Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE

Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L

Research output: Other contribution

Abstract

[automatically translated] INTRODUCTION Those who work in the field of agriculture, and more specifically in viticulture, has seen time in the evolution of the production goals and, therefore, the way to manage the vineyard, going from maximizing productivity to the "lowest cost", the maximization of quality "at all costs ", until you get to a view of the vineyard system as an entity included in the environment (in the broadest sense) and not just home to a productive purpose and able to deliver tangible and intangible assets. The conceptual shift: "production order" - "multipurpose end," is expressed in the term "sustainability." The latter is often confused and abused, it carries with it an inherent and additional meaning, represented by the stimulus to agricultural management towards future generations. Enshrine the goal of "sustainable production" means going into the details of this variability in the field. Only by varying margins intervention it is possible to condense the optimization of management with the protection of the environment and, given the technological level and the availability of the same, it becomes an unjustifiable use of instruments of precision viticulture. Operate on the variability of the vineyard, which can be pushed up to the variability present in the single plant, creates the preconditions to enter the agronomic management a great deal of information that is otherwise difficult to reach and quantifiable. Be able to represent with a simple histogram of the frequencies of a vegetation index throughout the variability present in the area, in addition to an objective value, condenses into whether the effectiveness of the implemented agricultural techniques, the mistakes, the environment cultivation and expression of the productive potential it expressible. The approach of precision viticulture that relates to an anthropic complex system which is precisely the vineyard, is also complex and based on the use of satellite positioning technologies, now with the order of centimeters error, on geographic information systems, on the remote acquisition instruments, proximity, contact which lead optical technologies, radiometric. All instruments with a high technological value but in need of specialized support and at the same time "holistic" agronomist. It is the key figure for the translation of optical information, radiometric, in applicable agronomic information. The transition from vegetation indices to a simple variable agronomic such as the amount of fertilizer used in variable rate in the parcel, regardless of the estimation method of the same, should prompt the agronomist from the establishment or study of "directions for use "compared to the variable mapped enriched from the experience and, equally important aspect, the real vision state of the vineyard in which it must operate. All these aspects, they release the agronomist, the sterile formulation "at the table" agronomic intervention, stimulate him to check the field and looking for more in-depth analysis of targeted than the identified variable. In this framework, the themes of precision viticulture that were addressed by the wine-growing research for about twenty years was concluded with the experiences of applications in the image of the vineyard management process multispectral acquired by satellite in early 2000. The issues addressed in the field of research from the University of Palermo and Milan, they are long since applied in the operational field. The purpose of this manual is therefore to condense, so certainly not limited to, the activities for the precision viticulture issues addressed in those The issues addressed in the field of research conducted by the University of Palermo and Milan, are long since applied in the operational field. The purpose of this manual is therefore to condense, so certainly not limited to, the activities for the precision viticulture issues addressed in those The issues addressed in the field of research
Original languageItalian
Number of pages87
Publication statusPublished - 2014

Cite this

Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L (2014). Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE.

Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE. / Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L.

87 p. 2014, .

