UTILITÀ DI UN BASSO CUT-OFF DI INDICE DI RESISTENZA INTRARENALE NEL PREDIRE ALTERAZIONI VASCOLARI SISTEMICHE PRECOCI IN SOGGETTI CON IPERTENSIONE ARTERIOSA ESSENZIALE

Mulè, G.; De Biasio, B.; Cacciatore, V.; D'Ignoti, D.

Research output: Contribution to conferencePaper

Abstract

[automatically translated] Recent studies show that the intraparenchymal renal resistance index (RI), classically considered an expression of renal vascular resistance, may have an important role as markers of systemic vascular changes. The IR value of the threshold more often used to identify patients with higher probability of organ damage and mortality was 0.70. However, it was not verified whether a lower cut-off have a greater ability to identify subclinical systemic vascular alterations. The aim of our study was therefore to determine, in patients with essential hypertension (EH), the renal IR value that best preaches the existence of subclinical vascular damage (DVS), My evaluated intima or atherosclerotic plaques in carotid as the presence of thickening (IMTC) or increase in aortic pulse wave velocity (PWVa). They enrolled 168 subjects (aged 30-70 years) with EH. All were subjected to measurement of PWV (by arteriograph) and Doppler ecocolor- of carotid and intrarenal districts. Significant correlations were observed between IR and PWVa (r = 0.304; p <0.001) and between IR and IMTC (r = 0.345; p <0.001), maintained even after adjusting for various confounding factors. The analysis of the ROC curve (AUC = 0678), a value of IR> 0.6 has been shown to possess a significantly higher sensitivity (69.63%) compared to a cutoff of 0.70 (9.63%) in highlighting the presence of DVS, although the reduction specificity to 60,61% compared to 96. 97% equal to the highest IR threshold value. Individuals with IR <0.6 (n = 61) showed lower values ​​of PWVa (18.10 vs. 29.11 m / s; p = 0.003) and IMTC (0.81 vs. 0.97 mm, p <0.001) and a lower prevalence of DVS ( 67.2 vs 87.9%; p = 0.001) than patients with IR> 0.6. Our results seem to indicate as an IR value of 0.60 can better predict and more precociously the existence of a DVS, compared to the traditional value of 0.7.
Original languageItalian
Publication statusPublished - 2014

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UTILITÀ DI UN BASSO CUT-OFF DI INDICE DI RESISTENZA INTRARENALE NEL PREDIRE ALTERAZIONI VASCOLARI SISTEMICHE PRECOCI IN SOGGETTI CON IPERTENSIONE ARTERIOSA ESSENZIALE. / Mulè, G.; De Biasio, B.; Cacciatore, V.; D'Ignoti, D.

2014.

Research output: Contribution to conferencePaper

@conference{a74c551ab3b847bb92070564032632d8,
title = "UTILIT{\`A} DI UN BASSO CUT-OFF DI INDICE DI RESISTENZA INTRARENALE NEL PREDIRE ALTERAZIONI VASCOLARI SISTEMICHE PRECOCI IN SOGGETTI CON IPERTENSIONE ARTERIOSA ESSENZIALE",
abstract = "Studi recenti mostrano come l’indice di resistenza intraparenchimale renale (IR), classicamente considerato espressione di resistenza vascolare renale, possa avere un importante ruolo quale marker di alterazioni vascolari sistemiche. Il valore soglia di IR il pi{\`u} spesso utilizzato per identificare pazienti con maggiore probabilit{\`a} di danno d’organo e di mortalit{\`a} {\`e} stato 0.70. Non {\`e} stato tuttavia verificato se un cut-off pi{\`u} basso abbia una maggiore capacit{\`a} di identificare alterazioni vascolari sistemiche subcliniche. Scopo del nostro studio {\`e} pertanto quello di determinare, in soggetti con ipertensione arteriosa essenziale (EH), il valore di IR renale che meglio predica l’esistenza di un danno vascolare subclinico (DVS), valutato come presenza di ispessimento mio-intimale o placche aterosclerotiche a livello carotideo (IMTc) o aumento della pulse wave velocity aortica (PWVa). Sono stati arruolati 168 soggetti (et{\`a} 30-70 anni) con EH. Tutti sono stati sottoposti a misurazione della PWV (mediante Arteriograph) e ad ecocolor- Doppler dei distretti carotideo ed intrarenale. Correlazioni significative sono state osservate tra IR e PWVa (r=0.304; p<0.001) e tra IR e IMTc (r=0.345; p<0.001), mantenute anche dopo aggiustamento per vari fattori confondenti. All’analisi della curva ROC (AUC=0.678), un valore di IR>0.6 ha dimostrato di possedere una sensibilit{\`a} nettamente maggiore (69.63{\%}) rispetto ad un cutoff di 0.70 (9.63{\%}) nell’evidenziare la presenza di DVS, pur riducendosi la specificit{\`a} al 60,61{\%} rispetto al 96.97{\%} corrispondente al valore soglia di IR pi{\`u} elevato. I soggetti con IR <0.6 (n=61) hanno mostrato valori minori di PWVa (10.18 vs 11.29 m/s; p=0.003) e di IMTc (0.81 vs 0.97 mm; p<0.001) ed una pi{\`u} bassa prevalenza di DVS (67.2 vs 87.9{\%}; p=0.001) rispetto ai pazienti con IR >0.6. I nostri risultati sembrano indicare come un valore di IR di 0.60 possa predire meglio e pi{\`u} precocemente l’esistenza di un DVS, rispetto al tradizionale valore di 0.7.",
author = "{Mul{\`e}, G.; De Biasio, B.; Cacciatore, V.; D'Ignoti, D.} and Santina Cottone and Giuseppe Mule' and Calogero Geraci and Manuela Mogavero and Giulio Geraci",
year = "2014",
language = "Italian",

}

TY - CONF

T1 - UTILITÀ DI UN BASSO CUT-OFF DI INDICE DI RESISTENZA INTRARENALE NEL PREDIRE ALTERAZIONI VASCOLARI SISTEMICHE PRECOCI IN SOGGETTI CON IPERTENSIONE ARTERIOSA ESSENZIALE

AU - Mulè, G.; De Biasio, B.; Cacciatore, V.; D'Ignoti, D.

