Traslazioni dalla teoria al progetto

Research output: Book/ReportBook

Abstract

[automatically translated] This paper illustrates the complexity of the relationship between the theory of architecture, design and architecture made. The argument, given its size, is only partially dealt with, tracing some general aspects and focusing on some particular cases. The book is written from the processing of products on many occasions quite different from each other: lectures, seminars, meetings. Although the writings belong to the times sometimes far apart, they are crossed by the same strands of thought. One of them is the question, in our view, essential, the emptiness of metaphorical and symbolic content which architecture is subject. Compared to this cultural issue, which certainly is not just about architecture but it is general, reflections developed by Edmund Husserl and Martin Heidegger remain central and increasingly valid than a culture which constantly increases its technocratic attitude. Numerous issues in which he struggles contemporary architectural design can not be properly addressed if not in the light of the meditations of these thinkers. We refer to the advent of computer technology, the pragmatizzazione of architectural design, to the increasingly frequent attempts - see environmental impact assessment, certification of quality, cost-benefit analysis - to inscribe the project in a quantitative dimension and measurable and, deceptively rationalized. For these purposes it is essential to single out some particularly significant milestones in the evolution of architectural thought. In relation to this second line of thought permeates the development of this text: is the one that recognizes these symptomatic stages in the contributions of Leon Battista Alberti, Claude Perrault and Jean Luis Nicolas Durand. It remains our conviction that only an appropriate recognition of their positions can profitably introduce the debate on contemporary architectural design. The first chapter deals with a relatively limited topic: the relationship that exists between constitutional principles and design, drawing, briefly, the path that leads from the principles to the construction. In the second chapter the same theme is repeated but this time, not in its essence; it rather investigates the complications, contamination and specificity. What had been linearly described in the first chapter, in the second, he problematized. The third chapter deals with a theme more specific and also shifts the attention to the architecture representatively. This chapter describes a central and symptomatic question of theoretical reflections on the architectural representation, that of the "linearity." The fourth chapter is that, most of all, deals with the translations of thought from general knowledge to architectural design, rather than the more specific the project's theory: what is seen through the case of hospital design. A very specific local case of translations between thought and building, between theory and construction, to Palermo, is the topic of the last chapter. The third chapter deals with a theme more specific and also shifts the attention to the architecture representatively. This chapter describes a central and symptomatic question of theoretical reflections on the architectural representation, that of the "linearity." The fourth chapter is that, most of all, deals with the translations of thought from general knowledge to architectural design, rather than the more specific the project's theory: what is seen through the case of hospital design. A very specific local case of translations between thought and building, between theory and construction, to Palermo, is the topic of the last chapter. The third chapter deals with a theme more specific and also shifts the attention to the architecture representatively. This chapter describes a central and symptomatic question of theoretical reflections on the architectural representation, that of the "linearity." The fourth chapter is that, most of all, deals with the trans
Original languageItalian
PublisherUnknown Publisher
Volume4
ISBN (Print)887704-5558
Publication statusPublished - 2005

Cite this

Traslazioni dalla teoria al progetto. / Sbacchi, Michele.

Unknown Publisher, 2005.

