Alla ricerca delle cause dell’insuccesso matematico: lo studio dei processi di inibizione automatica e controllata.

Progetto: Research project

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Negli ultimi anni, l’interesse di numerosi ricercatori si è orientato allo studio dei fattori disfunzionali responsabili di una particolare patologia dell’apprendimento scolastico nota come discalculia evolutiva. Con questo termine ci si riferisce ad un problema specifico nell’acquisizione della simbologia numerica e dei processi di calcolo, che alcuni bambini evidenziano nel corso della scuola primaria nonostante posseggano un livello cognitivo generale nella norma e siano soggetti ad un’adeguata stimolazione culturale.
Una delle ipotesi che assume sempre maggiore rilevanza nella letteratura sull’argomento, si riferisce ad una disfunzione, nei bambini discalculici, del processo di selezione delle informazioni e di inibizione delle informazioni irrilevanti.
Tali difficoltà potrebbero influenzare negativamente una serie di abilità matematiche di base, come la denominazione di un numero presentato isolatamente o in mezzo ad altri distrattori, fino allo svolgimento di abilità piuttosto complesse come selezionare l’informazione rilevante per lo svolgimento e la soluzione di un problema matematico.
Ciò che ancora non risulta chiaro, tuttavia, è la natura dei processi inbitori che risultano compromessi nei bambini discalculici. Infatti, se buona parte della letteratura ha esplorato i cosiddetti processi inibitori di tipo controllato, che richiedono uno sforzo attentivo e consapevole, nessuno studio ha ad oggi esplorato il funzionamento dei processi inibitori di tipo automatico, che si verificano in assenza di controllo consapevole da parte del soggetto. Ulteriore elemento da chiarire, infine, è se le difficoltà di inibizione si verifichino solo in presenza di informazione numerica o se coinvolgano invece anche altri tipi di materiale.
La presente ricerca, pertanto, mira allo studio dei processi di inibizione automatica e controllata in compiti che utilizzano sia materiale linguistico che numerico. A tale scopo, la prestazione di un gruppo bambini discalculici ad una serie di prove sperimentali appositamente predisposte, sarà confrontata a quella di un gruppo di soggetti con abilità di calcolo nella norma, appaiati ai primi per genere, età e livello cognitivo.

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Base di partenza scientifica
Diversi studi hanno evidenziato che i bambini discalculici manifestano con una certa regolarità delle difficoltà in prove di memoria di lavoro (Baddeley, 1986) che coinvolgono la cosiddetta componente “esecutivo centrale” (Bull e Johnston, 1997; Mclean e Hitch, 1999; Passolunghi e Siegel, 2001; D’Amico e Guarnera, 2005).
Un aspetto saliente della funzione esecutiva, è la capacità di selezionare le informazioni rilevanti allo svolgimento di un compito e di inibire tutte le altre informazioni contestualmente presentate. Alcuni studi suggeriscono una compromissione di tale capacità di selezione ed inibizione nei bambini con discalculia, che determina spesso errori di “intrusione” di materiale irrilevante nel ricordo, e che sono verosimilmente alla base del loro insuccesso in compiti di problem solving matematico. Miyake, Friedman, Emerson, Witzki e Howerter (2000) hanno tuttavia sottolineato che esistono processi di inibizione di tipo automatico, che si verificano quindi in assenza di un controllo consapevole da parte del soggetto, e processi di inibizione di tipo controllato, che richiedono uno sforzo attentivo e consapevole. Mentre buona parte della letteratura sembra aver esplorato il funzionamento dei processi di inibizione controllata (van der Sluis, de Jong, van der Leij, 2003), poco si sa del funzionamento dei processi di inibizione automatica dei soggetti con discalculia. Inoltre, la seconda questione che merita di essere approfondita, riguarda la natura del materiale che viene utilizzata nei suddetti compiti. Infatti una crescente letteratura sembra suggerire che uni dei markers della discalculia sia anche la particolare lentezza nello svolgimento di compiti anche molto semplici, come il compito di denominazione veloce di cifre e numeri (Geary, 1993; Bull e Johnston, 1997; Geary, Hamson e Hoard, 2000; Landerl, Bevan, Buttherworth, 2004; D’Amico, Scolaro e Passolunghi, 2005), che non sempre si manifesta in analoghi compiti che utilizzano materiale linguistico.

Obiettivi
Obiettivo della presente ricerca è lo studio dei processi automatici e controllati di inibizione delle informazioni irrilevanti in un gruppo di bambini discalculici confrontati ad un gruppo di soggetti con abilità di calcolo nella norma. A tal fine, in entrambi i gruppi di soggetti sarà studiato l’effetto del priming negativo, utile allo studio dei processi di inibizione automatica, e dello stroop numerico, utile allo studio dei processi di inibizione controllata.

Metodo
Soggetti
Saranno coinvolti nella ricerca circa 200 bambini del secondo ciclo della scuola primaria. Mediante la somministrazine di approsite scale di valutazione, dall'intero gruppo sarà selezionato un sottogruppo di soggetti con Difficoltà Specifiche di Calcolo (DSC), ma con abilità verbali e non verbali nella norma ed adeguate capacità di lettura. Mediante procedura di appaiamento, si procederà alla formazione di un Gruppo di Controllo (GC) formato da bambini con abilità di calcolo, di lettura, verbali e non verbali nella norma, della stessa età e dello stesso sesso dei DSC.
Materiali e procedure
I due gruppi di soggetti saranno sottoposti alle seguenti prove sperimentali:
Prova di Stroop Numerico
La prova ha lo scopo di valutare i processi controllati di inibizione delle informazioni irrilevanti. La consegna è quella di individuare la quantità (da 1 a 4) di una serie di elementi presentati sullo schermo. Nella condizione “no-stroop”, gli elementi sono dei piccoli triangoli, mentre nella condizione “stroop” gli elementi sono simboli numerici il cui significato entra in conflitto con la numerosità degli elementi stessi. Ad esempio, nella condizione no-stroop possono essere presentati tre triangoli, mentre nella condizione stroop possono essere presentati tre simboli “2” (222). In entrambi i casi il soggetto deve rispondere “3”. La prova è costituita da 36 trials così suddivisi: 12 trials
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva1/1/05 → …

Fingerprint

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