ANALISI DELLE CONDIZIONI OPERATIVE E DEI PARAMETRI COMPORTAMENTALI IN ROTATORIE NON CONVENZIONALI

Progetto: Research project

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I metodi tradizionali di analisi delle rotatorie cadono in difetto in presenza di schemi, nei quali l’organizzazione geometrica, unitamente alla molteplicità delle situazioni di traffico ed all’inserimento in contesti vincolati, induce comportamenti di guida anche molto distanti da quelli osservabili in rotatorie convenzionali. Quanto evidenziato interessa, in particolare, l’ambito urbano, dove le intersezioni a circolazione rotatoria risultano particolarmente diffuse e si caratterizzano per requisiti geometrico-funzionali spesso distanti da quelli propri delle rotatorie convenzionali. Uno dei maggiori ostacoli che si incontrano nell’analisi delle condizioni operative di questo tipo di intersezioni dipende dalla stessa molteplicità dei possibili schemi e dalla conseguente difficoltà di inquadrarne il funzionamento in un unico modello teorico.
A partire da queste considerazioni, la presente azione di ricerca è finalizzata a tracciare il percorso concettuale da seguire per analizzare le condizioni operative di rotatorie non convenzionali di grandi dimensioni (denominate in campo internazionale Multilane-Large-Diameter Roundabouts), per le quali i modelli basati sulla teoria del gap-acceptance non sono direttamente applicabili. Al contrario, le osservazioni di campo suggeriscono un approccio teorico-sperimentale che, pur muovendo da una base empirica, non rinuncia alla possibilità di generalizzazione offerta dai modelli teorici. L’applicazione a casi studio permetterà di illustrare come derivare il modello analitico della capacità a partire dai dati osservati. I risultati possono contribuire a sviluppare lo studio delle rotatorie in contesti fortemente vincolati, per le quali la specificità dell’organizzazione infrastrutturale non permette l’analisi delle condizioni operative e la valutazione delle prestazioni a partire dai metodi proposti dalla letteratura, calibrati su sistemazioni solo parzialmente assimilabili a quelle in esame.

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OBIETTIVI
Il programma di ricerca si propone di analizzare gli aspetti funzionali di intersezioni a circolazione rotatoria che per caratteristiche geometrico-funzionali e condizioni operative non risultano riconducibili a schemi convenzionali.
I metodi usuali per le intersezioni lineari (sia per gli schemi non semaforizzati, sia pure per le rotatorie tradizionali) basati principalmente sulla teoria del gap acceptance non possono essere applicati per esaminare gli aspetti operativi ed i parametri comportamentali delle rotatorie non convenzionali, perchè possono condurre risultati fortemente approssimati. Infatti, le condizioni operative di tali schemi, particolarmente nei contesti urbani, si caratterizzano per una componente fortemente casuale dovuta ai comportamenti trasgressivi degli utenti, cioè di utenti che cedono il proprio diritto di precedenza, ovvero di utenti che si immettono in intersezione ignorando il segnale di dare precedenza.
A partire dall’esame di un certo numero di casi studio (ovvero di intersezioni circolari con un’isola centrale di grande diametro della rete viaria di Palermo) si intende indagare la possibilità di sviluppare un modello di capacità per il particolare tipo di intersezione in considerazione, le quali presentano caratteristiche intermedie tra le rotatorie e le intersezioni lineari non semaforizzate.
Il principale obiettivo è, quindi, quello di sviluppare un modello generalizzato per analizzare, a partire dalle osservazioni macroscopiche delle condizioni di traffico, gli aspetti funzionali di rotatorie non convenzionali a grande diametro ed a più corsie in entrata e sulla carreggiata anulare. Questi schemi rotatori, che per geometria e condizioni operative risultano non convenzionali, ovvero non riconducibili a schemi tipici, saranno denominati nel prosieguo con l’acronimo MLLD (Multilane-Large-Diameter Roundabouts). Lo sviluppo del predetto modello generalizzato, nota la domanda di traffico, è finalizzato alla stima degli indici prestazionali di capacità per il tipo di rotatorie esaminate.
Le indagini di campo programmate potranno permettere di confermare l'ipotesi di partenza, ovvero che le intersezioni considerate risultano caratterizzate da condizioni operative in cui gli utenti non rispettano il sistema di regolazione vigente, ma negoziano le precedenze secondo uno schema di consenso alternato tra i veicoli circolanti lungo la carreggiata anulare e quelli in entrata, similmente a quanto accade nelle intersezioni regolate dal segnale di dare precedenza su tutti i bracci (All-Way-Stop-Controlled intersections). Tale tipo di intersezioni non ha finora trovato impiego in Italia, mentre è relativamente diffuso negli U.S.A.
Dal punto di vista applicativo, infine, il metodo d’analisi può rappresentare uno strumento di supporto nelle scelte di riqualificazione funzionale di intersezioni circolari esistenti in schemi rotatori tipici nell’ottica di ottimizzare le prestazioni.

METODI
La ricerca intende proporre nella seconda annualità lo sviluppo del percorso concettuale da seguire per l’analisi delle condizioni operative delle rotatorie MLLD, per le quali i modelli basati sulla teoria del gap-acceptance non sono direttamente applicabili. Al contrario, le osservazioni di campo, condotte in parte nella prima annualità, hanno suggerito un approccio teorico-sperimentale che, pur muovendo da una base empirica, non rinuncia alla possibilità di generalizzazione offerta dai modelli teorici. Inoltre, a partire dalle immagini acquisite nelle osservazioni di campo, è stato possibile dedurre alcune informazioni sul comportamento degli utenti sfruttando l’impiego di un sistema di monitoraggio e di elaborazione delle sequenze video disponibile presso il Dipartimento di afferenza.
Sotto il profilo metodologico, l’approccio proposto si basa sull’esame delle condizioni di traffico che caratterizzano la categoria esaminata di rotatorie non convenzionali
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/07 → …

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