Research output: Book/ReportBook

Sbacchi, M 2005, Traslazioni dalla teoria al progetto. vol. 4, Unknown Publisher.
@book{9ee1559264514faa9fe6f807767973a7,
title = "Traslazioni dalla teoria al progetto",
abstract = "Questo saggio illustra la complessit{\`a} del rapporto che esiste tra teoria dell’architettura, progetto e architettura realizzata. L’argomento, data la sua vastit{\`a}, viene affrontato solo parzialmente, tracciandone alcuni aspetti generali e soffermandosi su alcuni casi particolari. Il libro risulta dalla elaborazione di scritti prodotti in varie occasioni abbastanza diverse tra di loro: lezioni, seminari, riunioni. Sebbene gli scritti appartengano a tempi talora distanti tra loro, essi sono attraversati da medesimi filoni di pensiero. Uno di essi {\`e} la questione, a nostro avviso, fondamentale, dello svuotamento di contenuto metaforico e simbolico cui l’architettura {\`e} soggetta. Rispetto a questa tematica culturale, che certo non riguarda solo l’architettura ma {\`e} generale, le riflessioni elaborate da Edmund Husserl e Martin Heidegger rimangono centrali e sempre pi{\`u} valide rispetto a una cultura che accresce incessantemente il suo atteggiamento tecnocratico. Numerose questioni in cui si dibatte la progettazione architettonica contemporanea non possono essere correttamente affrontate se non alla luce delle meditazioni di questi pensatori. Ci riferiamo all’avvento delle tecnologie informatiche, alla pragmatizzazione del progetto di architettura, ai sempre pi{\`u} frequenti tentativi – vedi valutazione di impatto ambientale, certificazioni di qualit{\`a}, analisi costi-benefici –- di inscrivere il progetto in una dimensione quantitativa e misurabile e, illusoriamente, razionalizzabile. Per questi fini risulta fondamentale enucleare alcune tappe particolarmente significative nell’evoluzione del pensiero architettonico. In relazione a ci{\`o} un secondo filone di pensiero permea lo sviluppo di questo testo: {\`e} quello che riconosce queste tappe sintomatiche nei contributi di Leon Battista Alberti, Claude Perrault e Jean Nicolas Luis Durand. Rimane nostra convinzione che solo un appropriato riconoscimento delle loro posizioni pu{\`o} proficuamente introdurre il dibattito sul progetto di architettura contemporaneo. Il primo capitolo affronta un argomento relativamente circoscritto: il rapporto che esiste tra princ{\`i}pi costitutivi e progetto, tracciando, per sommi capi, il percorso che conduce dai princ{\`i}pi fino alla costruzione. Nel secondo capitolo lo stesso tema viene riproposto ma, questa volta, non nella sua essenzialit{\`a}; di esso, piuttosto, si indagano le complicazioni, contaminazioni e specificit{\`a}. Quanto era stato linearmente descritto nel primo capitolo viene, nel secondo, problematizzato. Il terzo capitolo affronta un tema pi{\`u} specifico e sposta l’attenzione anche sul modo rappresentativo dell’architettura. In questo capitolo {\`e} descritta una questione centrale e sintomatica dei riflessi teorici sulla rappresentazione architettonica, quella della «linearit{\`a}». Il quarto capitolo {\`e} quello che, pi{\`u} di tutti, affronta le traslazioni di pensiero dalla cultura generale alla progettazione architettonica, pi{\`u} che quelle pi{\`u} specifiche dalla teoria al progetto: ci{\`o} viene visto attraverso il caso della progettazione ospedaliera. Un caso locale molto specifico di traslazioni tra pensiero ed edificio, tra teoria e costruzione, quello palermitano, {\`e} l’argomento dell’ultimo capitolo.",
author = "Michele Sbacchi",
year = "2005",
language = "Italian",
isbn = "887704-5558",
volume = "4",
publisher = "Unknown Publisher",

}

TY - BOOK

T1 - Traslazioni dalla teoria al progetto

AU - Sbacchi, Michele

PY - 2005

Y1 - 2005

N2 - Questo saggio illustra la complessità del rapporto che esiste tra teoria dell’architettura, progetto e architettura realizzata. L’argomento, data la sua vastità, viene affrontato solo parzialmente, tracciandone alcuni aspetti generali e soffermandosi su alcuni casi particolari. Il libro risulta dalla elaborazione di scritti prodotti in varie occasioni abbastanza diverse tra di loro: lezioni, seminari, riunioni. Sebbene gli scritti appartengano a tempi talora distanti tra loro, essi sono attraversati da medesimi filoni di pensiero. Uno di essi è la questione, a nostro avviso, fondamentale, dello svuotamento di contenuto metaforico e simbolico cui l’architettura è soggetta. Rispetto a questa tematica culturale, che certo non riguarda solo l’architettura ma è generale, le riflessioni elaborate da Edmund Husserl e Martin Heidegger rimangono centrali e sempre più valide rispetto a una cultura che accresce incessantemente il suo atteggiamento tecnocratico. Numerose questioni in cui si dibatte la progettazione architettonica contemporanea non possono essere correttamente affrontate se non alla luce delle meditazioni di questi pensatori. Ci riferiamo all’avvento delle tecnologie informatiche, alla pragmatizzazione del progetto di architettura, ai sempre più frequenti tentativi – vedi valutazione di impatto ambientale, certificazioni di qualità, analisi costi-benefici –- di inscrivere il progetto in una dimensione quantitativa e misurabile e, illusoriamente, razionalizzabile. Per questi fini risulta fondamentale enucleare alcune tappe particolarmente significative nell’evoluzione del pensiero architettonico. In relazione a ciò un secondo filone di pensiero permea lo sviluppo di questo testo: è quello che riconosce queste tappe sintomatiche nei contributi di Leon Battista Alberti, Claude Perrault e Jean Nicolas Luis Durand. Rimane nostra convinzione che solo un appropriato riconoscimento delle loro posizioni può proficuamente introdurre il dibattito sul progetto di architettura contemporaneo. Il primo capitolo affronta un argomento relativamente circoscritto: il rapporto che esiste tra princìpi costitutivi e progetto, tracciando, per sommi capi, il percorso che conduce dai princìpi fino alla costruzione. Nel secondo capitolo lo stesso tema viene riproposto ma, questa volta, non nella sua essenzialità; di esso, piuttosto, si indagano le complicazioni, contaminazioni e specificità. Quanto era stato linearmente descritto nel primo capitolo viene, nel secondo, problematizzato. Il terzo capitolo affronta un tema più specifico e sposta l’attenzione anche sul modo rappresentativo dell’architettura. In questo capitolo è descritta una questione centrale e sintomatica dei riflessi teorici sulla rappresentazione architettonica, quella della «linearità». Il quarto capitolo è quello che, più di tutti, affronta le traslazioni di pensiero dalla cultura generale alla progettazione architettonica, più che quelle più specifiche dalla teoria al progetto: ciò viene visto attraverso il caso della progettazione ospedaliera. Un caso locale molto specifico di traslazioni tra pensiero ed edificio, tra teoria e costruzione, quello palermitano, è l’argomento dell’ultimo capitolo.