Research output: Other contribution

Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L 2014, Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE..
Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L. Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE. 2014. 87 p.
Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L. / Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE. 2014. 87 p.
@misc{dbb8a3fe3e594f34bbff7314fb98780e,
title = "Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE",
abstract = "INTRODUZIONE Chi opera nel campo dell’agricoltura e pi{\`u} specificatamente nella viticoltura, ha visto nel tempo l’evoluzione degli obiettivi produttivi e dunque il modo di gestire il vigneto, passando dalla massimizzazione della produttivit{\`a} al “minor costo”, alla massimizzazione della qualit{\`a} “a tutti i costi”, fino ad arrivare ad una visione del sistema vigneto come entit{\`a} inserita nel contesto ambientale (in senso pi{\`u} ampio del termine) e non semplicemente sede di uno scopo produttivo e in grado di produrre beni tangibili e intangibili. Il passaggio concettuale: “fine produttivo” – “fine polifunzionale”, si concretizza nel termine “sostenibilit{\`a}”. Quest’ultimo spesso confuso e abusato, porta con se un significato intrinseco ed aggiuntivo, rappresentato dallo stimolo alla gestione agricola verso le generazioni future. Sancire l’obiettivo di “produzione sostenibile” significa scendere nel dettaglio della variabilit{\`a} presente in campo. Solo dai margini di intervento variabile {\`e} infatti possibile condensare l’ottimizzazione della gestione con la tutela dell’ambiente e, visto il livello tecnologico raggiunto e la disponibilit{\`a} dello stesso, diventa ingiustificabile un non uso degli strumenti della viticoltura di precisione. Operare sulla variabilit{\`a} del vigneto, che pu{\`o} essere spinta fino alla variabilit{\`a} presente nella singola pianta, crea i presupposti per inserire nella gestione agronomica una grande quantit{\`a} di informazioni altrimenti difficilmente raggiungibili e quantificabili. Poter rappresentare con un semplice istogramma delle frequenze di un indice di vegetazione tutta la variabilit{\`a} presente nella parcella, oltre ad un valore oggettivo, condensa in se l’efficacia delle tecniche agronomiche attuate, gli errori commessi, l’espressione dell’ambiente di coltivazione e le potenzialit{\`a} produttive da essa esprimibili. L’approccio della viticoltura di precisione che ha per oggetto un sistema antropico complesso quale appunto il vigneto, {\`e} anch’esso complesso e basato sull’uso di tecnologie di posizionamento satellitare, ormai con errore dell’ordine del centimetro, sui sistemi informativi territoriali, sugli strumenti di acquisizione remota, di prossimit{\`a}, di contatto che portano tecnologie ottiche, radiometriche. Tutti strumenti con un elevato valore tecnologico ma che necessitano del supporto specialistico e allo stesso tempo “olistico” dell’agronomo. Essa rappresenta la figura chiave per la traduzione delle informazioni ottiche, radiometriche, in informazioni agronomiche applicabili. Il passaggio dagli indici di vegetazione ad una semplice variabile agronomica quale ad esempio la quantit{\`a} di fertilizzante utilizzabile in rateo variabile nella parcella, a prescindere dalla metodologia di stima dello stesso, deve indurre l’agronomo alla formulazione o studio delle “indicazioni per l’uso” rispetto alla variabile mappata arricchita dall’esperienza maturata e, aspetto non meno importante, dalla visione reale dello stato del vigneto in cui si dovr{\`a} operare. Tutti questi aspetti, liberano l’agronomo, dalla formulazione sterile “a tavolino” dell’intervento agronomico, lo stimolano alla verificare di campo e alla ricerca di ulteriori analisi di approfondimento mirato rispetto alla variabile individuata. In questo quadro di riferimento, i temi della viticoltura di precisione che sono stati affrontati dalla ricerca viticola da circa un ventennio si sono concretizzati in esperienze di applicazioni nel processo di gestione del vigneto di immagini in multispettrale acquisite da satellite agli inizi del 2000. Le problematiche affrontate in ambito di ricerche condotte dalle Universit{\`a} di Palermo e Milano, risultano ormai da tempo applicabili in ambito operativo. L’obiettivo del presente manuale {\`e} dunque quello di condensare, in modo certamen",
author = "{Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L} and Tanino Santangelo and Antonino Maltese and Alessandro Scordo",
year = "2014",
language = "Italian",
isbn = "978-88-909739-0-1",
type = "Other",

}

TY - GEN

T1 - Manuale tecnico operativo progetto AVIGERE

AU - Capraro, F; Carnevali, P; Cricco, J; Midolo, C; Toninato, L

AU - Santangelo, Tanino

AU - Maltese, Antonino

AU - Scordo, Alessandro

PY - 2014

Y1 - 2014

N2 - INTRODUZIONE Chi opera nel campo dell’agricoltura e più specificatamente nella viticoltura, ha visto nel tempo l’evoluzione degli obiettivi produttivi e dunque il modo di gestire il vigneto, passando dalla massimizzazione della produttività al “minor costo”, alla massimizzazione della qualità “a tutti i costi”, fino ad arrivare ad una visione del sistema vigneto come entità inserita nel contesto ambientale (in senso più ampio del termine) e non semplicemente sede di uno scopo produttivo e in grado di produrre beni tangibili e intangibili. Il passaggio concettuale: “fine produttivo” – “fine polifunzionale”, si concretizza nel termine “sostenibilità”. Quest’ultimo spesso confuso e abusato, porta con se un significato intrinseco ed aggiuntivo, rappresentato dallo stimolo alla gestione agricola verso le generazioni future. Sancire l’obiettivo di “produzione sostenibile” significa scendere nel dettaglio della variabilità presente in campo. Solo dai margini di intervento variabile è infatti possibile condensare l’ottimizzazione della gestione con la tutela dell’ambiente e, visto il livello tecnologico raggiunto e la disponibilità dello stesso, diventa ingiustificabile un non uso degli strumenti della viticoltura di precisione. Operare sulla variabilità del vigneto, che può essere spinta fino alla variabilità presente nella singola pianta, crea i presupposti per inserire nella gestione agronomica una grande quantità di informazioni altrimenti difficilmente raggiungibili e quantificabili. Poter rappresentare con un semplice istogramma delle frequenze di un indice di vegetazione tutta la variabilità presente nella parcella, oltre ad un valore oggettivo, condensa in se l’efficacia delle tecniche agronomiche attuate, gli errori commessi, l’espressione dell’ambiente di coltivazione e le potenzialità produttive da essa esprimibili. L’approccio della viticoltura di precisione che ha per oggetto un sistema antropico complesso quale appunto il vigneto, è anch’esso complesso e basato sull’uso di tecnologie di posizionamento satellitare, ormai con errore dell’ordine del centimetro, sui sistemi informativi territoriali, sugli strumenti di acquisizione remota, di prossimità, di contatto che portano tecnologie ottiche, radiometriche. Tutti strumenti con un elevato valore tecnologico ma che necessitano del supporto specialistico e allo stesso tempo “olistico” dell’agronomo. Essa rappresenta la figura chiave per la traduzione delle informazioni ottiche, radiometriche, in informazioni agronomiche applicabili. Il passaggio dagli indici di vegetazione ad una semplice variabile agronomica quale ad esempio la quantità di fertilizzante utilizzabile in rateo variabile nella parcella, a prescindere dalla metodologia di stima dello stesso, deve indurre l’agronomo alla formulazione o studio delle “indicazioni per l’uso” rispetto alla variabile mappata arricchita dall’esperienza maturata e, aspetto non meno importante, dalla visione reale dello stato del vigneto in cui si dovrà operare. Tutti questi aspetti, liberano l’agronomo, dalla formulazione sterile “a tavolino” dell’intervento agronomico, lo stimolano alla verificare di campo e alla ricerca di ulteriori analisi di approfondimento mirato rispetto alla variabile individuata. In questo quadro di riferimento, i temi della viticoltura di precisione che sono stati affrontati dalla ricerca viticola da circa un ventennio si sono concretizzati in esperienze di applicazioni nel processo di gestione del vigneto di immagini in multispettrale acquisite da satellite agli inizi del 2000. Le problematiche affrontate in ambito di ricerche condotte dalle Università di Palermo e Milano, risultano ormai da tempo applicabili in ambito operativo. L’obiettivo del presente manuale è dunque quello di condensare, in modo certamen

