Piazza Marina a Palermo. Memorie di cronaca cittadina

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Abstract

All'interno di un tessuto urbano assai denso, racchiuso da mura e da fossati, col prosciugamento di un'ansa del porto antico in epoca medievale fu possibile ricavare il piano della Marina, un ampio spazio aperto disponibile per le esigenze che via via la città manifestava. L'andamento brullo e accidentato si prestò per lunghi secoli a grandi manifestazioni popolari, legate ad apparati in occasione di festività e ricorrenze, o a pubbliche esecuzioni che attiravano l'interesse morboso di larghi strati della popolazione. Soltanto a partire dagli ultimi decenni del Settecento si iniziò il processo di urbanizzazione del piano, con i primi tentativi di impianto di attività commerciali e di regolarizzazione del suolo, così da permettere l'impianto di strutture provvisorie che alimentassero il commercio e le esangui casse comunali, ed al contempo attirassero i cittadini verso attività ludiche e di carattere popolare. Si documentano così i "baracconi" per le lotterie e la vendita di prodotti artigianali durante le maggiori festività, ma anche e soprattutto il vorticoso succedersi di teatri e "circhi olimpici" che ospitavano notissime compagnie equestri che giravano le maggiori piazze internazionali, ma anche comiche, drammatiche, ginniche e musicali. Di alcune di queste strutture si riconoscono i caratteri costruttivi e decorativi di indubbio interesse, come anche i problemi tecnici e gestionali che il più delle volte ne determinarono la dismissione.I primi anni del nuovo corso politico post-unitario, connotati da grandi opere pubbliche in grado di incidere sui servizi e sulla qualità urbana, determinarono un'accelerazione nel processo di trasformazione da un generico "piano" ad una vera e propria "piazza", con la formazione di estesi tratti di pavimentazione lastricata, in prosecuzione dei lavori simili sul Cassaro che in quegli anni si andavano completando, e abbellimento del sito col trasporto del gruppo scultoreo della fontana del Garraffo. I palazzi nobiliari circostanti ruotavano gli ingressi, dai vicoli verso il nuovo grande spazio che si attrezzava con filari di alberature, viali e sedili, fino all'impianto del giardino dedicato a Garibaldi, di cui vengono descritte le fasi costruttive, di impianto delle specie botaniche provenienti dal vivaio torinese di Prudente Besson, di formazione della magnifica ferrata progettata da G.B.F. Basile e realizzata dalla fonderia Oretea dei Florio. Si documenta inoltre il completamento del giardino, dalla statuaria di cui sono descritte le singole vicende, alla realizzazione degli arredi, dello "chalet" e degli altri corpi edilizi presenti all'interno, fino ai chioschi che per alcuni decenni continuarono a sorgere nelle aree libere. Attraverso una inedita e ricca documentazione archivistica, che in appendice si allarga anche all'intorno urbano esterno alla piazza Marina, si ricostruisce una vicenda prodiga di inattesi ritrovamenti e di intriganti informazioni storiche, tecniche e di costume, arricchita di note utili ad approfondire la conoscenza sulla società e i suoi protagonisti
Original languageItalian
PublisherEdizioni Caracol
Number of pages228
ISBN (Print)978-88-32240-01-6
Publication statusPublished - 2019

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