AB - Questo saggio illustra la complessità del rapporto che esiste tra teoria dell’architettura, progetto e architettura realizzata. L’argomento, data la sua vastità, viene affrontato solo parzialmente, tracciandone alcuni aspetti generali e soffermandosi su alcuni casi particolari. Il libro risulta dalla elaborazione di scritti prodotti in varie occasioni abbastanza diverse tra di loro: lezioni, seminari, riunioni. Sebbene gli scritti appartengano a tempi talora distanti tra loro, essi sono attraversati da medesimi filoni di pensiero. Uno di essi è la questione, a nostro avviso, fondamentale, dello svuotamento di contenuto metaforico e simbolico cui l’architettura è soggetta. Rispetto a questa tematica culturale, che certo non riguarda solo l’architettura ma è generale, le riflessioni elaborate da Edmund Husserl e Martin Heidegger rimangono centrali e sempre più valide rispetto a una cultura che accresce incessantemente il suo atteggiamento tecnocratico. Numerose questioni in cui si dibatte la progettazione architettonica contemporanea non possono essere correttamente affrontate se non alla luce delle meditazioni di questi pensatori. Ci riferiamo all’avvento delle tecnologie informatiche, alla pragmatizzazione del progetto di architettura, ai sempre più frequenti tentativi – vedi valutazione di impatto ambientale, certificazioni di qualità, analisi costi-benefici –- di inscrivere il progetto in una dimensione quantitativa e misurabile e, illusoriamente, razionalizzabile. Per questi fini risulta fondamentale enucleare alcune tappe particolarmente significative nell’evoluzione del pensiero architettonico. In relazione a ciò un secondo filone di pensiero permea lo sviluppo di questo testo: è quello che riconosce queste tappe sintomatiche nei contributi di Leon Battista Alberti, Claude Perrault e Jean Nicolas Luis Durand. Rimane nostra convinzione che solo un appropriato riconoscimento delle loro posizioni può proficuamente introdurre il dibattito sul progetto di architettura contemporaneo. Il primo capitolo affronta un argomento relativamente circoscritto: il rapporto che esiste tra princìpi costitutivi e progetto, tracciando, per sommi capi, il percorso che conduce dai princìpi fino alla costruzione. Nel secondo capitolo lo stesso tema viene riproposto ma, questa volta, non nella sua essenzialità; di esso, piuttosto, si indagano le complicazioni, contaminazioni e specificità. Quanto era stato linearmente descritto nel primo capitolo viene, nel secondo, problematizzato. Il terzo capitolo affronta un tema più specifico e sposta l’attenzione anche sul modo rappresentativo dell’architettura. In questo capitolo è descritta una questione centrale e sintomatica dei riflessi teorici sulla rappresentazione architettonica, quella della «linearità». Il quarto capitolo è quello che, più di tutti, affronta le traslazioni di pensiero dalla cultura generale alla progettazione architettonica, più che quelle più specifiche dalla teoria al progetto: ciò viene visto attraverso il caso della progettazione ospedaliera. Un caso locale molto specifico di traslazioni tra pensiero ed edificio, tra teoria e costruzione, quello palermitano, è l’argomento dell’ultimo capitolo.

UR - http://hdl.handle.net/10447/30802

M3 - Book

SN - 887704-5558

VL - 4

BT - Traslazioni dalla teoria al progetto

PB - Unknown Publisher

ER -