Imparare con gli alunni stranieri. Progetti di tutoring scolastico

Egle Mocciaro, Adele Pellitteri

Research output: Other contribution

Abstract

Il contributo si propone di presentare il progetto di tutoring scolastico coordinato dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università degli Studi di Palermo dal 2007 ad oggi. L’intervento è organizzato in tre parti. Nella prima si presenterà il modello di tirocinio che ha coinvolto centinaia di studenti universitari (del corso di laurea di primo livello in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda), numerosi docenti e dirigenti scolastici delle scuole siciliane e soprattutto moltissimi apprendenti di italiano come lingua seconda. Si tratta di un tirocinio guidato che si mostra efficace almeno per due motivi: 1. perché ai tirocinanti viene offerto un percorso di formazione con l’obiettivo di fornire delle conoscenze pratiche e immediatamente spendibili in classe; 2. per la presenza di un coordinatore che si occupa di seguire tutte le attività del tirocinante e di incontrarlo periodicamente per offrire un supporto costante alla sua attività di tutoring. Si mostrerà, inoltre, come il progetto si basi su una continua collaborazione tra l’università, rappresentata dai tirocinanti e dal coordinatore del progetto, e la scuola, che, attraverso i docenti referenti, si occupa della segnalazione degli studenti stranieri e dei loro specifici bisogni linguistici. Alcuni insegnanti delle scuole, inoltre, assumono il ruolo di supervisori del progetto e, oltre a garantire l’utilizzo delle risorse scolastiche, facilitano il raggiungimento di uno degli obiettivi principali del progetto: fare in modo che i benefici ottenuti attraverso gli interventi proposti dai tirocinanti con l’ausilio del coordinamento della Scuola di Lingua italiana per Stranieri vadano a vantaggio delle classi. La necessità di lavorare sul contesto classe è uno degli aspetti centrali del progetto, tenuto conto anche della drammaticità di alcune realtà scolastiche nelle quali abbiamo operato in questi ultimi anni, classi nelle quali il bambino straniero pone difficoltà meno urgenti di altri casi spesso più complessi e drammatici. Nella seconda parte dell’intervento, ci concentreremo sulla ripercussione che un tale progetto ha sui diversi attori (individuali e istituzionali) che lo animano. Esso, infatti, ha avuto delle evidenti ripercussioni sugli non solo sugli studenti universitari e sugli apprendenti di italiano come lingua seconda, ma anche sulle scuole, che sempre più numerose hanno richiesto di prendere parte al progetto, e sull’università, che ha mostrato un crescente interesse per le attività di tirocinio tanto da cambiare modificare l’offerta formativa rendendo obbligatorio il tirocinio formativo obbligatorio per tutti gli iscritti al Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda.Infine, nell’ultima parte dell’intervento, proporremo alcuni spunti di riflessione a partire da un confronto con altri modelli di tirocinio offerti da università, fondazioni e associazioni italiane. Questo segmento finale ha un duplice obiettivo: rilevare punti di forza e criticità del nostro modello e avviare un dibattito produttivo e non occasionale con esperienze diverse.
Original languageItalian
Publication statusPublished - 2014

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Imparare con gli alunni stranieri. Progetti di tutoring scolastico. / Mocciaro, Egle; Pellitteri, Adele.

2014.

Research output: Other contribution

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T1 - Imparare con gli alunni stranieri. Progetti di tutoring scolastico