AU - Cottone, Santina

AU - Mule', Giuseppe

AU - Geraci, Calogero

AU - Mogavero, Manuela

AU - Geraci, Giulio

PY - 2014

Y1 - 2014

N2 - Studi recenti mostrano come l’indice di resistenza intraparenchimale renale (IR), classicamente considerato espressione di resistenza vascolare renale, possa avere un importante ruolo quale marker di alterazioni vascolari sistemiche. Il valore soglia di IR il più spesso utilizzato per identificare pazienti con maggiore probabilità di danno d’organo e di mortalità è stato 0.70. Non è stato tuttavia verificato se un cut-off più basso abbia una maggiore capacità di identificare alterazioni vascolari sistemiche subcliniche. Scopo del nostro studio è pertanto quello di determinare, in soggetti con ipertensione arteriosa essenziale (EH), il valore di IR renale che meglio predica l’esistenza di un danno vascolare subclinico (DVS), valutato come presenza di ispessimento mio-intimale o placche aterosclerotiche a livello carotideo (IMTc) o aumento della pulse wave velocity aortica (PWVa). Sono stati arruolati 168 soggetti (età 30-70 anni) con EH. Tutti sono stati sottoposti a misurazione della PWV (mediante Arteriograph) e ad ecocolor- Doppler dei distretti carotideo ed intrarenale. Correlazioni significative sono state osservate tra IR e PWVa (r=0.304; p<0.001) e tra IR e IMTc (r=0.345; p<0.001), mantenute anche dopo aggiustamento per vari fattori confondenti. All’analisi della curva ROC (AUC=0.678), un valore di IR>0.6 ha dimostrato di possedere una sensibilità nettamente maggiore (69.63%) rispetto ad un cutoff di 0.70 (9.63%) nell’evidenziare la presenza di DVS, pur riducendosi la specificità al 60,61% rispetto al 96.97% corrispondente al valore soglia di IR più elevato. I soggetti con IR <0.6 (n=61) hanno mostrato valori minori di PWVa (10.18 vs 11.29 m/s; p=0.003) e di IMTc (0.81 vs 0.97 mm; p<0.001) ed una più bassa prevalenza di DVS (67.2 vs 87.9%; p=0.001) rispetto ai pazienti con IR >0.6. I nostri risultati sembrano indicare come un valore di IR di 0.60 possa predire meglio e più precocemente l’esistenza di un DVS, rispetto al tradizionale valore di 0.7.

AB - Studi recenti mostrano come l’indice di resistenza intraparenchimale renale (IR), classicamente considerato espressione di resistenza vascolare renale, possa avere un importante ruolo quale marker di alterazioni vascolari sistemiche. Il valore soglia di IR il più spesso utilizzato per identificare pazienti con maggiore probabilità di danno d’organo e di mortalità è stato 0.70. Non è stato tuttavia verificato se un cut-off più basso abbia una maggiore capacità di identificare alterazioni vascolari sistemiche subcliniche. Scopo del nostro studio è pertanto quello di determinare, in soggetti con ipertensione arteriosa essenziale (EH), il valore di IR renale che meglio predica l’esistenza di un danno vascolare subclinico (DVS), valutato come presenza di ispessimento mio-intimale o placche aterosclerotiche a livello carotideo (IMTc) o aumento della pulse wave velocity aortica (PWVa). Sono stati arruolati 168 soggetti (età 30-70 anni) con EH. Tutti sono stati sottoposti a misurazione della PWV (mediante Arteriograph) e ad ecocolor- Doppler dei distretti carotideo ed intrarenale. Correlazioni significative sono state osservate tra IR e PWVa (r=0.304; p<0.001) e tra IR e IMTc (r=0.345; p<0.001), mantenute anche dopo aggiustamento per vari fattori confondenti. All’analisi della curva ROC (AUC=0.678), un valore di IR>0.6 ha dimostrato di possedere una sensibilità nettamente maggiore (69.63%) rispetto ad un cutoff di 0.70 (9.63%) nell’evidenziare la presenza di DVS, pur riducendosi la specificità al 60,61% rispetto al 96.97% corrispondente al valore soglia di IR più elevato. I soggetti con IR <0.6 (n=61) hanno mostrato valori minori di PWVa (10.18 vs 11.29 m/s; p=0.003) e di IMTc (0.81 vs 0.97 mm; p<0.001) ed una più bassa prevalenza di DVS (67.2 vs 87.9%; p=0.001) rispetto ai pazienti con IR >0.6. I nostri risultati sembrano indicare come un valore di IR di 0.60 possa predire meglio e più precocemente l’esistenza di un DVS, rispetto al tradizionale valore di 0.7.

UR - http://hdl.handle.net/10447/138434

M3 - Paper

ER -