Elements of stereotomy in the essay and the works of the sicilian architect Giovanni Amico

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Abstract

Il contributo si prefigge di indagare sull’uso della stereotomia nell’apporto teorico e nella pratica professionale dell’architetto trapanese Giovanni Amico, attivo in Sicilia nella prima metà del Settecento.Nel suo trattato L’architetto prattico (pubblicato in due volumi, rispettivamente nel 1726 e nel 1750), si possono riscontrare alcuni principi di stereotomia: a titolo di esempio si cita il capitolo dedicato agli archi e ai ponti, dove l’autore inserisce un ponte in pietra «o sia Capoalzato per comodità di passare Fiumi, o Torrenti», che tramite la successione di due archi rampanti supera il dislivello fra le due sponde. L’intervento mira anche a chiarire i rapporti e gli eventuali debiti nei confronti dell’opera di altri studiosi e teorici, come il matematico siciliano Benedetto Maria Castrone, i cui libri risultano presenti nella biblioteca dell’Amico, assieme a numerosi testi finalizzati alle conoscenze di matematica e geometria (Il vero geodeta siciliano, Roma 1733 e Diversorum miscellanea mathematum ubi videlicet varia exhibentur problemata ex arithmeticis, geometricis et architectonicis..., Palermo 1737).In parallelo si analizzeranno le opere realizzate dall’architetto, tra cui le facciate delle chiese trapanesi di San Lorenzo e del Purgatorio, o di Sant’Anna a Palermo, dove i temi tipici del linguaggio barocco colto, di derivazione borrominiana, quali le strutture concavo-convesse e il paramento murario ad andamento curvilineo, vengono sviluppati con la tecnica costruttiva della pietra a vista.
Original languageEnglish
Title of host publicationThe Art and Craft of Masonry Construction. Design, Stereotomy, Conservation
Pages66-81
Number of pages16
Publication statusPublished - 2013

Cite this

Antista, G. (2013). Elements of stereotomy in the essay and the works of the sicilian architect Giovanni Amico. In The Art and Craft of Masonry Construction. Design, Stereotomy, Conservation (pp. 66-81)