Introduzione e Conclusioni; coordinamento indagine

Research output: Chapter in Book/Report/Conference proceedingChapter

Abstract

Il comparto della carne bovina in Sicilia è stato travagliato da recenti fenomeni di intensa criticità, comela diffusione tra i consumatori di gravi patologie (BSE), che hanno causato profonde perturbazioni nelsistema produttivo e commerciale, in conseguenza di un allarme sanitario di grande impatto sui consumi.La normativa riguardante la sicurezza alimentare, proprio come reazione al verificarsi di minacce allasalute umana provenienti da contaminazioni degli alimenti, ha avuto una decisa evoluzione ed ha visto ilsettore delle carni anticipare, rispetto agli altri comparti alimentari, l’introduzione dei sistemi di controlloed i provvedimenti finalizzati alla tracciabilità.A distanza di alcuni anni dal verificarsi della “crisi” causata dalla BSE, il consumo di carni bovinesembra tendere alla normalità sebbene i consumi permangano su livelli inferiori al passato anche infunzione di una nuova cultura dell’igiene alimentare che si afferma con crescente intensità.Parallelamente si afferma anche una più profonda cultura alimentare e gastronomica che orienta iconsumi verso i prodotti di pregio con caratteristiche di tipicità attribuibili alle specificità territoriali; peril comparto della carne bovina siciliana risulta, quindi, di particolare interesse la conoscenza dellaprovenienza e le modalità di allevamento dei capi che alimentano la filiera delle carni.La Sicilia, pur non essendo una regione di elevata vocazione per la produzione di carni bovine, annoveraproduzioni di pregio riconducibili alle condizioni e modalità di allevamento locali; poiché la produzioneautoctona risulta sufficiente ad alimentare appena ¼ del fabbisogno interno, si verifica un ampio ricorsoall’importazione di carni dall’estero e da altre regioni italiane. L’importazione di carni avvieneprevalentemente sotto forma di porzioni e carcasse ma riguarda anche un importante flusso di animalivivi; questi capi possono essere avviati direttamente alla macellazione (oltre i 2/3), ovvero permanere perperiodi di tempo variabili in allevamenti locali che ne curano l’accrescimento e la rifinitura. Sul prodottofinale influiscono, pertanto, le particolari cure alle quali i capi sono sottoposti nelle fasi svolte dagliallevamenti siciliani.Non risulta, quindi, agevole identificare esattamente quali carni possano definirsi locali per la variabilitàdella fase di allevamento svolta in Sicilia e per la eventuale differenza che può essere riscontrata nellecarni provenienti da capi “nati” in Sicilia o “immigrati” e quindi affinati in Sicilia.Attraverso un’attenta analisi dei dati provenienti dall’anagrafe bovina si è ricostruita la consistenza deiflussi e si sono identificati i percorsi compiuti dai capi dal momento della loro nascita (o del loro arrivo)fino alla macellazione, passando per i luoghi di allevamento o affinamento.Di notevole interesse risulta anche l’indagine sull’operatività dei macelli pubblici e privati operanti inSicilia e sulle figure intermediarie che operano lungo la filiera, tanto nell’approvvigionamento dei macelliche nella successiva distribuzione delle carni.In Sicilia la distribuzione delle carni, ancor più di quella degli altri generi alimentari, risulta ancorata aldettaglio tradizionale ed alla filiera corta. L’affermazione progressiva della GDO si osserva anche inSicilia ma la grande distribuzione tende ad approvvigionarsi con carni di importazione offerte da un5limitato numero di fornitori di elevata capacità piuttosto che ricorrere alle produzioni locali, disperse sulterritorio e polverizzate in numerose unità di allevamento e trasformazione di piccola dimensi
Original languageItalian
Title of host publicationLa filiera della carne bovina in Sicilia, con riferimento alla banca dati dell’anagrafe bovina.Introduzione e Conclusioni; coordinamento indagine
Number of pages0
Publication statusPublished - 2009

Cite this