Adaptation of forest management to climate variability: An ecosystem-based approach – AforClimate

Progetto: Research project

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Description

Ricerche a livello internazionale, nazionale e locale hanno mostrato la presenza di rilevanti cambiamenti climatici ormai da decenni ed in corso di ulteriore rafforzamento e modificazione. Mentre è ampiamente appurato che gli effetti sugli ecosistemi forestali sono notevoli e diversificati ed includono la composizione floristica, l’accrescimento, i dinamismi e gli aspetti fitopatologici, è stata evidenziata la necessità ed esigenza di verificarne la risposta di accrescimento e del ciclo della CO2 a livello locale. Infatti, i cambiamenti climatici, pur se relativamente omogenei a scala geografico-regionale, mostrano una variabilità a volte considerevole alla scala locale, come ad esempio dal sistema alpino fino agli Appennini.Dato che le variabili climatiche sono, come noto, i principali ‘drivers’ della durata e della intensità dell’accrescimento delle piante forestali, è di per se intuitivo quanto sia importante comprendere gli effetti di tali cambiamenti climatici sulle foreste a fini gestionali, di mitigazione degli impatti e produttivi, incluso lo stoccaggio di CO2. Tutto ciò avviene in un contesto naturale dove la diversità genetica delle popolazioni forestali e l'eterogeneità geomorfologica del territorio italiano hanno determinato una forte differenziazione delle strategie di adattamento (a livello inter- ed intra-specifico) anche in stazioni geograficamente vicine.I documenti di pianificazione che costituiscono i principali strumenti di programmazione di medio periodo delle foreste, devono tenere in forte considerazione la stima e la previsione degli effetti dei cambiamenti climatici a scala locale. A tal fine è necessario supportare tali strumenti attraverso un monitoraggio del clima locale e dell'adattamento fenologico delle specie forestali, per la calibrazione e validazione di modelli predittivi di crescita a scala locale.La pianificazione forestale tradizionale si basa sul calcolo della ripresa sostenibile, cioè quel prelievo di volumi legnosi in grado di non compromettere il capitale legnoso, gli equilibri e le funzionalità ecosistemiche della foresta. In altre parole ogni prelievo legnoso ha un tasso inferiore rispetto a quello della crescita naturale che si è verificata nel periodo tra l’intervento precedente e quello successivo. Tuttavia, questo approccio si basa sull'assunzione, o sul modello teorico, che l'accrescimento abbia un andamento regolare nel tempo. La comunità scientifica ha recentemente abbandonato questo assunto, ritenendo che la crescita delle foreste è significativamente condizionata dagli andamenti climatici annuali e periodici. La ripresa legnosa assestamentale per garantire la effettiva sostenibilità ecosistemica, deve pertanto essere calibrata sui fattori climatici che influenzano l’andamento nel tempo dei tassi di accrescimento legnoso.Ignorando la conoscenza dei fattori di crescita della foresta dovuti al clima, vi è il rischio concreto che pur prelevando quantitativi legnosi con criteri di sostenibilità, si determini in realtà un sovra-utilizzo, ovvero si prelevi una massa legnosa che a causa degli andamenti climatici non si è sufficientemente capitalizzata nell’ecosistema forestale, intaccando in questo modo la base di biomassa indispensabile al mantenimento degli equilibri stazionali e della resilienza dell’ecosistema forestale.La pianificazione forestale tradizionale, che in un passato più o meno recente rientrava negli schemi del cosiddetto “assestamento”, è notoriamente basata su tavole di produzione o di produttività, dalle più semplici alle più complesse (tavole alsometriche). Per quant

Key findings

Ambiente e cambiamento climatico
StatoAttivo
Data di inizio/fine effettiva9/1/166/30/22