AU - Mocciaro, Egle

AU - Pellitteri, Adele

PY - 2014

Y1 - 2014

N2 - Il contributo si propone di presentare il progetto di tutoring scolastico coordinato dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università degli Studi di Palermo dal 2007 ad oggi. L’intervento è organizzato in tre parti. Nella prima si presenterà il modello di tirocinio che ha coinvolto centinaia di studenti universitari (del corso di laurea di primo livello in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda), numerosi docenti e dirigenti scolastici delle scuole siciliane e soprattutto moltissimi apprendenti di italiano come lingua seconda. Si tratta di un tirocinio guidato che si mostra efficace almeno per due motivi: 1. perché ai tirocinanti viene offerto un percorso di formazione con l’obiettivo di fornire delle conoscenze pratiche e immediatamente spendibili in classe; 2. per la presenza di un coordinatore che si occupa di seguire tutte le attività del tirocinante e di incontrarlo periodicamente per offrire un supporto costante alla sua attività di tutoring. Si mostrerà, inoltre, come il progetto si basi su una continua collaborazione tra l’università, rappresentata dai tirocinanti e dal coordinatore del progetto, e la scuola, che, attraverso i docenti referenti, si occupa della segnalazione degli studenti stranieri e dei loro specifici bisogni linguistici. Alcuni insegnanti delle scuole, inoltre, assumono il ruolo di supervisori del progetto e, oltre a garantire l’utilizzo delle risorse scolastiche, facilitano il raggiungimento di uno degli obiettivi principali del progetto: fare in modo che i benefici ottenuti attraverso gli interventi proposti dai tirocinanti con l’ausilio del coordinamento della Scuola di Lingua italiana per Stranieri vadano a vantaggio delle classi. La necessità di lavorare sul contesto classe è uno degli aspetti centrali del progetto, tenuto conto anche della drammaticità di alcune realtà scolastiche nelle quali abbiamo operato in questi ultimi anni, classi nelle quali il bambino straniero pone difficoltà meno urgenti di altri casi spesso più complessi e drammatici. Nella seconda parte dell’intervento, ci concentreremo sulla ripercussione che un tale progetto ha sui diversi attori (individuali e istituzionali) che lo animano. Esso, infatti, ha avuto delle evidenti ripercussioni sugli non solo sugli studenti universitari e sugli apprendenti di italiano come lingua seconda, ma anche sulle scuole, che sempre più numerose hanno richiesto di prendere parte al progetto, e sull’università, che ha mostrato un crescente interesse per le attività di tirocinio tanto da cambiare modificare l’offerta formativa rendendo obbligatorio il tirocinio formativo obbligatorio per tutti gli iscritti al Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda.Infine, nell’ultima parte dell’intervento, proporremo alcuni spunti di riflessione a partire da un confronto con altri modelli di tirocinio offerti da università, fondazioni e associazioni italiane. Questo segmento finale ha un duplice obiettivo: rilevare punti di forza e criticità del nostro modello e avviare un dibattito produttivo e non occasionale con esperienze diverse.

AB - Il contributo si propone di presentare il progetto di tutoring scolastico coordinato dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università degli Studi di Palermo dal 2007 ad oggi. L’intervento è organizzato in tre parti. Nella prima si presenterà il modello di tirocinio che ha coinvolto centinaia di studenti universitari (del corso di laurea di primo livello in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda), numerosi docenti e dirigenti scolastici delle scuole siciliane e soprattutto moltissimi apprendenti di italiano come lingua seconda. Si tratta di un tirocinio guidato che si mostra efficace almeno per due motivi: 1. perché ai tirocinanti viene offerto un percorso di formazione con l’obiettivo di fornire delle conoscenze pratiche e immediatamente spendibili in classe; 2. per la presenza di un coordinatore che si occupa di seguire tutte le attività del tirocinante e di incontrarlo periodicamente per offrire un supporto costante alla sua attività di tutoring. Si mostrerà, inoltre, come il progetto si basi su una continua collaborazione tra l’università, rappresentata dai tirocinanti e dal coordinatore del progetto, e la scuola, che, attraverso i docenti referenti, si occupa della segnalazione degli studenti stranieri e dei loro specifici bisogni linguistici. Alcuni insegnanti delle scuole, inoltre, assumono il ruolo di supervisori del progetto e, oltre a garantire l’utilizzo delle risorse scolastiche, facilitano il raggiungimento di uno degli obiettivi principali del progetto: fare in modo che i benefici ottenuti attraverso gli interventi proposti dai tirocinanti con l’ausilio del coordinamento della Scuola di Lingua italiana per Stranieri vadano a vantaggio delle classi. La necessità di lavorare sul contesto classe è uno degli aspetti centrali del progetto, tenuto conto anche della drammaticità di alcune realtà scolastiche nelle quali abbiamo operato in questi ultimi anni, classi nelle quali il bambino straniero pone difficoltà meno urgenti di altri casi spesso più complessi e drammatici. Nella seconda parte dell’intervento, ci concentreremo sulla ripercussione che un tale progetto ha sui diversi attori (individuali e istituzionali) che lo animano. Esso, infatti, ha avuto delle evidenti ripercussioni sugli non solo sugli studenti universitari e sugli apprendenti di italiano come lingua seconda, ma anche sulle scuole, che sempre più numerose hanno richiesto di prendere parte al progetto, e sull’università, che ha mostrato un crescente interesse per le attività di tirocinio tanto da cambiare modificare l’offerta formativa rendendo obbligatorio il tirocinio formativo obbligatorio per tutti gli iscritti al Corso di laurea in Lingue e Letterature Moderne, Mediazione linguistica e Italiano come lingua seconda.Infine, nell’ultima parte dell’intervento, proporremo alcuni spunti di riflessione a partire da un confronto con altri modelli di tirocinio offerti da università, fondazioni e associazioni italiane. Questo segmento finale ha un duplice obiettivo: rilevare punti di forza e criticità del nostro modello e avviare un dibattito produttivo e non occasionale con esperienze diverse.

KW - Didattica dell'italiano L2

KW - Italiano L2

UR - http://hdl.handle.net/10447/247896

M3 - Other contribution

ER -