzato la modifica in senso restrittivo della normativa italiana sull’ingresso e il soggiorno degli stranieri comunitari. Si vuole in altre parole rispondere alla domanda se la costruzione di una cittadinanza europea abbia avuto come conseguenza l’inasprimento della normativa al fine di costruire, e mantenere, una “fortezza Europa”. I risultati della ricerca saranno oggetto di una pubblicazione, eventualmente di carattere monografico. Metodologie. La ricerca seguirà un approccio metodologico duplice. Da una parte una analisi del linguaggio dei soggetti al processo di costruzione della cittadinanza europea, dall’altra uno studio metateorico sulle presupposizioni delle dottrine su tale istituto. In primo luogo bisognerà seguire una metodologia di analisi del significato che punti a definizioni che non si limitino a riscontrare un significato reale alle espressioni oggetto della ricerca, ma che intendano “ridefinire” il dibattito in modo da eliminare i rischi di equivocità e vaghezza che analisi sul significato di termini dal forte contenuto valoriale (come popolo, cittadinanza, appartenenza) presentano. L’oggetto di tale attività sarà non solo il discorso dottrinale, ma anche il discorso del legislatore, pur nella difficoltà di individuare tale figura nella complessa istituzione della Unione, e della Corte di giustizia. In secondo luogo intendiamo evidenziare la struttura delle argomentazioni morali presentate dalle varie dottrine che forniscono una giustificazione della cittadinanza europea: se si tratta di argomentazioni che partono dal riconoscimento di diritti e valori ritenuti già cogenti moralmente, o se tali dottrine assumono come inevitabili forme di particolarismo del catalogo dei diritti e dei valori.
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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