Pensieri spettinati sugli studi di Giurisprudenza e sulla Filosofia del diritto

Research output: Contribution to journalArticlepeer-review

Abstract

È sotto gli occhi di tutti lo stato di crisi che stanno attualmente vivendo gli studi giuridici in Italia. Nel quadro di una generalizzata sfiducia nei confronti dell’istituzione universitaria italiana, gli studi giuridici in particolare stanno vivendo un momento di forte contrazione: rispetto a meno di dieci anni fa, i corsi di studi di tipo giuridico hanno perso circa un terzo degli studenti, con punte di quasi la metà in alcune sedi. I fattori di questa crisi possono essere i più disparati, molti dei quali del tutto esterni al corso di studi in Giurisprudenza in sé considerato (la crisi economica generale, la riduzione del comparto pubblico, che rende più aleatoria l’aspettativa di accesso ai ruoli delle pubbliche amministrazioni, la percezione di saturazione di alcune libere professioni), e non cercherò di indagarli qui. Intendo invece provare a formulare qualche idea su alcuni limiti della didattica nei corsi di laurea in Giurisprudenza, e su come si potrebbe provare a superarli.
Original languageItalian
Pages (from-to)71-75
Number of pages5
JournalTEORIA E CRITICA DELLA REGOLAZIONE SOCIALE
Volume1/2016
Publication statusPublished - 2016

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