Il testo letterario nella didattica dell'italiano L2/LS, tra agonia, morte e qualche ipotesi di resurrezione

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Abstract

In questo articolo mi occupo del testo letterario nella didattica dell’italiano l2/lS. Le mie osservazioni muovono da un convincimento maturato in alcuni anni di frequentazione della glottodidattica per apprendenti stranieri: che il “testo” in genere e quello letterario in particolare siano stati e siano oggetto di sistematica sottovalutazione o di annullamento. La sottovalutazione o ’annullamento del testo investe non solo la pratica didattica, ma anche le teorie di settore di riferimento, all’interno delle quali si incardinano i diversi modelli. Rilievi di uguale tenore (e preoccupazione) del resto non mancano all’interno della glottodidattica stessa (e ne darò conto). Più nel particolare, nel paragrafo 2 interpreto la disattenzione verso il testo in termini di enfatizzazione esclusiva del soggetto apprendente. Nella dimensione dei sistemi di cultura ai quali i modelli si ispirano, questa pericolosa forma di cancellazione del testo dalla didattica dell’italiano l2/lS ricalca la centralità del lettore individuata dagli orientamenti ermeneutici nel seno delle teorie letterarie. La consapevolezza della centralità del testo nei processi di apprendimento non può che basarsi sulla centralità nei percorsi di formazione dei docenti di un bagaglio di conoscenze e di competenze tutte volte a raggiungere e a far scoprire il cuore della lingua (è questo l’argomento del paragrafo 2.1). Chiude questo paragrafo, intitolato al “disimpegno” dal testo (che va scongiurato), una riflessione sul Focus-on-Form, nel suo poter essere utilizzato come efficace tecnica didattica in grado di armonizzare l’attenzione su forma, comunicazione, contenuto. Il vistoso malinteso sul testo “autentico” e sulle funzioni miracolistiche che tutt’ora tanta didattica dell’italiano l2/lS è disposta a riconoscergli, muove gli intenti del paragrafo 2.2. Eppure non sono mancate opportunità di buone letture sulla didattica della grammatica molto adatte a tenere distante tale perdurante malinteso, concepite soprattutto in seno alla linguistica. Nella fondamentale Lettera sul “ritorno alla grammatica”Sabatini (2007) raccomanda l’uso di “frasi-tipo” capaci di descrivere i meccanismi generali della lingua, senza per questo escludere gli “enunciati” della “comunicazione effettiva” che anzi devono essere collegati nel giusto modo con il sistema grammatica. Il ragionamento di Sabatini è la premessa alla presentazione del suo modello di grammatica valenziale basato sul connubio tra sintassi e semantica e sulla funzione del verbo quale perno della frase, epicentro del sistema radiale che chiama a sé “circostanti” e “costituenti” nel processo di saturazione del significato. Affronto l’argomento e illustro il modello valenziale nel sottoparagrafo 2.2.1 e nei due successivi propongo alcuni spunti di applicazione nella glottodidattica per studenti stranieri, in un caso per il congiuntivo sulla base di una recente esperienza sul campo (2.2.2), nell’altro per la metafora (2.2.3). Chiude questa prima parte dell’articolo il paragrafo 2.3 su “Testo e metodo, testo e interpretazione: il costruzionismo banale” nel quale segnalo la tendenza che sembra essersi consolidata di focalizzare pressoché in via esclusiva la metodologia sul testo piuttosto che il testo: il come invece che l’oggetto d’analisi. La seconda parte dell’articolo, che si apre con il paragrafo 3, è dedicata in particolare al testo letterario, a partire dalle questioni della dissoluzione del testo in letteratura e delle referenze in poesia discusse dalla storiografia letteraria degli ultimi decenni. metto in relazione tendenze e propo
Original languageItalian
Title of host publicationVerso una didattica linguistica riflessiva. Percorsi di formazione iniziale per insegnati di italiano come lingua non materna
Pages341-392
Number of pages52
Publication statusPublished - 2014

Publication series

NameSTRUMENTI E RICERCHE

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