"Anisakis e acquacoltura: indagini sulla presenza di parassiti anisakidi nei prodotti di allevamento e prevenzione da affezioni allergologiche nel settore dell'acquacoltura"

Progetto: Research project

Dettagli progetto

Description

Anisakis ed altri nematodi appartenenti alla famiglia Anisakidae figurano tra gli agenti zoonotici di recente conoscenza. La patologia causata dai suoi parassiti, l’Anisakiasi, comporta innumerevoli affezioni patologiche che possono sfociare anche a forme croniche di occlusione intestinale e difficoltà nello svuotamento gastrico. Negli ultimi anni Anisakis è stato riconosciuto come causa di fenomeni allergici (sindrome orticaria angioedema, rinite, congiuntivite, shock anafilattico) sia in seguito ad ingestione che a manipolazione di pesce infestato. Si pensa che una parte dei casi classificati come “allergia al pesce” potrebbero essere dovuti alla presenza di tale parassita. La diffusione del parassita fra i pesci e la carenza di lavori pubblicati fanno ritenere che la sua potenzialità allergologica sia stata finora sottovalutata. Antigeni di superficie, che sarebbero espressi sia dalle larve vive che dalle larve uccise o inattivate dai trattamenti termici o conservativi, vengono ritenuti responsabili, in soggetti esposti, di ipersensibilità IgE-dipendente, sia in seguito a contatto o inalazione di allergeni, sia in seguito a consumo di pesce infestato o alimentato da farine contenente tale parassita. Circa il 90% delle farine di pesce adibite all’acquacoltura è costituita da prodotti di eviscerazione di diverse specie ittiche: l’aringa, il melu (Micromesistius potassou), l’acciughe e pesci appartenenti al genere Trachurus spp. Eclatante è stato il caso riportato in letteratura riguardo la positività ad Anisakis spp. in soggetti che avevano ingerito del pollo, alimentato da farina di pesce, durante i pasti. E’ da evidenziare l’interesse della comunità scientifica e delle Autorità Europee sul problema del rischio allergologico da parassiti. In un recente documento dell’EFSA sulla valutazione dei rischi dovuti alla presenza di parassiti nei prodotti ittici (Scientific Opinion on risk assessment of parasites in fishery products EFSA Journal 2010; 8(4):1543), si conclude che nessuna area adibita alla pesca può ritenersi priva di larve di Anisakis. Infatti la maggior parte della fauna ittica si ritrova frequentemente parassitata conseguentemente alle abitudini alimentari e agli stili di vita condotti. Il prodotto della maricoltura italiana punta soprattutto sull’aspetto igienico sanitario e in generale qualitativo. Le norme comunitarie impongono già regole comportamentali e di management volte a garantire un prodotto sicuro per il consumatore e di fatto, i prodotti dell’acquacoltura europea forniscono le maggiori garanzie al mondo dal punto di vista igienico sanitario. Appare pertanto di notevole interesse, alla luce delle recenti indicazioni comunitarie, approfondire lo studio sulla presenza di questi parassiti in specie ittiche allevate in mare, potenzialmente esposte a tali infestazioni: ciò al fine di valutare la possibilità che il ciclo del parassita possa chiudersi in queste condizioni e conseguentemente, valutare il rischio legato a questo tipo di allevamento. Studi preliminari effettuati nell’ambito di una nostra precedente ricerca, mostrano la suscettibilità all’infestazione sperimentale da parte di forme larvali L3 di Anisakis, in Dicentrarchus labrax (spigole). Nel contempo verranno campionati e sottoposti a ricerche parassitologiche, prodotti della pesca pescati nelle vicinanze degli impianti di maricoltura, per valutare l’eventuale infestazione con larve di Anisakidae. Riteniamo inoltre opportuno, nell’ambito degli allevamenti di maricoltura oggetto della nostra ricerca, effettuare uno studio sull’origine degli stock allevati

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Il progetto propone di ottenere dati sulla presenza o meno d’infestazione da parte di anisakidi in specie ittiche quali spigole (Dicentrarchus labrax), orate (Sparus aurata), dentice (Dentex dentex), ricciola (Seriola dumeniri), allevate in-shore sulle coste siciliane, di ricercare mediante PCR-real time DNA di Anisakis nei mangimi per acquacoltura e di proporre misure di prevenzione nelle gabbie a mare sulla “entrata” di questi parassiti negli allevamenti, veicolati nelle gabbie da ospiti intermedi (crostacei) o paratenici (altre specie ittiche). Tale studio apporterà strumenti precisi nell’affrontare un iter di certificazione “Anisakis-free” degli allevamenti siciliani.

Key findings

Salute
StatoFinito
Data di inizio/fine effettiva1/1/1512/31/16