AB - INTRODUZIONE Chi opera nel campo dell’agricoltura e più specificatamente nella viticoltura, ha visto nel tempo l’evoluzione degli obiettivi produttivi e dunque il modo di gestire il vigneto, passando dalla massimizzazione della produttività al “minor costo”, alla massimizzazione della qualità “a tutti i costi”, fino ad arrivare ad una visione del sistema vigneto come entità inserita nel contesto ambientale (in senso più ampio del termine) e non semplicemente sede di uno scopo produttivo e in grado di produrre beni tangibili e intangibili. Il passaggio concettuale: “fine produttivo” – “fine polifunzionale”, si concretizza nel termine “sostenibilità”. Quest’ultimo spesso confuso e abusato, porta con se un significato intrinseco ed aggiuntivo, rappresentato dallo stimolo alla gestione agricola verso le generazioni future. Sancire l’obiettivo di “produzione sostenibile” significa scendere nel dettaglio della variabilità presente in campo. Solo dai margini di intervento variabile è infatti possibile condensare l’ottimizzazione della gestione con la tutela dell’ambiente e, visto il livello tecnologico raggiunto e la disponibilità dello stesso, diventa ingiustificabile un non uso degli strumenti della viticoltura di precisione. Operare sulla variabilità del vigneto, che può essere spinta fino alla variabilità presente nella singola pianta, crea i presupposti per inserire nella gestione agronomica una grande quantità di informazioni altrimenti difficilmente raggiungibili e quantificabili. Poter rappresentare con un semplice istogramma delle frequenze di un indice di vegetazione tutta la variabilità presente nella parcella, oltre ad un valore oggettivo, condensa in se l’efficacia delle tecniche agronomiche attuate, gli errori commessi, l’espressione dell’ambiente di coltivazione e le potenzialità produttive da essa esprimibili. L’approccio della viticoltura di precisione che ha per oggetto un sistema antropico complesso quale appunto il vigneto, è anch’esso complesso e basato sull’uso di tecnologie di posizionamento satellitare, ormai con errore dell’ordine del centimetro, sui sistemi informativi territoriali, sugli strumenti di acquisizione remota, di prossimità, di contatto che portano tecnologie ottiche, radiometriche. Tutti strumenti con un elevato valore tecnologico ma che necessitano del supporto specialistico e allo stesso tempo “olistico” dell’agronomo. Essa rappresenta la figura chiave per la traduzione delle informazioni ottiche, radiometriche, in informazioni agronomiche applicabili. Il passaggio dagli indici di vegetazione ad una semplice variabile agronomica quale ad esempio la quantità di fertilizzante utilizzabile in rateo variabile nella parcella, a prescindere dalla metodologia di stima dello stesso, deve indurre l’agronomo alla formulazione o studio delle “indicazioni per l’uso” rispetto alla variabile mappata arricchita dall’esperienza maturata e, aspetto non meno importante, dalla visione reale dello stato del vigneto in cui si dovrà operare. Tutti questi aspetti, liberano l’agronomo, dalla formulazione sterile “a tavolino” dell’intervento agronomico, lo stimolano alla verificare di campo e alla ricerca di ulteriori analisi di approfondimento mirato rispetto alla variabile individuata. In questo quadro di riferimento, i temi della viticoltura di precisione che sono stati affrontati dalla ricerca viticola da circa un ventennio si sono concretizzati in esperienze di applicazioni nel processo di gestione del vigneto di immagini in multispettrale acquisite da satellite agli inizi del 2000. Le problematiche affrontate in ambito di ricerche condotte dalle Università di Palermo e Milano, risultano ormai da tempo applicabili in ambito operativo. L’obiettivo del presente manuale è dunque quello di condensare, in modo certamen

UR - http://hdl.handle.net/10447/101025

M3 - Other contribution

SN - 978-88-909739-0-1

ER -